9 dicembre 2009

scrivo

Gli esami nella vita non finiscono mai, disse qualcuno piu’ famoso di me, e con questo spirito ho ripreso in mano carta e penna e sono tornato sui banchi di scuola: mi sono iscritto ad un corso di...Scrittura Creativa!

In fondo sto vivendo questa esperienza scozzese come un’altra opportunita’ capitatami (o meglio, fortemente voluta ed ottenuta) nella mia vita, quindi il tempo e’ propizio per seguire finalmente le mie passioni.

E tra le mie piu’ intime passioni nulla supera...la scrittura.

I temi in classe all’epoca del Liceo erano per me un inferno, come infernale immagino fosse per la mia professoressa doverli correggere. Mancavo di originalita’, scrivevo le piu’ grandi banalita’, ed i miei voti raggiungevano ben poche volte la sufficienza. Presumo che temi come le problematiche giovanili o il commento a delle poesie non mi hanno mai solleticato l’immaginazione.

E poi la svolta. Un mio amico lavorava per un quotidiano locale della mia provincia, quindi decisi di chiedere al redattore sportivo se potessi collaborare durante il week-end, giusto per unire scrittura e sport (seconda mia passione). Detto fatto, eccomi a commentare partite giovanili o di calcio dilettantistico, con la cronaca rigorosamente fatta al telefono parlando con i dirigenti delle squadre. Poi capito’ che il giornalista di una squadra militante nel campionato di Eccellenza si assento’ per una domenica, il redattore decise di darmi fiducia mandandomi per la prima volta a fare l’inviato al campo. Mi preparai tutta settimana, e l’articolo che scrissi al termine della partita fu davvero carino. Tanto carino che dalla stagione successiva mi trovai a fare l’inviato al campo tutte le domeniche. L’ambiente all’interno della piccola redazione della mia citta’ rimane tutt’ora una delle esperienze lavorative piu’ belle della mia vita: si lavorava, si scherzava, ci si aiutava nella scrittura, poi le correzioni, l’impaginatura...eccetera eccetera.

Successivamente collaborai anche per un altro quotidiano (dove vendevo pressappoco lo stesso articolo a due giornali diversi) ma soprattutto per una splendida rivista sportiva, nata dall’idea di un collega ma purtroppo naufragata per problemi economici.

Poi la pausa. Presa la laurea in Ingegneria, lascio il giornale e mi dedico ad una professione mai troppo amata ne’ tantomeno studiata con passione.

Ma la scrittura rimane. Scrivo sul blog della mia squadra di calcio ed apro addirittura una rivista personale, la memorabile Gazzetta delle Quade, distribuita gratuitamente ai mie amici.

Da qui si arriva al mio attuale blog, ma questa e’ storia recente.

La scrittura rimane dentro di me, cresce piano ed esplode quando mi rendo conto che non riesco a non descrivere tutte le emozioni e gli stimoli che sto vivendo qui ad Edimburgo. Diciamo che ogni persona o esperienza che mi capita...si becca sulla nuca una mia scrittura. Alcune cose le pubblico sul blog, altre molto piu’ intime le pubblico invece su spazi nella rete dove risulto anonimo. Senza parlare poi di cio’ che scrivo sulla carta igienica quando sono in bagno, o sulla carta del prosciutto in fila al supermercato...

Proprio ora e’ tarda notte, e vicino a me sta scrivendo la ragazza greca del mio coinquilino inglese. Mi dice che le e’ venuta in mente una cosa da aggiungere al suo essay, e fino a quando non la mette per iscritto non riuscira’ ad addormentarsi. La mia scrittrice preferita sosteneva che una poesia e’ uno starnuto di Dio: inutile trattenerlo, meglio liberarsene subito scrivendolo.

La speranza di pubblicare qualcosa non mi ha mai sfiorato la testa, per ora preferisco rimanere nel mio dilettantismo, regalando cio’ che descrivo alle persone che voglio. Cio’ non toglie che e’ nata l’esigenza in me di approfondire questo mondo e magari di migliorare.

Ecco allora il mio corso! Sono entusiasta perche’ penso sia la prima volta nella mia vita in cui studio qualcosa che mi piace davvero. Basta equazioni differenziali, basta meccanica razionale o tecnica delle costruzioni, basta vincoli ed iperstatiche. Finalmente studio la scelta delle parole, come trasmettere i sentimenti, come inventare personaggi e come descriverli in base ai loro dialoghi. Questi i contenuti del mio corso di Creative Writing.

Il corso, che svolgo presso lo Stevenson College, e’ secondo la modalita’ open learnig: non ci sono lezioni in aula, il college mi spedisce a casa le dispense d studiare e gli esercizi da svolgere, io rispedisco alla professoressa tramite mail le mie creazioni, che mi tornano con le correzioni e con un giudizio.

Il corso, tra parentesi, e' anche un eccellente modo per migliorare il mio inglese da un lato e per apprezzre meglio cio' che leggo dall'altro, aggiungo inoltre che lo sto frequentando gratuitamente grazie all’associazione ILA Scotland, alla quale consiglio di rivolgersi se siete qui e volete proseguire gli studi.

La docente e’ una scrittrice americana, che tiene questo corso come secondo lavoro, ma che tuttavia lo fa con estrema passione. Le ho appena mandato due compiti, e giusto stamattina mi sono trovato in posta una busta con i due esecizi che ho aperto con incredibile bramosia: tante correzioni ma soprattutto tanti spunti di riflessione su come migliorare i punti deboli.
Non mi sono mai sentito tanto motivato da un feedback ricevuto su un mio lavoro.

Mi sono venuti in mente alcuni miei professori al Regio Politecnico di Milano. Spesso anche per loro l’insegnamento era una seconda professione, come si vedeva dal loro assenteismo in aula e dai compiti fatti correggere ai dottorandi. In aggiunta si lamentavano della riforma universitaria italiana, cosa che non ho mai capito: rimango dell’idea che se qualcuno ha la passione di insegnare qualcosa, di sicuro c’e’ anche chi ha la passione di apprenderla.

E quando si parla di passione, cari professori miei, non c’e’ riforma che tenga.

Song: Fido Guido - No ne stonne

15 commenti:

vinz_745 ha detto...

Ale, magnifico. Inseguire i propri talenti le proprie passioni.
Mi sa che hai trovato la strada verso la felicità.

Poi peró ce li riveli i segreti della scrittura creativa....

Joan ha detto...

E' molto bello ciò che stai facendo. Beh, che avessi la passione per lo scrivere, ce n'eravamo accorti tutti da un pezzo! Però appunto dev'essere un'altra cosa fare un corso, farsi correggere quando si sbaglia e soprattutto avere la spiegazione del motivo.

Anch'io ai miei tempi ho pubblicato storie su Internet più o meno anonimamente, con un certo seguito e la cosa migliore è che il pubblicare storie mi ha permesso di conoscere una persona fantastica con la quale ho contatti ancora oggi. Lo scrivere ci serve più di quanto noi stessi possiamo immaginare.

Poi m'informerò anch'io su questi corsi!

sara80 ha detto...

Grande Ale, sicuramente il talento e la passione ce l'hai! Inseguire i propri sogni e' proprio quello che ho capito anch'io quando ho preso la decisione di trasferirmi a Edi, poi pian piano ho trovato la strada giusta che appunto la scozia mi sta offrendo.
Non dico che sia facile, ho trovato anche tanti (piccoli e superabili) ostacoli, ma la soddisfazione e' tanta ed e' quella che illumina le giornate e mi fa sentire che sto vivendo la vita come voglio!
Live life!!

andima ha detto...

bravo!;)

Anonimo ha detto...

Alex!
Tanti auguri allora per la nuova passione e magari carriera...who knows!
Quali sono i tuoi autori di riferimento? Che genere di storie scrivi? Come ti trovi a scrivere in inglese? Ci troviamo di fronte un novello Conrad ? :))
ciao!
Marcello.

bacco1977 ha detto...

ciao ale.
Lo sai che mi ritrovo molto in questo post?
Il blog e' diventato per me un sano esercizio di scrittura.
Anche qui ho trovato alcuni corsi di scrittura creativa.
Magari tra qualche mese :)

See you soon! Devo farmi un giro a EDIMBRA'!!!

Alekos ha detto...

Grazie dei bellissimi commenti!
Rispondo alla confusa.

Gia', inseguire cio' che mi piace e' davvero stimolante, speriamo che port davvero alla felicita'.

Per fare cio' non e' necessario vivere all'estero, ci mancherebbe, ma il fatto di costruirsi una vita e coltivare le proprie passioni partendo dal nulla e' una soddisfazione incredibile. Sara lo sa bene. Molte altre persone che incontro infatti hanno deciso di proseguire qui quel che in Italia non hanno avuto la possibilita' di inseguire.

Per quanto riguarda lo scrivere in inglese, e' molto diffcile. Tra la scelta delle parole e lo spelling, scrivere anche un paragrafo puo' richiedere molto tempo ed energie. Per ora butto tutto di getto poi ci torno per correggere.

Il mio genere preferito e' la non fiction, ossia tutto cio' che e' reale: sentimenti, episodi, stati d'animo. Il mio punto debole e' che scrivo di cose mie (come su blog) o di fatti cui ho assistito (come quando ero al giornale), ma essere creativi e' davvero un passo difficile.

Alekos ha detto...

Dimenticavo: se amate la bella scrittura, segnalo la probabile riapertura di uno dei blog che considero tra i meglio scritti.
Quello di Utopie Irlandesi; nella colonna a destra trovate il link.

Anonimo ha detto...

Beh scrivere è una delle cose più difficili, eppure oramai sembra lo facciano tutti...tranne gli scrittori (parlo dell'Italia). Comunque bisogna tenere conto di tantissime cose: lo stile, la sintassi, la grammatica e poi la forma, la musicalità. E farlo in una lingau non tua deve essere "'na mazzata in front'" (insomma, difficilissimo). Scrivere è sopratutto riscrivere, così come leggere è sopratutto ri-leggere. ;)
Ma quindi su cosa sono questi testi che mandi all'insegnante?
Marcello.
ps: cos'hai contro la fiction? Guarda che poi c'è tanta fiction che s'ispira alla realtà, personale o sociale, di chi scrive.. :)
ps2: Buon fine settimana!

Gio ha detto...

bravo Felix!

Alekos ha detto...

@ Gio: :D

@ Marcello: i testi da spedire all'insegnante dipendono dal contenuto dell'unita'. Ho appena finito un esercizio in cui dovevo descrivere un personaggio in una determinata situazione in cui faccio trasparire uno stato d'animo ben preciso senza pero' dire i motivi di quello stato d'animo. Immagina una fotografia da descrivere, senza storia ma mettendoci solo cio' che vedi. Farlo in inglese ed utilizzando 250 parole al massimo e' stato davvero difficile.
Per quanto riguarda la fiction non so, sono gusti personali. Se pero' si tratta di reality-based fiction allora mi piace.

fonto 6969 ha detto...

Ciao ale,come stai?
Ieri abbiamo fatto il pranzo natalizio al postiglione con tutta la squadra con aperitivo al bar gallo,e direi che a tavola si è sentita la tua mancanza....

Non vieni in italia per natale?Il ventu sta organizzando la super partita di risiko natalizia nella mia casa nuova,non puoi mancare.

Salute dalle quade.

Alekos ha detto...

Ehi capitano!!!

A Natale rimango qui, ma quando meno ve lo aspettate capitero' alla Pierina per sostenervi!

Che nostalgia le cene di squadra!!!

Anonimo ha detto...

Bravo Ale!!! sono felicissima che stia facendo questa esperienza!! Goditi la vita tesorro!! un bacione :) elena

Anonimo ha detto...

Ciao Ale. Scrivere è una forma di altruismo: dona ad ogni lettore la possibilità di vedere oltre i propri confini e con ben più che un paio d'occhi. Quando poi il lettore ti sceglie è perchè quegli occhi lo hanno portato là dove non è sempre facile arrivare ma dove è bellissimo perdersi. Grazie. coltiva un dono che è prezioso più che mai.