4 novembre 2011

l'e-mail del venerdi' pomeriggio in ufficio

Tv e giornali in UK stanno trasmettendo sempre piu' spesso notizie sulla situazione politica italiana. Ormai anche in ufficio devo combattere contro l'idea di grande barzelletta che ci hanno affibbiato.
Capita poi che, nel clima euforico da ufficio al venerdi' pomeriggio, il Capo ti mandi questa mail.




3 agosto 2011

a (very) Scottish barber



Photos: the barber of Saint Andrews


22 luglio 2011

working in the Highlands

A grande richiesta dei miei lettori, eccovi le foto scattate da me durante i miei girovagare per le Highlands tra inverno 2010 e primavera 2011.

Mi considero molto fortunato nel poter lavorare all’aria aperta, soprattutto perche’ i luoghi che visitiamo sono assolutamente incontaminati in quanto aree private, ben lungi dale rotte turistiche.

Gli animali che posso vedere sono assolutamente incredibili: cervi, gatti selvatici, grouse, salmoni nei laghi, per non parlare di pecore e mucche delle Highlands (quelle con la frangia lunga che le copre gli occhi).

Ad essere del tutto onesto, piu’ di una volta mi lamentavo nell’essere in giro. Camminare per chilometri con pesanti zaini, sotto ogni tempo atmosferico, con freddo e fango sempre addosso, spesso mi facevano mancare la scrivania in ufficio. Capita poi pero’ che, una volta a casa, mi riguardo le foto e rimango stupefatto, quasi non mi sembra vero di essere davvero stato in certi territori.

Ma ora bando alle ciancie, eccovi le foto. E la prossima volta che sarete in coda su una grigia tangenziale, o affollati in una puzzolente metropolitana, pensate un po’ anche a me, che ho la sfortuna di lavorare in questi paesaggi (e mandatemi le vostre maledizioni)!!!

Enjoy!






Slideshow: working in the Highlands

29 giugno 2011

due anni in Scozia

Fa quasi paura dirlo. A volte lo dico sottovoce per non ammetterlo, perche' mi sembra strano, perche' era difficile pronosticarlo all'inizio dell'avventura. La verita', comunque, e' che sono in Scozia da oramai due anni.

Emozioni contrastanti nel giorno del mio secondo anniversario oltremanica, tipico giorno in cui si tirano bilanci, ci si guarda indietro per vedere cosa e' cambiato nell'ultimo anno, e si guarda al prossimo anno, con la classica lista (classicamente mai scritta sul serio) di dove si vuole essere al prossimo anniversario.

Cosa e' successo nel mio secondo anno scozzese? Tanto, veramente tanto. Quello che in molti dicono, si e' realizzato: il primo anno e' stato veramente il periodo della semina, ed il secondo quello del raccolto.

Innanzitutto ho trovato un bel lavoro. Ad essere onesto, dopo tutti quei mesi passati in cucine e sale di ristoranti, qualcosa iniziava a traballare. La sensazione di non fare nulla di positivo per me, tornare a casa troppo stanco per inviare CV e cercare un altro lavoro, le interminabili notti a pulire cucine e lensazione di essere stuck, che nulla cambi, nulla all'orizzonte. E sempre con l'acqua alla gola a livello di soldi: gia', perche' anche lavorando piu' di 40 ore a settimana, percependo peco piu' del national minimum wage davvero non si riesce a mettere via nulla.

Ho pensato seriamente di trasferirmi, giusto per smuovere le acque e giocarmi altre carte, ma alla fine sono sempre rimasto nella mia Edimburgo.

E poi...ecco un lavoro! Dopo una lunga serie di colloqui, finlmente si firma il primo contratto. Un lavoro per cui ho studiato, in cui ho lavorato in passato e in un settore che volevo fortemente: quello delle energie rinnovabili.
Il lavoro si e' rivelato bellissimo, mi da modo di viaggiare tantissimo nelle Highlands, e lavorare all'aria aperta per boschi, laghi e foreste incontaminate fa davvero la differenza.

E poi...una ragazza. Una ragazza splendida, venuta da lontano, che mi ha fatto riscoprire la gioia di avere qualcuno di importante lontano dalle persone a me importanti.

La cosa piu' negativa e' stata lasciare Edimburgo. Il lavoro si trova a Perth, e non avendo un mezzo di trasporto ho dovuto trasferirmi. Tuttavia, il rapporto con questa nuova citta' non e' mai decollato (ma forse non le ho mai veramente dato la possibilita' di decollare). Perth e' molto bella, per carita', parchi e piacevoli passeggiate in centro e sul lungo fiume non mancano, ma bella solo da visitare. Da viverci...noiosissima.

Non che sia piccolissima, ma e' morta. La tipica citta' dove si viene a vivere quando si mette su famiglia. Poche attivita' culturali, vita notturna caratterizzata da old men pubs o da ammiccanti night clubs dove la gioventu' locale si ammazza d'alcool.

Beh, questi pochi paragrafi descrivono in modo molto succinto un secondo anno che in realta' e' stato molto emozionante.

Ed il terzo anno...non si preannuncia da meno!

Gia', perche' la ragazza splendida e venuta da lontano mi ha spezzato il cuore, spingendomi a svoltare pagina, perche' Perth e' davvero la citta' meno adatta per me, perche' mi sono comprato una macchina, perche' Edimburgo e' davvero la citta' piu' adatta per me e ci torno a vivere...presto.

Anzi, prestissimo.

Picture: sunset in the Highlands (at the end of a workday)

Song:
Junior Tshaka - des humains

23 marzo 2011

Edinburgh and beyond

Quasi dieci mesi sono ormai passati dal mio ultimo post su questo blog.

Tanti avvenimenti che mi hanno tenuto impegnato sono accaduti dallo scorso maggio 2010 (ritorni a casa in Italia, un nuovo lavoro, nuove conoscenze, l’addio a Edimburgo), che tuttavia non possono giustificare un tanto lungo silenzio.

Onestamente, non sapevo che direzione fare prendere al mio blog. Durante il primo anno in Scozia mi sono divertito a raccontare le novita’ nella mia vita e le mie avventure nella citta’ in cui mi trasferii, una volta finite quelle non sapevo davvero cosa scrivere. L’alternativa era quella di intraprendere una narrativa piu’ personale in contrapposizione con i miei primi propositi. Con mia grande sorpresa, non me la sono sentita di denudarmi piu’ di troppo e non ho rotto quella corazza che mi tratteneva dal postare i miei sentimenti piu’ intimi. Finite le storie pseudo divertenti dei miei primi mesi scozzesi, cosi’ come i racconti della mia Edimburgo, sono sprofondato in un lungo letargo.

Ed allora, perche’ tornare a scrivere? Bella domanda. Sicuramente il motivo principale e’ l’affetto per questo blog e per tutto quello che mi ha dato. Mi ha fatto conoscere persone, mi ha fatto sfogare, ridere ed incavolare, ma soprattutto ha fatto sedimentare parecchie emozioni che scritte e rilette e commentate appaiono sotto una luce diversa. Gia’, non volevo che questo blog si spegnesse come tanti altri senza neanche un post di commiato. In piu’, qualche mail di persone che mi chiedevano che fine avessi fatto mi ha fatto tornare la voglia di dare un signale.

La mia avventura in Scozia, signori, continua, e The Heart of Alekos non e’ finito.

Scrivo Scozia e non Edimburgo perche’, purtroppo, Edimburgo non e’ piu’ la mia residenza.

Ora vivo a Perth, capologuo del Perthshire, contea centrale della Scozia incastonata tra l’industrializzata Central Belt (la striscia tra Edinburgh e Glasgow) a sud e le selvaggie Highlands a nord. Una volta capitale della Scozia, Perth ha un bel centro storico, grandi parchi, eleganti ponti sul fiume Tay, ed una campagna mozzafiato tutt’intorno. Tuttavia, non e’ e non sara’ mai la mia citta’. Tutto chiuso dopo le 17.30, poche amicizie, poco da fare. Certo mantenere la vita vita sociale ad Edin ha influito, ma a Perth manca comunque quell multietnicita’ e frizzantezza tipiche delle citta’ universitarie. Gia’, citta’ noiosetta.

Prima di lasciare la mia casa nella capitale, mi sono goduto lunghe passeggite per Edimburgo. Mi ha sorpreso il notare come abbia riempito di ricordi mille piccoli angoli della citta’. Ecco cosi’ che un pub mi ha ricordato un incontro particolare, una viuzza mi riporta alla mente un saluto ad un amico sincero, ed un anonimo appartamento un party in cui mi sono infiltrato in una serata un po’ pazza. Come se abbia riempito con la mia vita una citta’ vuota al mio arrivo, in una romantica topografia delle emozioni.

Certo, ad Edimburgo ci torno praticamente ogni week end, fatto sta che a mio parere una citta’ la si viva non tanto nei fine settimana organizzati, ma soprattutto nella quotidianeita’: nella fila alla posta o in banca, nel dare indiczioni ai turisti o nell’incontrare casualmente un amico per strada, tutte quelle cose che ti fanno sentire “tua” la tua citta’.

Non so cosa scrivero’ in futuro, ne’ con quale cadenza. Ma il blog rimane aperto.

Bentornati...



Picture: "Pazienza & Ottimismo", memory from my former room.

Song: Linton Kwesi Johnson - Sonny's Lettah