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1 giugno 2012

Scottish Cup Final: Hearts - Hibernian 5-1

Ad enorme richiesta (un anonimo nel precedente post), propongo il racconto di Andy, Presidente del Lombardia Hearts, a riguardo della storica finale di Scottish Cup. Il 19 Maggio 2012, all'Hampden Park di Glasgow, le due squadre di Edimburgo si sono sfidate in un derby che rimarra' nella storia.
Enjoy!



Cari Jambos !

TRIONFO !!!!!!!!!!

E' l'unica parola che mi viene in mente ! Vincere, anzi STRAvincere contro i cugini in Finale di Scottish Cup non ha veramente prezzo ! Un 5-1 senza storia, nella seconda Finale "All Edinburgh" di tutti i tempi (la prima fù nel lontanissimo 1896), in un Hampden stracolmo e un entusiasmo impareggiabile......e noi del Lombardia Hearts SC eravamo presenti......ma andiamo con ordine :

E' venerdi 18 Maggio e già alle 5 il contingente italiano del Lombardia Hearts SC si mette in movimento......Fabio da Parma si dirige in treno a Malpensa mentre Roberto dalla Garbatella verso Ciampino ! Il Presidente invece si sveglia un po' più tardi, ma è il primo a raggiungere l'aeroporto e poi si parte !
Già appena varcato il gate, una lieta sorpresa ci attende. Una rimpatriata con vecchi amici come Stuart e Jonathan !


Atterrati ad Edinburgh, io e Fabio ci riuniamo a Roberto (arrivato 20 minuti dopo), prendiamo la macchina e ci dirigiamo dal nostro immenso Guy ! Qui veniamo accolti come Re ! Panini, muffins, biscotti, tè e caffè......



Giusto il tempo per incontrare Jools e bere la nostra prima pinta, che dobbiamo dirigerci verso Prestwick per portare nella Capitale gli altri due partecipanti alla spedizione : da Verona, Marco e l'incantevole Virginia !
Al ritorno, ci aspetta un sontuoso "fish & chips" di benvenuto per prepararci alla serata al "nostro" Diggers.......


La serata scorre divinamente, tra birra, risate, battute, cori e soprattutto tanti amici, vecchi e nuovi !




Dopo una veloce nanna, alle 7 siamo già in piedi e carichi a cannone ! E' il giorno, anzi è il GRAN giorno !!!!! Alle 8 abbiamo già ordinato la nostra Full Scottish Breakfast.......


.....e alle 10 siamo sul pulman che ci porterà ad Hampden ! In un paio d'ore (complici anche il traffico di Glasgow ed il nostro conducente non avvezzo alle strade della seconda città del Paese) arriviamo al locale messoci a disposizione dalla società con rinfreschi e belle cameriere ! Ma la nostra testa è solo alla partita........beviamo una pinta con Johnny e Graeme e poi via ! Un quarto d'ora a piedi e davanti a noi.....HAMPDEN :




 L'atmosfera è già spettacolare. 50.000 tifosi da Edinburgh, equamente divisi tra Jambos e Hibbies, con la stessa voglia di vincere, lo stesso entusiasmo e, soprattutto, lo stesso spirito sportivo ! (nessun tipo di incidente, nè all'esterno nè all'interno dello stadio).
Tre quarti d'ora prima del fischio d'inizio, ci sediamo ai nostri posti e cominciamo a cantare !



 Nell'attesa delle squadre in campo, ci giriamo e dietro a noi chi è tranquillamente seduto con la sua maglia maroon ??? Il nostro mitico Craig Gordon !! Foto sono d'obbligo e il grande uomo si ricorda ancora di noi !

 E inizia la Scottish Cup Final 2012 .................... !!!


Si capisce subito che la differenza fra le due squadre è pesante. Noi partiamo concentrati, aggressivi e determinati a raggiugere il risultato. Loro sono timorosi e assolutamente disorganizzati. Bastano solo 14' a Darren Barr per scardinare la debole difesa biancoverde e la metà di stadio maroon esplode di gioia !! Pochi minuti ancora ed il grande RUDI SKACEL, incrocia col sinistro da 20 metri gonfiando ancora la rete ! 2-0 e partita in ghiaccio. Suso potrebbe triplicare, ma il suo diagonale è respinto sulla linea da McPake. E proprio il Capitano dell'Hibernian al 41', trova la rete della speranza capitalizzando al meglio l'unica nostra distrazione difensiva. Si và quindi al riposo in vantaggio 2-1, ma i jambos non sono affatto preoccupati....


Dopo 1' nella ripresa, la partita si chiude. Suso salta due uomini e, poco prima di entrare in area da sinistra, viene vistosamente trattenuto da Kujabi (già ammonito). L'arbitro concede un rigore generoso e, giustamente, espelle il terzino biancoverde. Danny Grainger spiazza Brown e ci porta sul 3-1. Ancora un paio di minuti ed il parziale si fà ancora più corposo grazie al goal di Ryan McGowan che riprende una corta respinta del portiere Hibbie e scaraventa di testa in rete ! 4-1 e la partita è virtualmente chiusa.

Mentre lo west stand e le metà del north e south stands continuano imperterriti ad intonare cori per tutti, tiriamo i remi in barca e non affondiamo il coltello nella piaga con un Hibernian alle corde ed assolutamente incapace di abbozzare la minima reazione. Ci pensa ancora RUDI SKACEL, probabilmente alla sua ultima partita con il Club, a rimpinguare il bottino con un tiro di precisione da fuori area che bacia il palo e si infila alla sinistra di un frastornato Brown. 5-1 al 74' !!

 
Giusto il tempo per salutare Ian Black (anche lui alla sua ultima apparizione) e poi Craig Thompson fischia la fine ed il tripudio ha inizio !


Dopo che il Capitano, Marius Zaliukas (con una lacrimuccia di commozione) alza al cielo il trofeo calcistico più antico del Pianeta, la festa in campo e sugli spalti diventa ancora più frenetica ! La voce si azzera, ma la voglia di cantare non si affievolisce !

WHEN THE HEARTS WAS UP TO LIFT THE SCOTTISH CUP, WE WERE THERE, WE WERE THERE !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
LALALALALALALALALALA PAULO SERGIO', SERGIO', PAULO SERGIO'OOOOOO !!!!!!!
RUDIIIIIII, RUDIIIIIIIIIIIIIII, RUDIIIIIIIIIIIIIII, RUDIIIIIIIIIIIIIIII !!!!
THIS IS MY STORY, THIS IS MY SONG, FOLLOW THE HEARTS AND YOU CAN'T GO WRONG !!!
Sono solo alcuni degli inni che si alzavano nel cielo di Mount Florida, baciato da un sole primaverile e da una fiumana di jambos impazziti di gioia !
Dopo aver brindato ad un pub adiacente al parcheggio dei pulman, torniamo ad Edinburgh (anche se in notevole ritardo dovuto ad un incidente tra un autobus ed un pedone) e ci fiondiamo al Caley Sample Room (visto che il nostro Diggers era stracolmo!) e ci ritroviamo con Guy, Ray, John, Chris e Donald per celebrare la vittoria !! WHAT A DAY !!!!


 
La domenica non poteva non cominciare con la ormai famosa colazione da JOOLS !!! Uno dei nostri hibbie preferiti, Derek, ci fà l'onore della sua compagnia e ci ritroviamo in 10 per un'allegra riunione !

Dopo aver accompagnato Fabio in aeroporto (sigh....), ci aspetta la parata dei vincitori (west end, naturalmente....). In più di 100.000 si riversano nelle strade della Capitale che dalla cattedrale di St.Giles portano al quartiere di Gorgie. E' uno spettacolo impressionante e bellissimo !


Il pomeriggio prosegue al Diggers dove incontro i nostri amici membri del LHSC in Scozia, mentre Marco, Virginia e Roberto tornano a casa per riposarsi. Ci ritroviamo qualche ora più tardi al Cafè Andaluz, per una cena MERAVIGLIOSA con Guy, Jools, Ray, Derek e Stevie, a base di tapas, sfrenata allegria ed un senso di benessere dovuto alla profonda amicizia che si respira tra di noi......una serata che ci rimarrà nel cuore !

Ma le emozioni non finiscono qui !! All'uscita dal ristorante, incontriamo l'uomo del giorno ! Si, proprio il nostro manager PAULO SERGIO !!! Visibilmente provato, ci parla per alcuni minuti e poi acconsente gentilmente a scattare una foto insieme.....Ray è l'uomo più felice del Mondo !!



Stremati ma felicissimi, torniamo a casa e ci addormentiamo come sassi.
La mattina di lunedi, io e Marco accompagniamo Roberto in aeroporto alle 5 (!) e poi ritorniamo a nanna per un paio d'ore. Salutiamo i sempri immensi Guy e Debbie e poi, per premiare la straordinaria pazienza di Virginia, visitiamo il Castello di Glamis e consumiamo un lauto pranzo nel nostro ristorante preferito, Old Brewhouse di Arbroath.




Dopo un viaggio di circa 3 ore, riportiamo la macchina ad Ayr e ripartiamo per casa......consapevoli di aver trascorso uno dei più bei weekend della nostra vita !

C'MON THE HEARTS !!!!!!!!!!!!

ANDY, Il Presidente

1 febbraio 2012

angry Scottish rabbit

Se vi piace l’outdoor e state programmando una gita in Scozia, vi segnalo una bellissima legge chiamata Freedom to Roam (ufficialmente Land Reform Act 2003), secondo la quale avete diritto a fare attivita’ ricreative in ogni foresta o territorio, sia pubblico che privato. Ovviamente, c’e’ un codice di regole civili da rispettare (Scottish Outdoor Access Code). Quindi, se qualche contadino locale si rivolge a voi particolarmente arrabbiato perche’ siete nel suo terreno (e magari approfittando che siete straniero), potete citare il Freedom to Roam.

Sul rispetto dell’ambiente, tuttavia, non si sgarra.

Girovagando per le foreste scozzesi vi potra’ infatti succedere di incappare in un simpaticissimo coniglietto, a cui la protezione dell’ambiente sta molto a cuore. Il peloso animaletto si arrabbia molto se danneggiate gli alberi per accendere un fuoco. Se vi nota, infatti, il simpatico quanto ambiguo coniglietto ha sempre a portata di mano un simpaticissimo bastoncino, pronto per infilarvelo proprio li’...dove non vi batte il sole.


Link: Don't Mess with Nature

3 agosto 2011

29 giugno 2011

due anni in Scozia

Fa quasi paura dirlo. A volte lo dico sottovoce per non ammetterlo, perche' mi sembra strano, perche' era difficile pronosticarlo all'inizio dell'avventura. La verita', comunque, e' che sono in Scozia da oramai due anni.

Emozioni contrastanti nel giorno del mio secondo anniversario oltremanica, tipico giorno in cui si tirano bilanci, ci si guarda indietro per vedere cosa e' cambiato nell'ultimo anno, e si guarda al prossimo anno, con la classica lista (classicamente mai scritta sul serio) di dove si vuole essere al prossimo anniversario.

Cosa e' successo nel mio secondo anno scozzese? Tanto, veramente tanto. Quello che in molti dicono, si e' realizzato: il primo anno e' stato veramente il periodo della semina, ed il secondo quello del raccolto.

Innanzitutto ho trovato un bel lavoro. Ad essere onesto, dopo tutti quei mesi passati in cucine e sale di ristoranti, qualcosa iniziava a traballare. La sensazione di non fare nulla di positivo per me, tornare a casa troppo stanco per inviare CV e cercare un altro lavoro, le interminabili notti a pulire cucine e lensazione di essere stuck, che nulla cambi, nulla all'orizzonte. E sempre con l'acqua alla gola a livello di soldi: gia', perche' anche lavorando piu' di 40 ore a settimana, percependo peco piu' del national minimum wage davvero non si riesce a mettere via nulla.

Ho pensato seriamente di trasferirmi, giusto per smuovere le acque e giocarmi altre carte, ma alla fine sono sempre rimasto nella mia Edimburgo.

E poi...ecco un lavoro! Dopo una lunga serie di colloqui, finlmente si firma il primo contratto. Un lavoro per cui ho studiato, in cui ho lavorato in passato e in un settore che volevo fortemente: quello delle energie rinnovabili.
Il lavoro si e' rivelato bellissimo, mi da modo di viaggiare tantissimo nelle Highlands, e lavorare all'aria aperta per boschi, laghi e foreste incontaminate fa davvero la differenza.

E poi...una ragazza. Una ragazza splendida, venuta da lontano, che mi ha fatto riscoprire la gioia di avere qualcuno di importante lontano dalle persone a me importanti.

La cosa piu' negativa e' stata lasciare Edimburgo. Il lavoro si trova a Perth, e non avendo un mezzo di trasporto ho dovuto trasferirmi. Tuttavia, il rapporto con questa nuova citta' non e' mai decollato (ma forse non le ho mai veramente dato la possibilita' di decollare). Perth e' molto bella, per carita', parchi e piacevoli passeggiate in centro e sul lungo fiume non mancano, ma bella solo da visitare. Da viverci...noiosissima.

Non che sia piccolissima, ma e' morta. La tipica citta' dove si viene a vivere quando si mette su famiglia. Poche attivita' culturali, vita notturna caratterizzata da old men pubs o da ammiccanti night clubs dove la gioventu' locale si ammazza d'alcool.

Beh, questi pochi paragrafi descrivono in modo molto succinto un secondo anno che in realta' e' stato molto emozionante.

Ed il terzo anno...non si preannuncia da meno!

Gia', perche' la ragazza splendida e venuta da lontano mi ha spezzato il cuore, spingendomi a svoltare pagina, perche' Perth e' davvero la citta' meno adatta per me, perche' mi sono comprato una macchina, perche' Edimburgo e' davvero la citta' piu' adatta per me e ci torno a vivere...presto.

Anzi, prestissimo.

Picture: sunset in the Highlands (at the end of a workday)

Song:
Junior Tshaka - des humains

11 aprile 2010

il pesce imbottigliato

Suona il campanello in un tranquillo pomeriggio edimburghese, ed alla porta mi appare un ragazzo mai visto prima con valigie alle spalle.

Dico: “Hiya mate, can I help you?”

(Penso: “Chi e’ costui?”.)

Upstairs Neighbour: “Hi pal, I never met you before, I am your upstairs neighbour (UN)”.

Dico: “Nice to meet you”.

(Penso: “Questa sara’ bella”.)

UN: “I’m here to ask you a huge favour. Well, I am going home for the Easter holidays, I was wondering if you can take care of my fish while I’m away”.

Dico: “Well, I think I can”.

(Penso: “Non ho mai avuto animali, da piccolo ebbi tre pesci rossi, il piu’ longevo visse due settimane”.)

UN: “Cheers pal, it’s really just for few days, I’m going upstairs to take the bottle”.

Dico: “No problem, I’ll wait right here”.

(Penso: “Bottle? Ha ditto che va a prendere una bottiglia? Sara’ un modo scozzese per indicare una piccola vasca per i pesci?”.)

Passano cinque minuti, e riecco l’upstairs neighbour, con un’inquietante bottiglia contenente un minuscolo robo che si muove a fatica.

UN: “Here it is, it’s just a small fish in the bottle”.

Dico: “Ok cool; is it really living there?”.

(Penso: “Tutte a me capitano...”.)

UN: “Yes, but don’t worry, it’s just a small fish from Asia, used to live in here”

Dico: “What should I do, mate? Never had a fish before. Should I feed it and change the water?”.

UN: “Here’s some food, just feed it with a wee bit of food every day. Well, just feed it every two days. For the water, don’t worry, don’t need to change it”.

Dico: “Ok”.

(Penso: “Gia’ ha spazio a volonta’, non vorremo mica viziarlo con troppo cibo ed acqua pulita...che pretese!”.)

UN: “Cool dude, after Easter I’ll come to take it back”.

E fu cosi’ che Alekos si ritrovo’ con un pesce imbottigliato in casa. Messo sulla mensola di camera mia, sta povera bestiola mi fa una pena indescrivibile. Il pinnuto amico sta’ pressoche’ immobile tutto il tempo, talvolta lo trovo inquietantemente adagiato sul fondo della bottiglia.

Gia’ non mi capitano abbastanza stranezze. Il tavolo della cucina esplode da solo, ho una volpe (Alba) in giardino tutte le notti, ora ci mancava proprio un pesce agorafobico in una bottiglia di acqua schifosa, sprizzante felicita’ e gioia di vivere da tutte le branchie.

Povera bestia! I primi giorni ho seguito le indicazioni dell’upstairs neighbour, ma dopo una settimana non ho resistito. Ora gli do da mangiare tutti i giorni, e gli cambio l’acqua un paio di volte alla settimana, anche se le manovre nel lavandino mettono a serio repentaglio la sua incolumita’.

L’acqua, che dopo tre giorni in media diventa marrone, ora almeno e’ pulita, ed il pinnuto compagno di stanza mi ringrazia facendosi dei bei giretti negli 8 centimetri di diametro della sua spaziosa dimora, solo come un pesce imbottigliato.

Ora sto pensando a qualcosa di drastico. Voglio regalargli i giorni piu’ belli della sua vita riempendo la vasca da bagno rendendola un mega acquario. E se proprio mi girano, ci metto dentro qualche bella pesciolina modello teenager scozzese al venerdi’ sera, vale a dire ubriaca, svestita, e che gli sbatte la pinna sotto il naso.

E poi vediamo se vorra’ tornare dal quel delinquente dell’Uspstairs Neighbour!

22 marzo 2010

follie calcistico-scozzesi

In questo vecchio post parlai di una storia ai limiti dell’assurdo, su come la passione per il calcio abbia segnato in negativo (?) la vita di un ragazzo scozzese. Alcuni si sono chiesti se la storia fosse vera, anche perche’ il protagonista era un amico di un amico. Tra parentesi, qualche settimana fa ho conosciuto di persona il protagonista della vicenda, un ragazzo assolutamente fulminato, parlando con il quale si puo’ capire che nella sua vita realta’ e follia si confondono al di la' di ogni logica.

In ogni modo, altri due episodi vissuti di recente mi hanno fatto capire di come il calcio (e le rivalita’ cittadine) sia sentito dagli abitanti di Edimburgo, nonostante un campionato di basso profilo tecnico.

Una doverosa premessa. Le due squadre di Edin sono:

the Heart of Midlothian, comunemente chiamati Hearts, il cui colore sociale e’ il maroon (granata) ed i cui tifosi sono chiamati Maroons o Jumbos;

Hibernian, biancoverde e’ il suo colore e Hibees o Hibs i suoi tifosi.

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1) Hibs funeral party

due settimane fa sono andato a vedere una partita di rugby amatoriale con Andy; in macchina, il buon Andy mi chiede se possiamo passare al pub a far visita al suo amico che ha appena perso la madre. Il funerale era in mattinata ma Andy non ci e’ potuto andare, per questo voleva passare al pub, dove la sua famiglia si trovava al termine della funzione.

Giunti in questo pub nella periferia edimburghese, mi colpisce il fatto di come il pub sia soprattutto luogo di aggregazione: tavolate intere con parenti a parlare della famiglia, con la rigorosa pinta in mano.

Una cosa cattura la mia attenzione: tutte le persone invitate al funerale avevano addosso qualcosa di verde. Chi un cappello, chi una giacca, soprattutto cravatte verdi. Chiedo il motivo ad un parente della defunta e la risposta mi lascia si stucco. La povera vecchina era infatti un’accanita tifosa Hibee, di quelle che fino alla fine non risparmiava battute e frecciate ai tifosi avversari e che non si perdeva una partita degli Hibernian. La sua ultima volonta’ e’ stata che...al suo funerale ognuno indossasse qualcosa di verde. Mi dicono anche che la bara era verde.

Sfortunatamente non ho conosciuto questa donna, ma me la immagino come una terribile vecchietta che dall’alto dei Cieli stava morendo dal ridere vedendo i tifosi di Hearts, Rangers e Celtic vestire qualcosa di verde in suo onore.

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2) Jumbo demolition job

Lo stadio dell’Hibernian si chiama Ester Road, prende il nome dalla maggiore strada nelle sue vicinanze. Onestamente, e’ uno degli impianti piu’ brutti che abbia mai visto (e sono stato anche allo Zini di Cremona). Anonimi spalti squadrati, quattro tribune in corrispondenza dei lati del rettangolo di gioco, senza unione in corrispondenza dei corners. Una volta ci ho lavorato, anche visto dall’interno l’Easter Road, che viene chiamato the Leith San Siro (presumo per ironia), e’ piuttosto...dodgy.

In ogni modo, la societa’ sta facendo dei lavori di ampliamento, per cui hanno dovuto demolire una delle sue tribune. A capo dei lavori di demolizione, alla guida della ruspa principale, troviamo Louise, ragazza 28enne...accanita tifosa Jumbo (ed abbonata alle partite degli Hearts, come da generazioni la sua famiglia), la quale, mentre demoliva l’odiato stadio, e’ stata sentita dal resto del cantiere cantare l’inno degli Hearts.

Ecco come Louise ha commentato il lavoro piu’ bello della sua vita: “Non vedevo l’ora di fare questo lavoro quando me l’hanno offerto, e’ stato emozionante! A casa ho avuto decine di amici e parenti che mi hanno chiesto di scattare foto delle rovine dello stadio!”.

Qui un link per leggere l’articolo in inglese.

Insomma, noi giovani italiani abbiamo avuto la fortuna di vedere l’Italia vincere i mondiali, cosa che capita una volta nella vita a chi e’ fortunato. Dopo questo, riuscite ad immaginare gioia piu’ forte di demolire lo stadio della squadra odiata cantando il vostro inno?

Related video: Italia vs Scozia

12 marzo 2010

total commitment

L’inverno come e’ dipinto, freddo e buio, sta lasciando Edimburgo ad una velocita’ allucinante. Sembrava ieri di vedere il castello dominare la citta’ con le varie decorazioni natalizie, ed ora eccoci ad una piu’ sincera austerita’. Le temperature si alzano, le giornate si allungano; e’ incredibile come Edin possa cambiare faccia durante l’anno, sembra di vivere davvero in citta’ diverse. I minuti in piu’ di luce si contano ogni giorno, con il passare delle settimane la citta’ sembra assomigliare sempre di piu’ a quella visitata in splendide giornate di sole lo scorso Aprile, di cui non dimentichero’ mai le persone distese al sole nei giardini di Pricess street, ed i gabbiani a raccogliere le briciole dei loro pic nic.

Quel week end fu davvero speciale e matto, mi cambio’ la vita, e come dice un libro che sto leggendo (e di cui parlero’ presto) apprezzai “gli scozzesi nel loro essere capaci di bere e rotolarsi per terra felici, proprio come me. Finalmente avevo trovato una patria”.

Giorni intensissimi questi ultimi dopo la breve parentesi in Italia. Finalmente ho un lavoro fisso. E’ in un ristorante, dove mi sono messo ad utilizzare le mie capacita’ di cuoco esibendomi alla griglia. Il fatto e’ che non essendo ne’ pratico ne’ troppo self confident, ho deciso si mantenere il lavoretto che avevo anche prima. Ne consegue che sono piuttosto strapazzato, lavoro come minimo 50 ore alla settimana. La mia vita, di conseguenza, sta risultando alquanto disordinata. Orari pessimi, talvolta dormo quattro ore per notte ed alte volte 12, alcuni giorni faccio un solo pasto ed in altri mangio quattro volte al giorno (mai rifiutare i pasti offerti al lavoro e’ uno dei miei comandmenti). Camera mia is quite messed up, del ferro da stiro...non mi ricordo nemmeno di che marca sia.

Pieno di soldi quindi? Mica troppo. Sto avendo problemi con le tasse, in quanto ne sto pagando piu’ del dovuto. Di recente sono andato all’ufficio delle tasse (HM Revenue and Custom), ma sfortuna volle che a parlarmi fu una ragazza di Glasgow. Come il 99% dei glaswegian, questa tipa aveva un inglese molto arduo. Come il 99% delle ragazze scozzesi, questa tipa aveva gli occhi azzurri, cosi’ azzurri nei quali mi sono perso sommando alle barriere linguistiche altri tipi di barriere. Forse che mettere ragazze carine all’ufficio dei reclami sia una mossa studiata? Questi british sono troppo avanti...

Nel mezzo del tutto ho anche trovato spazio per un paio di interviews. La prima con una piccola compagnia nel campo delle energie rinnovabili, che ha tentato (anzi, sta tentando) di farmi lavorare gratis con la scusa del vediamo cosa sai fare, poi forse un domani si vedra’. Altro che Italia, UK, Cina o Giappone, tutto il mondo e’ paese. Nel mezzo del mio casino questi tizi mi hanno mandato una mail dicendo che sono in ritardo con i lori progetti e di passare da loro che dovevano darmi del lavoro da fare. Gli ho mandto una bella mail, dove ho chiarito la situazione trovando un concetto che nemmeno pensavo di saper esprimere: total commitment. Dato che quando lavoro lo faccio, appunto, con total commitment, di lavorare da casa senza nulla in mano non ho ne’ tempo ne’ voglia.

Altra inteview con una societa’ multinazionale, che, ammesso che passi le selezioni, offre un lavoro che piu’ precario e temporaneo non si puo’: pagano ad ore, e ti lasciano a casa ogni qualvolta il progetto dovesse interrompersi.

Piu’ possibilita’ e futuro lo vedo invece con una terza opzione, ma per scaramanzia non diro’ nulla.

Per il resto solite cose. Mi stresso, esco sempre meno ma quando lo faccio lascio il segno, vengo sorpreso e deluso da molte persone. Accanto alla nascita di due amicizie su cui contare, ne annovero altre scomparse con i primi venti delle difficili relazioni umane. Capisco sempre piu’ come dovrei essere per avere successo, ma che non saro’ mai perche’ vorrebbe dire non essere me.

E le piccole difficolta’ di ogni giorno, problemi sempre on the edge ai quali sarebbe anche ora di darcene un taglio.

Infine, la nascita di una nuova amica. Presente la volpe che vidi vicino a casa e che descrissi in questo post? Bene, incredibile ma vero, Alba (il nome che le ho dato) e’ da qualche tempo ospite notturna del mio giardino. Di solito quando torno dal lavoro in tarda notte mi fermo sull’uscio a fumare l’ultima sigaretta, ed Alba passa in citta’ alla ricerca di cibo. Una volta me ne stavo tranquillo davanti alla mia porta, quando la vopina e’ passata per la strada, si e’ fermata davanti al cancello fissandomi per una manciata di secondi, quindi e’ passata oltre. Ma poche notti fa una vera sorpresa. Alba e’ passata davanti al cancello, mi ha fissato, ed e’ entrata nel buco nella mia siepe venendomi incontro. Si e’ avvicinata quasi se volesse farsi accarezzare, ma io ero quasi spaventato. E’ arrivata fino a circa mezzo metro dai miei piedi, poi ha continuato a perlustrare il mio giardinetto. Forse perche’ incuriosita, forse perche’ ha ormai preso confidenza con gli esseri umani, o piu’ semplicemente perche’ dopo una giornata al ristorante ho quel tipico profumo di pollo fritto che mi rende piu’ appetibile agli animali che agli umani.

Fatto sta che vedere Alba e’ sempre una bella sorpresa.


Pic: Alba in my garden

Song: Africa Unite - Sottopressione

15 febbraio 2010

pick up the pieces

Lunedi’ 15 febbraio. Ore 16:30.

Me ne stavo tranquillo in camera mia a mandare applications via internet, quando ... Craaaaaaaaaaaaaash...un frastuono mi fa sobbalzare sulla sedia. Lo schianto viene dalla cucina, simile a mensola che cade o sasso tirato alla finestra.

Mi dirigo in cucina e ... stupore a narrarlo... trovo mille pezzi di vetro per terra: l’anta del tavolino di cristallo non c’e’ piu.

Me ne torno in camera, mando un’altra application, e torno in cucina sperando che in qualche modo il processo sia reversibile e che l’anta si sia ricostruita. La scena e’ pero’ la stessa descritta!

Che diavolo e’ successo??? L’anta era nella posizione verticale a riposo, nulla e’ caduto e nulla era appoggiato sopra. Il forno, cosi’ come la lavastoviglie, erano spenti, escludendo quindi che calore o vibrazioni possano aver influito. I frammenti per terra, di varie dimensioni, sono estremamenti crepati. E’ inoltre impossibile che qualcosa sia caduto, anche perche’ la frattura e’ omogenea su tutta la superficie, ne rimane esente solo il supporto metallico circolare che vedete in foto.

Come lo faro’ a spiegare alla mia padrona, verso la quale c’e’ antipatia e diffidenza reciproca.

La prima cosa venutami in mente era uscire di casa e tornarci quando la landlady (che chiameremo simpaticamente landbitch) era tornata in casa e fare la faccina sorpresa. O magari fare anche lo stizzito: ho ospiti stasera, ora dove diamine li faccio mangiare?!?!?

Ma mi ero ripromesso di lasciare le scorciatoie nel Bel Paese e di sceglere l’onesta’.

Tic-Tac. Tic-Tac. I secondi passano veloci, la landbitch sara’ qui a minuti. Aiutatemi!!!!!!

Mai sentito qualcosa di simile? Scrivetemi nei commenti qualche spiegazione ragionevole, non lasciatemi solo! In rete ho letto di un fenomeno rarissimo chiamato cancro del vetro, ne sapete nulla?

Help! Qualche vetraio in linea???

Song: Average White Band - pick up the pieces

8 febbraio 2010

by the old canal

Tante volte mi va di scrivere cose varie senza un argomento ben definito, cerco episodi che possa in qualche modo connettere in modo da dare un titolo a cio’ che scrivo, ma proprio non mi viene nulla. Forse una categoria pointless dove metto un titolo a caso potrebbe essere la chiave, vediamo come viene.

Di recente ho stretto una bellissima amicizia con una ragazza spagnola di Madrid. Mi fa troppo piacere perche’ e’ stata una delle primissime persone ad aver conosciuto qui, in quanto siamo arrivati ad Edimburgo a pochi giorni di distanza. Con Julia ho condiviso momenti belli e difficolta’, il tutto raccontato davanti ad un piatto di prelibatezze italiane o spagnole.

Il nuovo fidanzato di Julia e’ un ragazzo irlandese di Belfast dal cuore d’oro, che mi ha preso in simpatia. Ieri Charlie mi ha invitato a casa sua per rappresentare l’Italia in occasione della partita Irlanda – Italia che ha inaugurato il Six Nations. Sinceramente pensavo che il copione dello scorso anno si sarebbe ripetuto: primo tempo equilibrato, nel secondo gli avversari prendono il largo. Invece e’ successo il contrario: gli irlandesi hanno messo il risultato in ghiaccio gia’ nella prima frazione, mentre nella ripresa gli azzurri si sono difesi piu’ che egregiamente, addormentando la partita per la delusione irlandese, come dimostrano le parole di fine gara del capitano O’Driscoll. Peccato aver visto i soliti banali errori che temo ci relegheranno all’ultima posizione: la seconda meta irlandese, nata da una rimessa laterale da incubo, ne e’ un esempio.

Come prevedibile, Julia non ci ha capito nulla di rugby, io e Charlie non ci abbiamo capito nulla in senso lato quando le cinque Guinness cadauno hanno fatto effetto, trasportandoci in uno stato di pace dei sensi. I nostri occhi si sono riaperti al trillo del forno, annunciandoci che l’Irish stew preparato da Charlie era pronto.

Lavorativamente parlando la situazione si e’ smossa, ma non senza problemi: l’agenzia temporanea per la quale lavoro si e’ rivelata una gran seccatura, a quanto pare non posso andare a lavorare fisso nei loro clienti. Il Cliente n.1 mi aveva offerto addirittura un contratto permanent, ne ho parlato col capo dell’agenzia che mi ha detto che una clausola obbligherebbe il Cliente n.1 a pagare per avermi, e quel figlio di una buona donna (che potrebbe lasciarmi andare senza troppo smaronarmi) mi ha detto che e’ intenzionato a far valere la suddetta clausola. Poco dopo anche il Cliente n.2, col quale la clausola e’ diversa, mi ha offerto lavoro, che ho accettato senza nulla dire al capo dell’agenzia. Tuttavia il capo lo e’ venuto a sapere minacciando addirittura azioni legali verso di me. Domani vado a parlarci, ma stavolta puo’ attaccarsi al tram in quanto voglio solo cio’ che e’ meglio per me senza troppe scocciature.

Situazione tesa in casa Alekos, del tipo coinquiline isteriche per fissazioni piu’ o meno plausibili. Nei discorsi fatti anche nei miei confronti si sono usati paroloni quali rispetto per il prossimo, quando mi hanno fatto notare cosa dia loro fastidio. Ragionandoci su, ho trovato tante cose che danno fastidio a me ma sulle quali sorvolo. Forse rispetto significa anche accettare, nel limite del possibile, senza chiedere di cambiare atteggimento a chi pagando vuole sentirsi libero in casa propria.

Col ragazzo Chris e’ una favola, tutto un pacche sulle spalle e nessun problema, i guai arrivano dalla parte rosa della casa. Per fortuna il tutto si e’ risolto con anche le scuse delle ragazze, e la magia del Six Nations ha fatto il resto, allorche’ ci siamo trovati tutti e quattro in salotto (evento non trascurabile) a vedere Scozia-Francia, accomunati da una sana simpatia per la Scozia e dalla ancor piu’ sana antipatia per la Francia.

I Lombardia Hearts sono appena stati ad Edimburgo con il loro carico di simpatia. Come da tradizione, hanno portato una jella pazzesca: due partite degli Hearts, e due sconfitte. Il colmo pero’ e’ stato quando sono stati ricevuti dalla societa’ ed hanno scattato una foto con l’allenatore Lazlo. Una volta arrivati a casa la radio annunciava che il povero Lazlo era appena stato esonerato.

Ieri seratona al Dropkick Murphy’s, il locale irlandese che in assoluto preferisco e che merita un post a parte, ogni serata li’ e’ assolutamente pazza. Ci sono andato al termine di una cena da Ricardo con la caterva di persone nuove che conosce sempre. Il suo nuovo coinquilino di Aberdeen e’ lo scozzese piu’ matto che conosca, buono come il pane ma fuori come un balcone. Al Dropkick, strapieno di irlandesi e francesi in trasferta, ho parlato con diecimila persone diverse ed importunato molte ragazze. Ieri era la serata del mese dove nello spazio fumatori esterno inventavo un parente del paese di provenienza della malcapitata, cercando di battere il mio record personale di 17 minuti e 25 secondi parlando di una citta’ che non ho mai visto prima che ingarbugli troppo la burla rendendola chiaramente inventata. Ieri ho avuto una mamma dalla Contea di Mayo, un padre della Corsica, un nonno indiano, ed un fratello andaluso che non vedo da anni (povero Jorge, chissa’ che fine avra’ fatto?). Ah, ho anche vissuto un anno a Vilnius, ma la lituana in questione e’ stata abbastanza scaltra da dirmi qualche parola nella sua lingua lasciandomi imbarazzatissimo in mutande e decretando un’ingloriosa fine del gioco fino al prossimo mese. La mia amica turca Sophia, compagna di sigaretta, ha assistito al tutto a bocca aperta, ora temo seriamente che dubiti del fatto che mio zio abiti ad Ankara, dove si e’ trasferito per lavoro con la sua moglie filippina ed i loro due figli, uno messicano e l’altro nepalese.

Ho poi conosciuto un ragazzo catalano che segue il Barca in giro per il mondo, che e’ stato ad Atene quel memorabile 18 maggio 1994, quando la squadra dei Campioni anniento’ lo spocchioso Barcellona, e quando Savicevic disegno’ una traiettoria carica di stelline per una rete spettacolare. Questo incontro mi ha fatto andare indietro di anni, quante volte da ragazzino vidi la videocassetta di quella gara, quando la Champions League era in chiaro sulla Rai ed a raccontartela c’era la voce di Bruno Pizzul, che esclamava quella che sarebbe diventata la mia preghiera preferita: “Albertini, lancio a cercare Savicevic. E’ in vantaggio Nadal. Ma Savicevic gli ruba la palla e poi...SEGNA un gol INCREDIBILE. Strepitoso il gol di Savicevic, eccezionale prodezza, ci lascia veramente di stucco”.

La band del Dropkick ha poi intonato una splendida versione rock di Dirty Old Town con tanto di flauto, ricordandomi che prima o poi devo andare a vedere Dublino.

Il mio ambientamento linguistico prosegue bene, fino a quando la mia nuova manager Lorna e’ stata trasferita da Glasgow, ed il suo glaswegian accent mi ha costretto a sforzi sovraumani di comunicazione. Ah, sempre a Glasgow non ci rivolge ad una persona usando pal o mate, li’ si usa big man. How are you big man? Ricordatelo, vi potrebbe tornare utile.

Giusto per rimanere in tema con quanto scritto, vi lascio al video del mio nuovo idolo, Bill Dance: un imbecille che in un triste giorno della sua vita ha deciso di raggruppare altri imbecilli per fare un video sulla pesca.

Enjoy!

Song: the Dubliners - Dirty Old Town

30 dicembre 2009

what music do you like? (aka: disavventure musicali del giovane alekos)

Ancor piu’ che la lingua inglese, ritengo la musica un mezzo di comunicazione efficace ed immediato tra persone di nazionalita’ e cultura diverse. Per trasmettere messaggi o emozioni, una nota azzeccata puo’ valere piu’ di mille parole.

All’interno di una Babele multietnica quale e’ Edimburgo, cosi’ come molte altre dinamiche capitali europee in cui ogni giorno si possono conoscere persone di altre nazionalita’, la musica e’ mezzo di conoscenza senza pari, nonche’ uno dei primi argomenti di discussione. Rimango sempre affascinato di come conoscere bene una persona voglia anche dire acquisire un poco del suo bagaglio musicale, un prezioso interscambio che dimostra come la diversita’ collettiva porti alla ricchezza personale.

E cosi’, parlando di musica con ragazzi da mezzo mondo, ho piu’ volte visto dissolversi miti che mi ero creato nel mio piccolo angolino del pianeta dove fino a pochi mesi fa vivevo, in un miscuglio di stereotipi distrutti e di piccole sorprese. Gruppi che ritenevo storici sono finiti per essere completamente ignorati, cosi’ come piccole band possono risultare piu’ famose del previsto.

Eccovi una carrellata delle personalissime peripezie musicali vissute ad Edimburgo.

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  • great expert of Polish traditional folk music

L’unico gruppo polacco che conosco sono i Trebunie Tutki, band di musica folkloristica che usualmente suona indossando vestiti passati di moda da oltre cent’anni ed il cui pubblico pare non avere meno di 80 anni. Ora, non che io sia un esperto di musica tradizionale polacca, il fatto e’ che il mio genere preferito e’ il reggae, ed una band di questo genere, i Twinkle Brothers, anni fa fece una famosissima collaborazione con appunto i Trebunie Tutki, producendo un risultato artistico di grande pregio, una miscela senz’altro azzeccata in cui rastoni afro ballano insieme a musicisti di tutt’altre radici. I miei conoscenti polacchi ignorano questa collaborazione, ecco perche’ quando dico loro che conosco i Trebunie Tutki mi guardano con un’espressione tra il sorpreso ed il deluso.

La stessa faccia che presumibilmente farei io se qualche ragazzo italiano mi dicesse di essere un accanito fans di Raoul Casadei e la sua Orchestra del Liscio. Currrrrrrrrrrva!!!

Link: Twinkle Brothers & Trebunie Tutki - King Lion (krolewskie nadania)



  • Californian girls don’t like punk music

Al pub con il mio coinquilino inglese, ce ne stavamo ad ascoltare musica tradizionale irlandese bevendo le nostre pinte, quando due ragazze della California riconoscono nel mio inglese un accento italiano (sigh!) e, dato che studiano in Italia, attaccano bottone. Il discorso va sulla musica, al che scatta in me l’associazione California = musica punk, creata forse erroneamente da un amico italiano che molto altezzosamente definiva il suo genere preferito come “punk californiano”. Effettivamente, devo riconoscere che dalla California vengono gruppi che hanno fatto la storia del punk-rock quali NOFX, Rancid ed Offspring.

- “For sure you will know NOFX!”, me ne esco io.

- “Sorry?”

- “NOFX! You know, that Californian punk band that made Punk in Drublic, known as one of the best punk compilation ever” rispondo io, strisciando leggermente sugli specchi.

- “Never heard, No-effects you said? Can you spell it?” ribattono loro.

- “Lasciamo perdere... anyway, do you like Edinburgh?”.

Link: NOFX - Lori Meyers



  • from Roma to Pais Vasco with ska

Nel mio girovagare tra i gruppi di periferia della scena ska-punk italiana, mi imbattei nel gruppo romano Banda Bassotti, tipico gruppo che non raggiungera’ mai la fama nonostante belle idee e canzoni piene di messaggi positivi. Un gruppo che pensavo fosse conosciuto da una cinquantina di persone (per lo piu’ amici e parenti), se non fosse che TUTTI i ragazzi baschi conosciuti ad Edimburgo...li osannano!!! Frutto di tanti concerti fatti da quelle parti e del loro messaggio. Ben fatto Bassotti!!!

Link: Banda Bassotti - Amore e odio



  • Fedele alla linea svedese

In uno dei party organizzato da amici in un pub del centro, mi presentano una ragazza proveniente dalla fredda Svezia. Tramite amici italiani mi dice di conoscere molto bene due gruppi italiani. “Oddio, ora mi tira fuori qualche pessimo gruppo tipo le Vibrazioni o giu’ di li’” penso tra me e me. Ebbene, la svedese mi lascia a bocca aperta: conosce Modena City Ramblers ma soprattutto CCCP Fedeli alla Linea!!! Sto svenendo. Si mette allora a cantare “Curami” dei CCCP, una delle canzoni che adoro, tipica nenia annichilente del gruppo punk emiliano anni 80, dove poche parole vengono ripetute all’infinito ed (apparentemente!!!) senza significato o nesso. Prendimi in cura da te - curami - curaaaaaaaaaami!

Non ho parole. La svedese e’ alta, bionda, occhi azzurri, pelle lattea...e mi sta cantando la canzone “Curami” che per me significa gran parte dell’adolescenza.

Capisco che la mia personalissima battaglia contro lo stereotipo dell’italiano che ci prova con ogni ragazza appena conosciuta e’ giunta alla sua prova piu’ impegnativa.

Decido allora che come minimo devo mantenere la dignita’ e non fare lo stupido.

- “Mi vuoi sposare?” le chiedo dunque per dimostrarle le mie serissime intenzioni.

- “Ma sei scemo? CURATI!!!” mi risponde lei.

E stavolta non credo facesse riferimento alla canzone.

Link: CCCP - Curami



  • Killing in the name of Feisbuc

Una delle classifiche musicali piu’ popolare in Gran Bretagna e’ senza dubbio la UK Christmas Chart, che premia la canzone piu’ scaricata nella settimana che precede il Natale. Tutto molto bello, se non fosse per il fatto che...negli ultimi anni in testa alla graduatotia ci sia finito qualche bell’imbusto di X Factor, programma in cui si cerca di creare in labortorio talenti musicali, e che la televisione italiana ha pensato bene di importare. Il fatto che il periodo clou del programma coincida con l’elezione della UK Christmas Chart, a me personalmente puzza di opportunismo. A quanto pare non sono l’unico a pensarla cosi'.

Grazie al noto social network Feisbuc, e’ nato infatti un gruppo che ha deciso di impegnarsi per far vincere la canzone "Killing in the name" di uno dei miei gruppi preferiti, i Rage Against the Machine. Canzone tra l’altro uscita nel 1992, quindi fuori da ogni logica di mercato il fatto che potesse vincere un concorso ben 17 anni dopo. I giorni della contesa sono stati alquanto frenetici, e la tensione aumentava all’avvicinarsi della proclamazione. All’apice dell’attesa, mezza UK si e’ incollata agli schermi. Arriva l’appuntamento da tutti atteso, ed ecco il presentatore annunciare: “The winner of the Christmas UK Chart 2009 is...Killing in the name by RAGE AGAINST THE MACHINE!!!”. Ovazione personale.

Ed ho pure rivalutato l’odiato Feisbuc, capace di fare lo sgambetto all’ignoranza di quel laboratorio che oggi giorno chiamamiamo con il nome di “industria musicale”.

Link: Rage Against the Machine - Killing in the name

3 novembre 2009

I promessi sposi di Scozia

Pur non essendoci alcun dubbio sul fatto che il sesso sia un'attività molto più piacevole che guardare le partite di calcio, niente pareggi 0-0, niente trappola del fuorigioco, niente arbitraggi scandalosi, niente spiacevoli risultati dagli altri campi, e sei al caldo, i sentimenti che genera il sesso non sono nulla in confronto a quelli di una vittoria di un campionato all'ultimo minuto che ti capita una sola volta nella vita.

Questa frase dello scrittore e tifoso dell'Arsenal Nick Hornby (che condivido alla grande) e' un bel riassunto della filosofia del suo libro Fever Pitch, arrivato in Italia col titolo Febbre a 90 (da cui l'omonimo film).
Talvolta pero' la realta' supera ogni immaginzione, e ci dimostra come due passioni, il calcio e l'alcool, spesso possano precludere seriamente ogni altra passione, come la vita sentimentale appunto. La storia che vi sto per raccontare, assolutamente vera, ne e' un esempio.


Alaisdar e' un ragazzo scozzese di Aberdeen ma che vive a Glasgow, dove conduce una vita normale, tra ufficio, casa e pub. Le lunghe giornate passano tutte uguali, con gli intermezzi delle partite del suo Aberdeen (che segue ovunque) e delle gare della nazionale scozzese.
Ad un certo punto nella vita di Alaisdar fa il suo ingresso la ragazza dei sogni, dalla tipica fisionomia scozzese: bionda, occhi chiari e seno abbondante. Ma soprattutto, nonostante il suo odio per il calcio, la bella scozzesina sembra accettare tutti i difetti e le passioni del suo amato.


La vita di Alaisdar con lei e' meravigliosa, sente che la sua vita e' meno vuota, indi per cui decide di mettere la testa a posto e di sposarla. Le preparazioni per il matrimonio proseguono benone, Alaisdar piace addirittura alla famiglia della compagna, nonostante il padre di lei sia protestante e quindi accanito tifoso dei Gers.
Data delle nozze fissata, ma la nostra scozzesina ha qualche dubbio, convince quindi il nostro Alaisdar a seguirla in uno di quei ritiri pre-matrimoniali dove ti preparano ad affrontare la vita di coppia: un bel week end nelle Highlands all'insegna di romanticismo e consapevolezza della vita che verra'.


I due prenotano il viaggetto, ma pochi giorni dopo sorge un problema. In quel week end Alaisdar si ricorda infatti he c'e' in programma la partita Estonia - Scozia, gara di qualificazione ai mondiali di storica inutilita', in quanto le due squadre avevano da tempo abbandonato le speranze di qualificarsi alla fase finale dei mondiali. Alaisdar decide cosi' di fare il bravo promesso sposo, fino a quando gli amici del pub gli mettono pressione, convincendolo in fine a seguirli nella grande trasferta estone.


"Scusa Amore, lo so che avevamo gia' prenotato il tutto, ma in quel periodo il mio capo mi ha obbligato ad andare a Londra per una serie di congressi. Mi spiace tanto ma e' una grande opportunita' per la mi carriera. Cazzo, c'era anche la partita della Scozia che dovro' perdermi".
"Non preoccuparti mio Alaisdar, se lo fai per il tuo (nostro) futuro ti capisco".
Questa, piu' o meno, la scusa del nostro eroe alla sua amata.


Altro problema. Alaisdar ha il terrore dell'aereo, quindi in volo per l'Estonia decide di ammazzare l'ansia con del sano alcool. La comitiva di tifosi arriva a Tallin, giusto una puntata al pub del centro e poi via diretti allo stadio!
Sceso dal pulman, sfiga vuole che la primissima cosa che il ragazzo scozzese si trova davanti e' la telecamera della BBC Scotland. Risultato: le immagini di Alaisdar, in kilt e a torso nudo nonostante il freddo glaciale (ed in condizioni pietose), vengono catapultate per tutto l'etere scozzese.


Nessuna parola al mondo descriverebbe la faccia della futura sposa di Alaisdar, che al pub con le sue amiche vede alla tele il suo ragazzo urlare qualcosa di incomprensibile all'intervistatore.


Parte la telefonata:
"Allora tesoro, come va a Londra?".
"Tutto bene grazie - riesce a sbiascicare uno spaesato Alaisdar - scusa per il casino ma sono in centro citta'. Ti chiamo domani, ok?".


La partita finisce, gli amici scozzesi ritornano a Glasgow con Alaisdar ancora una volta ubriaco. Terminati i controlli, il nostro eroe si ritrova in sala d'aspetto quando si vede davanti a se la sua fidanzata. Alaisdar non capisce bene cosa stia succedendo, ma con a fianco i suoi amici con la maglietta della Scozia, sara' difficile spiegare che e' appena tornato da Londra.


Ma le parole non servono. La sua fidanzata si toglie l'anello di fidanzamento e lo scaglia addosso al suo (ormai ex) sposo, provocandogli un profondo taglio all'arcata sopraciliare.
Sara' quella l'ultima volta che i due si videro.


Leggenda vuole che anni dopo la nostra protagonista si sia maritata con un ragazzo che odia lo sport, mentre il nostro Alaisdar rimane solo, con ancora una visibile cicatrice ed una storia che racconta con orgoglio a tutti gli sconosciuti nei peggiori pub di tutta la Scozia.



Clip 1: Febbre a 90 - la scena del gol

Clip 2: Febbre a 90 - il calcio significa troppo per me

Song: you'll never walk alone