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1 giugno 2012

Scottish Cup Final: Hearts - Hibernian 5-1

Ad enorme richiesta (un anonimo nel precedente post), propongo il racconto di Andy, Presidente del Lombardia Hearts, a riguardo della storica finale di Scottish Cup. Il 19 Maggio 2012, all'Hampden Park di Glasgow, le due squadre di Edimburgo si sono sfidate in un derby che rimarra' nella storia.
Enjoy!



Cari Jambos !

TRIONFO !!!!!!!!!!

E' l'unica parola che mi viene in mente ! Vincere, anzi STRAvincere contro i cugini in Finale di Scottish Cup non ha veramente prezzo ! Un 5-1 senza storia, nella seconda Finale "All Edinburgh" di tutti i tempi (la prima fù nel lontanissimo 1896), in un Hampden stracolmo e un entusiasmo impareggiabile......e noi del Lombardia Hearts SC eravamo presenti......ma andiamo con ordine :

E' venerdi 18 Maggio e già alle 5 il contingente italiano del Lombardia Hearts SC si mette in movimento......Fabio da Parma si dirige in treno a Malpensa mentre Roberto dalla Garbatella verso Ciampino ! Il Presidente invece si sveglia un po' più tardi, ma è il primo a raggiungere l'aeroporto e poi si parte !
Già appena varcato il gate, una lieta sorpresa ci attende. Una rimpatriata con vecchi amici come Stuart e Jonathan !


Atterrati ad Edinburgh, io e Fabio ci riuniamo a Roberto (arrivato 20 minuti dopo), prendiamo la macchina e ci dirigiamo dal nostro immenso Guy ! Qui veniamo accolti come Re ! Panini, muffins, biscotti, tè e caffè......



Giusto il tempo per incontrare Jools e bere la nostra prima pinta, che dobbiamo dirigerci verso Prestwick per portare nella Capitale gli altri due partecipanti alla spedizione : da Verona, Marco e l'incantevole Virginia !
Al ritorno, ci aspetta un sontuoso "fish & chips" di benvenuto per prepararci alla serata al "nostro" Diggers.......


La serata scorre divinamente, tra birra, risate, battute, cori e soprattutto tanti amici, vecchi e nuovi !




Dopo una veloce nanna, alle 7 siamo già in piedi e carichi a cannone ! E' il giorno, anzi è il GRAN giorno !!!!! Alle 8 abbiamo già ordinato la nostra Full Scottish Breakfast.......


.....e alle 10 siamo sul pulman che ci porterà ad Hampden ! In un paio d'ore (complici anche il traffico di Glasgow ed il nostro conducente non avvezzo alle strade della seconda città del Paese) arriviamo al locale messoci a disposizione dalla società con rinfreschi e belle cameriere ! Ma la nostra testa è solo alla partita........beviamo una pinta con Johnny e Graeme e poi via ! Un quarto d'ora a piedi e davanti a noi.....HAMPDEN :




 L'atmosfera è già spettacolare. 50.000 tifosi da Edinburgh, equamente divisi tra Jambos e Hibbies, con la stessa voglia di vincere, lo stesso entusiasmo e, soprattutto, lo stesso spirito sportivo ! (nessun tipo di incidente, nè all'esterno nè all'interno dello stadio).
Tre quarti d'ora prima del fischio d'inizio, ci sediamo ai nostri posti e cominciamo a cantare !



 Nell'attesa delle squadre in campo, ci giriamo e dietro a noi chi è tranquillamente seduto con la sua maglia maroon ??? Il nostro mitico Craig Gordon !! Foto sono d'obbligo e il grande uomo si ricorda ancora di noi !

 E inizia la Scottish Cup Final 2012 .................... !!!


Si capisce subito che la differenza fra le due squadre è pesante. Noi partiamo concentrati, aggressivi e determinati a raggiugere il risultato. Loro sono timorosi e assolutamente disorganizzati. Bastano solo 14' a Darren Barr per scardinare la debole difesa biancoverde e la metà di stadio maroon esplode di gioia !! Pochi minuti ancora ed il grande RUDI SKACEL, incrocia col sinistro da 20 metri gonfiando ancora la rete ! 2-0 e partita in ghiaccio. Suso potrebbe triplicare, ma il suo diagonale è respinto sulla linea da McPake. E proprio il Capitano dell'Hibernian al 41', trova la rete della speranza capitalizzando al meglio l'unica nostra distrazione difensiva. Si và quindi al riposo in vantaggio 2-1, ma i jambos non sono affatto preoccupati....


Dopo 1' nella ripresa, la partita si chiude. Suso salta due uomini e, poco prima di entrare in area da sinistra, viene vistosamente trattenuto da Kujabi (già ammonito). L'arbitro concede un rigore generoso e, giustamente, espelle il terzino biancoverde. Danny Grainger spiazza Brown e ci porta sul 3-1. Ancora un paio di minuti ed il parziale si fà ancora più corposo grazie al goal di Ryan McGowan che riprende una corta respinta del portiere Hibbie e scaraventa di testa in rete ! 4-1 e la partita è virtualmente chiusa.

Mentre lo west stand e le metà del north e south stands continuano imperterriti ad intonare cori per tutti, tiriamo i remi in barca e non affondiamo il coltello nella piaga con un Hibernian alle corde ed assolutamente incapace di abbozzare la minima reazione. Ci pensa ancora RUDI SKACEL, probabilmente alla sua ultima partita con il Club, a rimpinguare il bottino con un tiro di precisione da fuori area che bacia il palo e si infila alla sinistra di un frastornato Brown. 5-1 al 74' !!

 
Giusto il tempo per salutare Ian Black (anche lui alla sua ultima apparizione) e poi Craig Thompson fischia la fine ed il tripudio ha inizio !


Dopo che il Capitano, Marius Zaliukas (con una lacrimuccia di commozione) alza al cielo il trofeo calcistico più antico del Pianeta, la festa in campo e sugli spalti diventa ancora più frenetica ! La voce si azzera, ma la voglia di cantare non si affievolisce !

WHEN THE HEARTS WAS UP TO LIFT THE SCOTTISH CUP, WE WERE THERE, WE WERE THERE !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
LALALALALALALALALALA PAULO SERGIO', SERGIO', PAULO SERGIO'OOOOOO !!!!!!!
RUDIIIIIII, RUDIIIIIIIIIIIIIII, RUDIIIIIIIIIIIIIII, RUDIIIIIIIIIIIIIIII !!!!
THIS IS MY STORY, THIS IS MY SONG, FOLLOW THE HEARTS AND YOU CAN'T GO WRONG !!!
Sono solo alcuni degli inni che si alzavano nel cielo di Mount Florida, baciato da un sole primaverile e da una fiumana di jambos impazziti di gioia !
Dopo aver brindato ad un pub adiacente al parcheggio dei pulman, torniamo ad Edinburgh (anche se in notevole ritardo dovuto ad un incidente tra un autobus ed un pedone) e ci fiondiamo al Caley Sample Room (visto che il nostro Diggers era stracolmo!) e ci ritroviamo con Guy, Ray, John, Chris e Donald per celebrare la vittoria !! WHAT A DAY !!!!


 
La domenica non poteva non cominciare con la ormai famosa colazione da JOOLS !!! Uno dei nostri hibbie preferiti, Derek, ci fà l'onore della sua compagnia e ci ritroviamo in 10 per un'allegra riunione !

Dopo aver accompagnato Fabio in aeroporto (sigh....), ci aspetta la parata dei vincitori (west end, naturalmente....). In più di 100.000 si riversano nelle strade della Capitale che dalla cattedrale di St.Giles portano al quartiere di Gorgie. E' uno spettacolo impressionante e bellissimo !


Il pomeriggio prosegue al Diggers dove incontro i nostri amici membri del LHSC in Scozia, mentre Marco, Virginia e Roberto tornano a casa per riposarsi. Ci ritroviamo qualche ora più tardi al Cafè Andaluz, per una cena MERAVIGLIOSA con Guy, Jools, Ray, Derek e Stevie, a base di tapas, sfrenata allegria ed un senso di benessere dovuto alla profonda amicizia che si respira tra di noi......una serata che ci rimarrà nel cuore !

Ma le emozioni non finiscono qui !! All'uscita dal ristorante, incontriamo l'uomo del giorno ! Si, proprio il nostro manager PAULO SERGIO !!! Visibilmente provato, ci parla per alcuni minuti e poi acconsente gentilmente a scattare una foto insieme.....Ray è l'uomo più felice del Mondo !!



Stremati ma felicissimi, torniamo a casa e ci addormentiamo come sassi.
La mattina di lunedi, io e Marco accompagniamo Roberto in aeroporto alle 5 (!) e poi ritorniamo a nanna per un paio d'ore. Salutiamo i sempri immensi Guy e Debbie e poi, per premiare la straordinaria pazienza di Virginia, visitiamo il Castello di Glamis e consumiamo un lauto pranzo nel nostro ristorante preferito, Old Brewhouse di Arbroath.




Dopo un viaggio di circa 3 ore, riportiamo la macchina ad Ayr e ripartiamo per casa......consapevoli di aver trascorso uno dei più bei weekend della nostra vita !

C'MON THE HEARTS !!!!!!!!!!!!

ANDY, Il Presidente

22 marzo 2010

follie calcistico-scozzesi

In questo vecchio post parlai di una storia ai limiti dell’assurdo, su come la passione per il calcio abbia segnato in negativo (?) la vita di un ragazzo scozzese. Alcuni si sono chiesti se la storia fosse vera, anche perche’ il protagonista era un amico di un amico. Tra parentesi, qualche settimana fa ho conosciuto di persona il protagonista della vicenda, un ragazzo assolutamente fulminato, parlando con il quale si puo’ capire che nella sua vita realta’ e follia si confondono al di la' di ogni logica.

In ogni modo, altri due episodi vissuti di recente mi hanno fatto capire di come il calcio (e le rivalita’ cittadine) sia sentito dagli abitanti di Edimburgo, nonostante un campionato di basso profilo tecnico.

Una doverosa premessa. Le due squadre di Edin sono:

the Heart of Midlothian, comunemente chiamati Hearts, il cui colore sociale e’ il maroon (granata) ed i cui tifosi sono chiamati Maroons o Jumbos;

Hibernian, biancoverde e’ il suo colore e Hibees o Hibs i suoi tifosi.

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1) Hibs funeral party

due settimane fa sono andato a vedere una partita di rugby amatoriale con Andy; in macchina, il buon Andy mi chiede se possiamo passare al pub a far visita al suo amico che ha appena perso la madre. Il funerale era in mattinata ma Andy non ci e’ potuto andare, per questo voleva passare al pub, dove la sua famiglia si trovava al termine della funzione.

Giunti in questo pub nella periferia edimburghese, mi colpisce il fatto di come il pub sia soprattutto luogo di aggregazione: tavolate intere con parenti a parlare della famiglia, con la rigorosa pinta in mano.

Una cosa cattura la mia attenzione: tutte le persone invitate al funerale avevano addosso qualcosa di verde. Chi un cappello, chi una giacca, soprattutto cravatte verdi. Chiedo il motivo ad un parente della defunta e la risposta mi lascia si stucco. La povera vecchina era infatti un’accanita tifosa Hibee, di quelle che fino alla fine non risparmiava battute e frecciate ai tifosi avversari e che non si perdeva una partita degli Hibernian. La sua ultima volonta’ e’ stata che...al suo funerale ognuno indossasse qualcosa di verde. Mi dicono anche che la bara era verde.

Sfortunatamente non ho conosciuto questa donna, ma me la immagino come una terribile vecchietta che dall’alto dei Cieli stava morendo dal ridere vedendo i tifosi di Hearts, Rangers e Celtic vestire qualcosa di verde in suo onore.

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2) Jumbo demolition job

Lo stadio dell’Hibernian si chiama Ester Road, prende il nome dalla maggiore strada nelle sue vicinanze. Onestamente, e’ uno degli impianti piu’ brutti che abbia mai visto (e sono stato anche allo Zini di Cremona). Anonimi spalti squadrati, quattro tribune in corrispondenza dei lati del rettangolo di gioco, senza unione in corrispondenza dei corners. Una volta ci ho lavorato, anche visto dall’interno l’Easter Road, che viene chiamato the Leith San Siro (presumo per ironia), e’ piuttosto...dodgy.

In ogni modo, la societa’ sta facendo dei lavori di ampliamento, per cui hanno dovuto demolire una delle sue tribune. A capo dei lavori di demolizione, alla guida della ruspa principale, troviamo Louise, ragazza 28enne...accanita tifosa Jumbo (ed abbonata alle partite degli Hearts, come da generazioni la sua famiglia), la quale, mentre demoliva l’odiato stadio, e’ stata sentita dal resto del cantiere cantare l’inno degli Hearts.

Ecco come Louise ha commentato il lavoro piu’ bello della sua vita: “Non vedevo l’ora di fare questo lavoro quando me l’hanno offerto, e’ stato emozionante! A casa ho avuto decine di amici e parenti che mi hanno chiesto di scattare foto delle rovine dello stadio!”.

Qui un link per leggere l’articolo in inglese.

Insomma, noi giovani italiani abbiamo avuto la fortuna di vedere l’Italia vincere i mondiali, cosa che capita una volta nella vita a chi e’ fortunato. Dopo questo, riuscite ad immaginare gioia piu’ forte di demolire lo stadio della squadra odiata cantando il vostro inno?

Related video: Italia vs Scozia

21 dicembre 2009

gettare l'Heart oltre l'ostacolo

La prima volta che vidi la mia squadra del cuore, gli Hearts of Midlothian, fu al Tynecastle di Gorgie contro il Celtic, 1-1 il risultato finale.

Anche la prima partita in trasferta degli Hearts e’ stata contro il Celtic al Celtic Park. Come documentai in un vecchio post, il Celtic nel finale ribalto’ il risultato: 2-1 il finale.

Nel frattempo la stagione dei maroon e’ stata piu’ che deludente, con la compagine di Edimburgo (classificatasi terza lo scorso anno) a lottare per la retrocessione, mentre gli storici rivali dell’Hibernian navigano nell’alta classifica. Sopra tutto i problemi finanziari, con il padrone Romanov che vendendo i migliori giocatori si sta dimostrando l’ennesimo magnate russo che nel nostro glorioso club vede solo business. Massimo rispetto invece per l’allenatore ungherese Csaba Lazlo (nominato miglior allenatore della Scottish Premier League 2009), pesantemente schieratosi contro il proprio presidente.

Cosa ha fatto Lazlo? Ha dato un ultimatum ai vertici alti del club (o mi date giocatori decenti entro Gennaio o me ne vado), ha messo fuori rosa chi non si impegnava ed ha proposto un squadra di giovani tra cui Robinson, a 16 anni il piu’ giovane debuttante della Lega.

Risultato? Gli Hearts ieri hanno regalato ai propri tifosi una storica vittoria proprio sul Celtic. Ecco come una TV araba ha festeggiato il gol vittoria di Ismael Bouzid, difensore nazionale algerino autentica rivelazione della stagione.
Ringraziamento pubblico ad Andy, che dall'Italia mi ha aggiornato sul risultato mentro ero al lavoro.

9 novembre 2009

Autumn Test 2009

A partire da questo sabato, e per i prossimi tre sabati, ad Edimburgo c'e' in programma l'Autumn Test 2009 della nazionale scozzese di Rugby. Kick off alle ore 14:30.
Gare di assoluto prestigio: Scozia contro Fiji, Australia ed Argentina.

Se come me volete respirare l'aria del Murrayfield a prezzi popolari, contattatemi con i soliti mezzi di comunicazione (sms, mail, piccioni viggiatori...).

Biglietti a partire da 10 pounds, con sconti del 50% per studenti.

Io cerchero' di fare come a Dundee, dove mi spacciai per studente con la Carta Regionale dei Servizi.

See you there lads!


3 novembre 2009

I promessi sposi di Scozia

Pur non essendoci alcun dubbio sul fatto che il sesso sia un'attività molto più piacevole che guardare le partite di calcio, niente pareggi 0-0, niente trappola del fuorigioco, niente arbitraggi scandalosi, niente spiacevoli risultati dagli altri campi, e sei al caldo, i sentimenti che genera il sesso non sono nulla in confronto a quelli di una vittoria di un campionato all'ultimo minuto che ti capita una sola volta nella vita.

Questa frase dello scrittore e tifoso dell'Arsenal Nick Hornby (che condivido alla grande) e' un bel riassunto della filosofia del suo libro Fever Pitch, arrivato in Italia col titolo Febbre a 90 (da cui l'omonimo film).
Talvolta pero' la realta' supera ogni immaginzione, e ci dimostra come due passioni, il calcio e l'alcool, spesso possano precludere seriamente ogni altra passione, come la vita sentimentale appunto. La storia che vi sto per raccontare, assolutamente vera, ne e' un esempio.


Alaisdar e' un ragazzo scozzese di Aberdeen ma che vive a Glasgow, dove conduce una vita normale, tra ufficio, casa e pub. Le lunghe giornate passano tutte uguali, con gli intermezzi delle partite del suo Aberdeen (che segue ovunque) e delle gare della nazionale scozzese.
Ad un certo punto nella vita di Alaisdar fa il suo ingresso la ragazza dei sogni, dalla tipica fisionomia scozzese: bionda, occhi chiari e seno abbondante. Ma soprattutto, nonostante il suo odio per il calcio, la bella scozzesina sembra accettare tutti i difetti e le passioni del suo amato.


La vita di Alaisdar con lei e' meravigliosa, sente che la sua vita e' meno vuota, indi per cui decide di mettere la testa a posto e di sposarla. Le preparazioni per il matrimonio proseguono benone, Alaisdar piace addirittura alla famiglia della compagna, nonostante il padre di lei sia protestante e quindi accanito tifoso dei Gers.
Data delle nozze fissata, ma la nostra scozzesina ha qualche dubbio, convince quindi il nostro Alaisdar a seguirla in uno di quei ritiri pre-matrimoniali dove ti preparano ad affrontare la vita di coppia: un bel week end nelle Highlands all'insegna di romanticismo e consapevolezza della vita che verra'.


I due prenotano il viaggetto, ma pochi giorni dopo sorge un problema. In quel week end Alaisdar si ricorda infatti he c'e' in programma la partita Estonia - Scozia, gara di qualificazione ai mondiali di storica inutilita', in quanto le due squadre avevano da tempo abbandonato le speranze di qualificarsi alla fase finale dei mondiali. Alaisdar decide cosi' di fare il bravo promesso sposo, fino a quando gli amici del pub gli mettono pressione, convincendolo in fine a seguirli nella grande trasferta estone.


"Scusa Amore, lo so che avevamo gia' prenotato il tutto, ma in quel periodo il mio capo mi ha obbligato ad andare a Londra per una serie di congressi. Mi spiace tanto ma e' una grande opportunita' per la mi carriera. Cazzo, c'era anche la partita della Scozia che dovro' perdermi".
"Non preoccuparti mio Alaisdar, se lo fai per il tuo (nostro) futuro ti capisco".
Questa, piu' o meno, la scusa del nostro eroe alla sua amata.


Altro problema. Alaisdar ha il terrore dell'aereo, quindi in volo per l'Estonia decide di ammazzare l'ansia con del sano alcool. La comitiva di tifosi arriva a Tallin, giusto una puntata al pub del centro e poi via diretti allo stadio!
Sceso dal pulman, sfiga vuole che la primissima cosa che il ragazzo scozzese si trova davanti e' la telecamera della BBC Scotland. Risultato: le immagini di Alaisdar, in kilt e a torso nudo nonostante il freddo glaciale (ed in condizioni pietose), vengono catapultate per tutto l'etere scozzese.


Nessuna parola al mondo descriverebbe la faccia della futura sposa di Alaisdar, che al pub con le sue amiche vede alla tele il suo ragazzo urlare qualcosa di incomprensibile all'intervistatore.


Parte la telefonata:
"Allora tesoro, come va a Londra?".
"Tutto bene grazie - riesce a sbiascicare uno spaesato Alaisdar - scusa per il casino ma sono in centro citta'. Ti chiamo domani, ok?".


La partita finisce, gli amici scozzesi ritornano a Glasgow con Alaisdar ancora una volta ubriaco. Terminati i controlli, il nostro eroe si ritrova in sala d'aspetto quando si vede davanti a se la sua fidanzata. Alaisdar non capisce bene cosa stia succedendo, ma con a fianco i suoi amici con la maglietta della Scozia, sara' difficile spiegare che e' appena tornato da Londra.


Ma le parole non servono. La sua fidanzata si toglie l'anello di fidanzamento e lo scaglia addosso al suo (ormai ex) sposo, provocandogli un profondo taglio all'arcata sopraciliare.
Sara' quella l'ultima volta che i due si videro.


Leggenda vuole che anni dopo la nostra protagonista si sia maritata con un ragazzo che odia lo sport, mentre il nostro Alaisdar rimane solo, con ancora una visibile cicatrice ed una storia che racconta con orgoglio a tutti gli sconosciuti nei peggiori pub di tutta la Scozia.



Clip 1: Febbre a 90 - la scena del gol

Clip 2: Febbre a 90 - il calcio significa troppo per me

Song: you'll never walk alone

21 ottobre 2009

mi fidavo di te...

Mi fidavo di te, caro vecchio Milan.

Mi fidavo di te, caro vecchio Milan, ed ecco perche' ho deciso di vedere la partita contro il grande Real Madrid nel pub the Globe, ritrovo spagnolo qui ad Edimburgo.
Mi fidavo di te, caro vecchio Milan, ed ecco perche' nella tana spagnola ci sono andato con la tua maglia, sicuro di essere l'unica macchia di colore in mezzo alle camicie bianche madridiste.

Mi fidavo di te, caro vecchio Milan, anche perche' la partita appena finita aveva cosi' tante somiglianza con la mia situazione attuale. E come scrissi in un post agli esordi del mio blog, amo il calcio perche' e' una eterna similitudine con la vita.

C'e' Dida, che ripropone le sue vecchie papere ancor oggi, il quale mi ricorda che i miei problemi passati si sono riproposti pesantemente nel presente. Ma tu, vecchio Milan, sei stato piu' forte.

C'e' Kaka', che vederlo con un altra maglia fa male, cosi' come quando volgo lo sguardo alla mia vita in Italia ed a cio' che non c'e' piu', qualcosa, ammetto, fa molto male.

C'e' Andreino da Brescia, che sembra accarezzare il pallone come io accarezzo i sentimenti, ma che quando la situazione si fa pesante mette via il fioretto e tira fuori la sciabola, ricordandomi che i coglioni ce li ho, e che quando e' giusto vanno tirati fuori.

C'e' Pippo Inzaghi, che e' il calciatore piu' scarso del mondo a detta di molti, ma che quando segna hai solo voglia di corrergli incontro e stringerlo forte, cosi' come io qui sto correndo incontro a tutto quello che capita sulla mia strada. E non importa se e' vecchio e che e' da dieci anni che lo inneggio. Come scrissi di recente, le cose che mi danno gioia sono sempre le stesse.

C'e' un ragazzino venuto dal Brasile con tante stelline, che quando segna fa il simbolo del cuore, che tanto ricorda il mio cuore di Edimburgo.

E poi ci sei tu, caro vecchio Milan, che hai trovato la forza di chiudere un capitolo felice della tua gloriosa storia e con pochi soldi e tante incertezze ti rilanci verso il futuro e le mille sorprese che questo ti risevera'.

Ci sei tu, caro vecchio Milan, e per questo non me ne frega niente che tutti mi daranno del pirla, ma anzi grido che questo post lo scrissi prima della partita.

Mi fidavo di te, caro vecchio Milan...e sempre mi fidero'...

Pict: Pato loves

Song: Laura Pausini - Inno al Milan.


4 giugno 2009

due addii, un bentornato...e la magia del calcio

L’ultima partita di campionato del mio Milan, nonostante la vittoria sul campo di Firenze, mi ha lasciato l’amaro in bocca, l’amaro di un ciclo che si e’ chiuso per sempre e lascia lo spazio ai ricordi, l’amaro delle lacrime di addio a due grandi personaggi: Paolo Maldini e Carletto Ancelotti.

Quando penso al Milan non penso semplicemente ad una squadra, ad una fede, ad una sublimazione dei uno sport che di sublime ha conservato ben poco. Penso invece a quando i successi e gli insuccessi si sono alternati segnando le fasi della mia vita. Viceversa, ogni fase di vita e’ legato a successi ed insuccessi, personaggi normali elevati ad eroi ed eroi confusi con poersonaggi normali.

Prendete Maldini: in quante fasi della mia vita e’ entrato Paolino Maldini? C‘era lui in campo quando mio padre mi porto’ per la prima volta a vedere il Milan allo stadio, c’era lui ad alzare la coppa nella finale coil Barcellona che ho rivisto fino alla nausea, c’era lui in campo a Perugia quando abbiamo vinto lo scudetto piu’ bello con Zaccheroni (1999) ed io lo guardavo seduto per terra al bar Rudy.
Ma soprattutto e’ stato una bandiera in un’epoca in cui le bandiere stanno per scomparire.

Consiglio a tutti a tal proposito di sentire la canzone del Bepi dedicata alle bandiere nel calcio e nello specifico a Massimo Carrera. Purtroppo bisogna conoscere il bergamasco per capirla, riporto qualche riga del bellissimo testo, con traduzione in italiano per le parti piu’ difficili.

Arde Vieri e Nesta a zuegà
[Guardo Vieri e Nesta giocare]
L’è pioe l’tep chi pasa a sircà ‘ppetenàs
[e’ piu’ il tempo che passano a pettinarsi]
I sistema ol cerchietto coi mà
[sistemano il cerchietto con le mani]
Al party mondano
Col telefonino in mano
Che importa di un sogno erotico se
Al risveglio non c’è Massimo Carrera
Anche quest’anno per me
L’ìa mei sa lue l’ghera
[era meglio se lui c’era]
Caegia, bala, erba e tera
[caviglia, palla, erba e terra]


Che importa se
ha un’autonomia di un quarto d’ora
L’è oena bandiera
[e’ una bandiera]
Grande Massimo Carrera
Al sarès mei dì “l’era”
[sarebbe meglio dire “era”]
Ma per cuent mè l’è amò chè
[ma per conto mio e’ ancora qui]
(in fondo alla pagina, quando riporto la canzone che piu' si addice al post, trovate il link per ascoltarla)


E poi c’e’ Carletto Ancelotti, acquistato come calciatore quando tutti lo davano per finito, capace invece di alzare due coppe Campioni da giocatore ed altre due da allenatore. Totale: quattro coppe dei Campioni per Carletto. Sulla panchina, a lui il merito di aver saputo impostare un ciclo che tutti i tifosi mai dimenticheranno. Anche a lui si legano molti ricordi: la peggior sconfitta (Liverpool ad Insanbul) e la migliore vendetta (Liverpool ad Atene). Anche a lui si legano molte fasi della mia vita, meno romantiche magari perche’ legate ad un passato piu’ recente.

Riecomi nell’errore di pensare al passato, non ne usciro’ mai. Allora pensiamo al futuro, un futuro che ha il sorriso sincero di uno splendido uomo quale Leonardo. Per chi come me da’ piu’ importanza all’immagine che non alle credenziali, non potra’ che essere contento di questa scelta. Anche perche’ ritorna un personaggio noto, legato al passato. Certo non avra’ esperienza da allenatore, ma d’altronde anche Sacchi e Capello erano saliti sulla panchina rossonera senza gavetta alcuna.

Di Leonardo amo l’intelligenza, la semplicita’ e la serenita’ che trasmette. Un ottimo uomo immagine in un perioo dove fa notizia chi la spara piu’ grossa, chi urla piu’ forte, chi con l’arroganza diventa idolatrato dai mass media.
Leonardo ha intgelligenza, conosce cinque lingue, e’ da sempre impegnato nel sociale. Un mio amico che faceva il fotografo per il Milan, mi raccontava un aneddoto che la dice lunga su Leo: durante un allenamento fece infuriare Zaccheroni perche’ perdeva tempo a chiaccherare e tenere compagnia a dei bambini disabili, ospiti a Milanello ma ignorati da molti altri giocatori.
In bocca al lupo Leonardo!!!

Eccovi dunque raccontato, grazie a tre personaggi come Maldini, Ancelotti e Leonardo, cosa e’ per me il calcio, un perfetto traslato della vita: rimpianti, addii, speranze nel futuro. Come dice Pastorin: “Che cos’e’ il calcio se non letteratura?”.
Certo i detrattori ribadiranno con tutte le schifezze che ci sono nel mondo del pallone: doping, violenza, imbrogli, stipendi miliardari, chipiunehapiunemetta. Verissimo, ma chi ha uno spirito nobile vede anche la nobilta’ di questo sport, e’ capace di individuare i personaggi e le storie che muovono l’immaginazione, insegnano qualcosa di importante. Insomma, il calcio e’ anche cio’ che noi vediamo, o meglio sappiamo vedere, nel calcio.

In ogni modo, anche se non ci vedete un bel fico secco, mai dire ad un vero tifoso che e’ solo un gioco...


Image: Leonardo

Song: Bepi & the Prismas - Massimo Carrera

26 maggio 2009

time for Heineken...cup!!!


La finale dell’Heineken Cup, ossia la Coppa Campioni del mondo rugbystico, e’ stato l’evento che ha segnato il primo serio week-end edimburghese. Un evento che, quale neofita del mondo della palla ovale, aspettavo con ansia, ma che ha avuto effetti devastanti anche sulle mie serate.

La sede designata per la finale era lo stadio Murrayfield di Edimburgo, le due squadre finaliste erano gli irlandesi del Leinster e gli inglesi del Leicester. La capitale scozzese e’ stata letteralmente invasa da una folla di irlandesi, che hanno contagiato la vita cittadina con la loro simpatia e messo pepe nelle serate nei pub. Presenti gia’ a partire da giovedi’, ho passato tre serate pazze divertendomi nel mio sport preferito, ossia andare nei pub e conoscere gente nuova: missione fin troppo faciole con il popolo irlandese, famoso per cordialita’ e la voglia di divertirsi in serate dall’enorme tasso alcoolico. Superfluo dire che tutti i pub della citta’ erano stracolmi a tutte le ore del giorno, con i tifosi anche fuori dai locali in attesa di entrare, che improvvisavano cori e partite di rugby nei parchi.

Parlando con diverse persone ho ricevuto un’importante lezione di sportivita’. La maggior parte dei tifosi proveniva infatti dalle contee di Cork e di Limerick, ed erano quindi tifosi del Munster.
La squadra del Munster era approdata in semifinale contro il Leinster, in quello che era un attesissimo euro-derby irlandese. I tifosi del Munster, sicuri della vittoria, avevano acquistato in anticipo il biglietto per la finale di Edimburgo, ma a sorpresa il Leinster si e’ imposto con una vittoria schiacciante.
Vendere il biglietto? Saltare la finale? No way!!! I tifosi del Munster sono cosi’ arrivati ugualmente ad Edimburgo. Io pensavo per gufare, invece no: erano qui per supportare proprio il Leinster, grande rivale ma comunque squadra irlandese.
Una cosa che in Italia manco ci sognamo.
La maglietta di questo tifoso parla chiaro: tifoso del Munster da sempre, ma tifoso del Leinster per una notte!




La finale me la sono vista nel mio pub preferito, il Three Sisters nella centralissima Cowgate, ed e’ stato un successo irlandese. Il Leicester (squadra in cui milita l’italiano Castrogiovanni) ha tenuto bene il campo arrivando all’intervallo in vantaggio 13-9 grazie ad una meta all’ultimo minuto di Woods; nella ripresa tuttavia una meta di Heaslip e la precisione di Sexton dai calci piazzato hanno consegnato la coppa al Leinster (19-13).





Finita la gara tutti i tifosi si sono trasferiti dallo stadio al centro della citta’, molti al Three Sisters, dove e’ iniziato un terzo tempo di dimensioni epocali, a ritmo di Guinness e hamburger.
Un bel weekend all’insegna di rugby, divertimento e Guinness.