Quel week end fu davvero speciale e matto, mi cambio’ la vita, e come dice un libro che sto leggendo (e di cui parlero’ presto) apprezzai “gli scozzesi nel loro essere capaci di bere e rotolarsi per terra felici, proprio come me. Finalmente avevo trovato una patria”.
Giorni intensissimi questi ultimi dopo la breve parentesi in Italia. Finalmente ho un lavoro fisso. E’ in un ristorante, dove mi sono messo ad utilizzare le mie capacita’ di cuoco esibendomi alla griglia. Il fatto e’ che non essendo ne’ pratico ne’ troppo self confident, ho deciso si mantenere il lavoretto che avevo anche prima. Ne consegue che sono piuttosto strapazzato, lavoro come minimo 50 ore alla settimana. La mia vita, di conseguenza, sta risultando alquanto disordinata. Orari pessimi, talvolta dormo quattro ore per notte ed alte volte 12, alcuni giorni faccio un solo pasto ed in altri mangio quattro volte al giorno (mai rifiutare i pasti offerti al lavoro e’ uno dei miei comandmenti). Camera mia is quite messed up, del ferro da stiro...non mi ricordo nemmeno di che marca sia.
Pieno di soldi quindi? Mica troppo. Sto avendo problemi con le tasse, in quanto ne sto pagando piu’ del dovuto. Di recente sono andato all’ufficio delle tasse (HM Revenue and Custom), ma sfortuna volle che a parlarmi fu una ragazza di Glasgow. Come il 99% dei glaswegian, questa tipa aveva un inglese molto arduo. Come il 99% delle ragazze scozzesi, questa tipa aveva gli occhi azzurri, cosi’ azzurri nei quali mi sono perso sommando alle barriere linguistiche altri tipi di barriere. Forse che mettere ragazze carine all’ufficio dei reclami sia una mossa studiata? Questi british sono troppo avanti...
Nel mezzo del tutto ho anche trovato spazio per un paio di interviews. La prima con una piccola compagnia nel campo delle energie rinnovabili, che ha tentato (anzi, sta tentando) di farmi lavorare gratis con la scusa del vediamo cosa sai fare, poi forse un domani si vedra’. Altro che Italia, UK, Cina o Giappone, tutto il mondo e’ paese. Nel mezzo del mio casino questi tizi mi hanno mandato una mail dicendo che sono in ritardo con i lori progetti e di passare da loro che dovevano darmi del lavoro da fare. Gli ho mandto una bella mail, dove ho chiarito la situazione trovando un concetto che nemmeno pensavo di saper esprimere: total commitment. Dato che quando lavoro lo faccio, appunto, con total commitment, di lavorare da casa senza nulla in mano non ho ne’ tempo ne’ voglia.
Altra inteview con una societa’ multinazionale, che, ammesso che passi le selezioni, offre un lavoro che piu’ precario e temporaneo non si puo’: pagano ad ore, e ti lasciano a casa ogni qualvolta il progetto dovesse interrompersi.
Piu’ possibilita’ e futuro lo vedo invece con una terza opzione, ma per scaramanzia non diro’ nulla.
Per il resto solite cose. Mi stresso, esco sempre meno ma quando lo faccio lascio il segno, vengo sorpreso e deluso da molte persone. Accanto alla nascita di due amicizie su cui contare, ne annovero altre scomparse con i primi venti delle difficili relazioni umane. Capisco sempre piu’ come dovrei essere per avere successo, ma che non saro’ mai perche’ vorrebbe dire non essere me.
E le piccole difficolta’ di ogni giorno, problemi sempre on the edge ai quali sarebbe anche ora di darcene un taglio.
Infine, la nascita di una nuova amica. Presente la volpe che vidi vicino a casa e che descrissi in questo post? Bene, incredibile ma vero, Alba (il nome che le ho dato) e’ da qualche tempo ospite notturna del mio giardino. Di solito quando torno dal lavoro in tarda notte mi fermo sull’uscio a fumare l’ultima sigaretta, ed Alba passa in citta’ alla ricerca di cibo. Una volta me ne stavo tranquillo davanti alla mia porta, quando la vopina e’ passata per la strada, si e’ fermata davanti al cancello fissandomi per una manciata di secondi, quindi e’ passata oltre. Ma poche notti fa una vera sorpresa. Alba e’ passata davanti al cancello, mi ha fissato, ed e’ entrata nel buco nella mia siepe venendomi incontro. Si e’ avvicinata quasi se volesse farsi accarezzare, ma io ero quasi spaventato. E’ arrivata fino a circa mezzo metro dai miei piedi, poi ha continuato a perlustrare il mio giardinetto. Forse perche’ incuriosita, forse perche’ ha ormai preso confidenza con gli esseri umani, o piu’ semplicemente perche’ dopo una giornata al ristorante ho quel tipico profumo di pollo fritto che mi rende piu’ appetibile agli animali che agli umani.
Fatto sta che vedere Alba e’ sempre una bella sorpresa.

Pic: Alba in my garden