1 giugno 2012

Scottish Cup Final: Hearts - Hibernian 5-1

Ad enorme richiesta (un anonimo nel precedente post), propongo il racconto di Andy, Presidente del Lombardia Hearts, a riguardo della storica finale di Scottish Cup. Il 19 Maggio 2012, all'Hampden Park di Glasgow, le due squadre di Edimburgo si sono sfidate in un derby che rimarra' nella storia.
Enjoy!



Cari Jambos !

TRIONFO !!!!!!!!!!

E' l'unica parola che mi viene in mente ! Vincere, anzi STRAvincere contro i cugini in Finale di Scottish Cup non ha veramente prezzo ! Un 5-1 senza storia, nella seconda Finale "All Edinburgh" di tutti i tempi (la prima fù nel lontanissimo 1896), in un Hampden stracolmo e un entusiasmo impareggiabile......e noi del Lombardia Hearts SC eravamo presenti......ma andiamo con ordine :

E' venerdi 18 Maggio e già alle 5 il contingente italiano del Lombardia Hearts SC si mette in movimento......Fabio da Parma si dirige in treno a Malpensa mentre Roberto dalla Garbatella verso Ciampino ! Il Presidente invece si sveglia un po' più tardi, ma è il primo a raggiungere l'aeroporto e poi si parte !
Già appena varcato il gate, una lieta sorpresa ci attende. Una rimpatriata con vecchi amici come Stuart e Jonathan !


Atterrati ad Edinburgh, io e Fabio ci riuniamo a Roberto (arrivato 20 minuti dopo), prendiamo la macchina e ci dirigiamo dal nostro immenso Guy ! Qui veniamo accolti come Re ! Panini, muffins, biscotti, tè e caffè......



Giusto il tempo per incontrare Jools e bere la nostra prima pinta, che dobbiamo dirigerci verso Prestwick per portare nella Capitale gli altri due partecipanti alla spedizione : da Verona, Marco e l'incantevole Virginia !
Al ritorno, ci aspetta un sontuoso "fish & chips" di benvenuto per prepararci alla serata al "nostro" Diggers.......


La serata scorre divinamente, tra birra, risate, battute, cori e soprattutto tanti amici, vecchi e nuovi !




Dopo una veloce nanna, alle 7 siamo già in piedi e carichi a cannone ! E' il giorno, anzi è il GRAN giorno !!!!! Alle 8 abbiamo già ordinato la nostra Full Scottish Breakfast.......


.....e alle 10 siamo sul pulman che ci porterà ad Hampden ! In un paio d'ore (complici anche il traffico di Glasgow ed il nostro conducente non avvezzo alle strade della seconda città del Paese) arriviamo al locale messoci a disposizione dalla società con rinfreschi e belle cameriere ! Ma la nostra testa è solo alla partita........beviamo una pinta con Johnny e Graeme e poi via ! Un quarto d'ora a piedi e davanti a noi.....HAMPDEN :




 L'atmosfera è già spettacolare. 50.000 tifosi da Edinburgh, equamente divisi tra Jambos e Hibbies, con la stessa voglia di vincere, lo stesso entusiasmo e, soprattutto, lo stesso spirito sportivo ! (nessun tipo di incidente, nè all'esterno nè all'interno dello stadio).
Tre quarti d'ora prima del fischio d'inizio, ci sediamo ai nostri posti e cominciamo a cantare !



 Nell'attesa delle squadre in campo, ci giriamo e dietro a noi chi è tranquillamente seduto con la sua maglia maroon ??? Il nostro mitico Craig Gordon !! Foto sono d'obbligo e il grande uomo si ricorda ancora di noi !

 E inizia la Scottish Cup Final 2012 .................... !!!


Si capisce subito che la differenza fra le due squadre è pesante. Noi partiamo concentrati, aggressivi e determinati a raggiugere il risultato. Loro sono timorosi e assolutamente disorganizzati. Bastano solo 14' a Darren Barr per scardinare la debole difesa biancoverde e la metà di stadio maroon esplode di gioia !! Pochi minuti ancora ed il grande RUDI SKACEL, incrocia col sinistro da 20 metri gonfiando ancora la rete ! 2-0 e partita in ghiaccio. Suso potrebbe triplicare, ma il suo diagonale è respinto sulla linea da McPake. E proprio il Capitano dell'Hibernian al 41', trova la rete della speranza capitalizzando al meglio l'unica nostra distrazione difensiva. Si và quindi al riposo in vantaggio 2-1, ma i jambos non sono affatto preoccupati....


Dopo 1' nella ripresa, la partita si chiude. Suso salta due uomini e, poco prima di entrare in area da sinistra, viene vistosamente trattenuto da Kujabi (già ammonito). L'arbitro concede un rigore generoso e, giustamente, espelle il terzino biancoverde. Danny Grainger spiazza Brown e ci porta sul 3-1. Ancora un paio di minuti ed il parziale si fà ancora più corposo grazie al goal di Ryan McGowan che riprende una corta respinta del portiere Hibbie e scaraventa di testa in rete ! 4-1 e la partita è virtualmente chiusa.

Mentre lo west stand e le metà del north e south stands continuano imperterriti ad intonare cori per tutti, tiriamo i remi in barca e non affondiamo il coltello nella piaga con un Hibernian alle corde ed assolutamente incapace di abbozzare la minima reazione. Ci pensa ancora RUDI SKACEL, probabilmente alla sua ultima partita con il Club, a rimpinguare il bottino con un tiro di precisione da fuori area che bacia il palo e si infila alla sinistra di un frastornato Brown. 5-1 al 74' !!

 
Giusto il tempo per salutare Ian Black (anche lui alla sua ultima apparizione) e poi Craig Thompson fischia la fine ed il tripudio ha inizio !


Dopo che il Capitano, Marius Zaliukas (con una lacrimuccia di commozione) alza al cielo il trofeo calcistico più antico del Pianeta, la festa in campo e sugli spalti diventa ancora più frenetica ! La voce si azzera, ma la voglia di cantare non si affievolisce !

WHEN THE HEARTS WAS UP TO LIFT THE SCOTTISH CUP, WE WERE THERE, WE WERE THERE !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
LALALALALALALALALALA PAULO SERGIO', SERGIO', PAULO SERGIO'OOOOOO !!!!!!!
RUDIIIIIII, RUDIIIIIIIIIIIIIII, RUDIIIIIIIIIIIIIII, RUDIIIIIIIIIIIIIIII !!!!
THIS IS MY STORY, THIS IS MY SONG, FOLLOW THE HEARTS AND YOU CAN'T GO WRONG !!!
Sono solo alcuni degli inni che si alzavano nel cielo di Mount Florida, baciato da un sole primaverile e da una fiumana di jambos impazziti di gioia !
Dopo aver brindato ad un pub adiacente al parcheggio dei pulman, torniamo ad Edinburgh (anche se in notevole ritardo dovuto ad un incidente tra un autobus ed un pedone) e ci fiondiamo al Caley Sample Room (visto che il nostro Diggers era stracolmo!) e ci ritroviamo con Guy, Ray, John, Chris e Donald per celebrare la vittoria !! WHAT A DAY !!!!


 
La domenica non poteva non cominciare con la ormai famosa colazione da JOOLS !!! Uno dei nostri hibbie preferiti, Derek, ci fà l'onore della sua compagnia e ci ritroviamo in 10 per un'allegra riunione !

Dopo aver accompagnato Fabio in aeroporto (sigh....), ci aspetta la parata dei vincitori (west end, naturalmente....). In più di 100.000 si riversano nelle strade della Capitale che dalla cattedrale di St.Giles portano al quartiere di Gorgie. E' uno spettacolo impressionante e bellissimo !


Il pomeriggio prosegue al Diggers dove incontro i nostri amici membri del LHSC in Scozia, mentre Marco, Virginia e Roberto tornano a casa per riposarsi. Ci ritroviamo qualche ora più tardi al Cafè Andaluz, per una cena MERAVIGLIOSA con Guy, Jools, Ray, Derek e Stevie, a base di tapas, sfrenata allegria ed un senso di benessere dovuto alla profonda amicizia che si respira tra di noi......una serata che ci rimarrà nel cuore !

Ma le emozioni non finiscono qui !! All'uscita dal ristorante, incontriamo l'uomo del giorno ! Si, proprio il nostro manager PAULO SERGIO !!! Visibilmente provato, ci parla per alcuni minuti e poi acconsente gentilmente a scattare una foto insieme.....Ray è l'uomo più felice del Mondo !!



Stremati ma felicissimi, torniamo a casa e ci addormentiamo come sassi.
La mattina di lunedi, io e Marco accompagniamo Roberto in aeroporto alle 5 (!) e poi ritorniamo a nanna per un paio d'ore. Salutiamo i sempri immensi Guy e Debbie e poi, per premiare la straordinaria pazienza di Virginia, visitiamo il Castello di Glamis e consumiamo un lauto pranzo nel nostro ristorante preferito, Old Brewhouse di Arbroath.




Dopo un viaggio di circa 3 ore, riportiamo la macchina ad Ayr e ripartiamo per casa......consapevoli di aver trascorso uno dei più bei weekend della nostra vita !

C'MON THE HEARTS !!!!!!!!!!!!

ANDY, Il Presidente

1 febbraio 2012

angry Scottish rabbit

Se vi piace l’outdoor e state programmando una gita in Scozia, vi segnalo una bellissima legge chiamata Freedom to Roam (ufficialmente Land Reform Act 2003), secondo la quale avete diritto a fare attivita’ ricreative in ogni foresta o territorio, sia pubblico che privato. Ovviamente, c’e’ un codice di regole civili da rispettare (Scottish Outdoor Access Code). Quindi, se qualche contadino locale si rivolge a voi particolarmente arrabbiato perche’ siete nel suo terreno (e magari approfittando che siete straniero), potete citare il Freedom to Roam.

Sul rispetto dell’ambiente, tuttavia, non si sgarra.

Girovagando per le foreste scozzesi vi potra’ infatti succedere di incappare in un simpaticissimo coniglietto, a cui la protezione dell’ambiente sta molto a cuore. Il peloso animaletto si arrabbia molto se danneggiate gli alberi per accendere un fuoco. Se vi nota, infatti, il simpatico quanto ambiguo coniglietto ha sempre a portata di mano un simpaticissimo bastoncino, pronto per infilarvelo proprio li’...dove non vi batte il sole.


Link: Don't Mess with Nature

8 gennaio 2012

Hogmanay 2012

30 dicembre: Torchlight Procession
31 dicembre: New Year's Eve
1 gennaio: the Loony Dook
2 gennaio: Hibernian - Hearts 1-3



Song: Auld Lang Syne
Link: the Loony Dook

4 novembre 2011

l'e-mail del venerdi' pomeriggio in ufficio

Tv e giornali in UK stanno trasmettendo sempre piu' spesso notizie sulla situazione politica italiana. Ormai anche in ufficio devo combattere contro l'idea di grande barzelletta che ci hanno affibbiato.
Capita poi che, nel clima euforico da ufficio al venerdi' pomeriggio, il Capo ti mandi questa mail.




3 agosto 2011

22 luglio 2011

working in the Highlands

A grande richiesta dei miei lettori, eccovi le foto scattate da me durante i miei girovagare per le Highlands tra inverno 2010 e primavera 2011.

Mi considero molto fortunato nel poter lavorare all’aria aperta, soprattutto perche’ i luoghi che visitiamo sono assolutamente incontaminati in quanto aree private, ben lungi dale rotte turistiche.

Gli animali che posso vedere sono assolutamente incredibili: cervi, gatti selvatici, grouse, salmoni nei laghi, per non parlare di pecore e mucche delle Highlands (quelle con la frangia lunga che le copre gli occhi).

Ad essere del tutto onesto, piu’ di una volta mi lamentavo nell’essere in giro. Camminare per chilometri con pesanti zaini, sotto ogni tempo atmosferico, con freddo e fango sempre addosso, spesso mi facevano mancare la scrivania in ufficio. Capita poi pero’ che, una volta a casa, mi riguardo le foto e rimango stupefatto, quasi non mi sembra vero di essere davvero stato in certi territori.

Ma ora bando alle ciancie, eccovi le foto. E la prossima volta che sarete in coda su una grigia tangenziale, o affollati in una puzzolente metropolitana, pensate un po’ anche a me, che ho la sfortuna di lavorare in questi paesaggi (e mandatemi le vostre maledizioni)!!!

Enjoy!






Slideshow: working in the Highlands

29 giugno 2011

due anni in Scozia

Fa quasi paura dirlo. A volte lo dico sottovoce per non ammetterlo, perche' mi sembra strano, perche' era difficile pronosticarlo all'inizio dell'avventura. La verita', comunque, e' che sono in Scozia da oramai due anni.

Emozioni contrastanti nel giorno del mio secondo anniversario oltremanica, tipico giorno in cui si tirano bilanci, ci si guarda indietro per vedere cosa e' cambiato nell'ultimo anno, e si guarda al prossimo anno, con la classica lista (classicamente mai scritta sul serio) di dove si vuole essere al prossimo anniversario.

Cosa e' successo nel mio secondo anno scozzese? Tanto, veramente tanto. Quello che in molti dicono, si e' realizzato: il primo anno e' stato veramente il periodo della semina, ed il secondo quello del raccolto.

Innanzitutto ho trovato un bel lavoro. Ad essere onesto, dopo tutti quei mesi passati in cucine e sale di ristoranti, qualcosa iniziava a traballare. La sensazione di non fare nulla di positivo per me, tornare a casa troppo stanco per inviare CV e cercare un altro lavoro, le interminabili notti a pulire cucine e lensazione di essere stuck, che nulla cambi, nulla all'orizzonte. E sempre con l'acqua alla gola a livello di soldi: gia', perche' anche lavorando piu' di 40 ore a settimana, percependo peco piu' del national minimum wage davvero non si riesce a mettere via nulla.

Ho pensato seriamente di trasferirmi, giusto per smuovere le acque e giocarmi altre carte, ma alla fine sono sempre rimasto nella mia Edimburgo.

E poi...ecco un lavoro! Dopo una lunga serie di colloqui, finlmente si firma il primo contratto. Un lavoro per cui ho studiato, in cui ho lavorato in passato e in un settore che volevo fortemente: quello delle energie rinnovabili.
Il lavoro si e' rivelato bellissimo, mi da modo di viaggiare tantissimo nelle Highlands, e lavorare all'aria aperta per boschi, laghi e foreste incontaminate fa davvero la differenza.

E poi...una ragazza. Una ragazza splendida, venuta da lontano, che mi ha fatto riscoprire la gioia di avere qualcuno di importante lontano dalle persone a me importanti.

La cosa piu' negativa e' stata lasciare Edimburgo. Il lavoro si trova a Perth, e non avendo un mezzo di trasporto ho dovuto trasferirmi. Tuttavia, il rapporto con questa nuova citta' non e' mai decollato (ma forse non le ho mai veramente dato la possibilita' di decollare). Perth e' molto bella, per carita', parchi e piacevoli passeggiate in centro e sul lungo fiume non mancano, ma bella solo da visitare. Da viverci...noiosissima.

Non che sia piccolissima, ma e' morta. La tipica citta' dove si viene a vivere quando si mette su famiglia. Poche attivita' culturali, vita notturna caratterizzata da old men pubs o da ammiccanti night clubs dove la gioventu' locale si ammazza d'alcool.

Beh, questi pochi paragrafi descrivono in modo molto succinto un secondo anno che in realta' e' stato molto emozionante.

Ed il terzo anno...non si preannuncia da meno!

Gia', perche' la ragazza splendida e venuta da lontano mi ha spezzato il cuore, spingendomi a svoltare pagina, perche' Perth e' davvero la citta' meno adatta per me, perche' mi sono comprato una macchina, perche' Edimburgo e' davvero la citta' piu' adatta per me e ci torno a vivere...presto.

Anzi, prestissimo.

Picture: sunset in the Highlands (at the end of a workday)

Song:
Junior Tshaka - des humains

23 marzo 2011

Edinburgh and beyond

Quasi dieci mesi sono ormai passati dal mio ultimo post su questo blog.

Tanti avvenimenti che mi hanno tenuto impegnato sono accaduti dallo scorso maggio 2010 (ritorni a casa in Italia, un nuovo lavoro, nuove conoscenze, l’addio a Edimburgo), che tuttavia non possono giustificare un tanto lungo silenzio.

Onestamente, non sapevo che direzione fare prendere al mio blog. Durante il primo anno in Scozia mi sono divertito a raccontare le novita’ nella mia vita e le mie avventure nella citta’ in cui mi trasferii, una volta finite quelle non sapevo davvero cosa scrivere. L’alternativa era quella di intraprendere una narrativa piu’ personale in contrapposizione con i miei primi propositi. Con mia grande sorpresa, non me la sono sentita di denudarmi piu’ di troppo e non ho rotto quella corazza che mi tratteneva dal postare i miei sentimenti piu’ intimi. Finite le storie pseudo divertenti dei miei primi mesi scozzesi, cosi’ come i racconti della mia Edimburgo, sono sprofondato in un lungo letargo.

Ed allora, perche’ tornare a scrivere? Bella domanda. Sicuramente il motivo principale e’ l’affetto per questo blog e per tutto quello che mi ha dato. Mi ha fatto conoscere persone, mi ha fatto sfogare, ridere ed incavolare, ma soprattutto ha fatto sedimentare parecchie emozioni che scritte e rilette e commentate appaiono sotto una luce diversa. Gia’, non volevo che questo blog si spegnesse come tanti altri senza neanche un post di commiato. In piu’, qualche mail di persone che mi chiedevano che fine avessi fatto mi ha fatto tornare la voglia di dare un signale.

La mia avventura in Scozia, signori, continua, e The Heart of Alekos non e’ finito.

Scrivo Scozia e non Edimburgo perche’, purtroppo, Edimburgo non e’ piu’ la mia residenza.

Ora vivo a Perth, capologuo del Perthshire, contea centrale della Scozia incastonata tra l’industrializzata Central Belt (la striscia tra Edinburgh e Glasgow) a sud e le selvaggie Highlands a nord. Una volta capitale della Scozia, Perth ha un bel centro storico, grandi parchi, eleganti ponti sul fiume Tay, ed una campagna mozzafiato tutt’intorno. Tuttavia, non e’ e non sara’ mai la mia citta’. Tutto chiuso dopo le 17.30, poche amicizie, poco da fare. Certo mantenere la vita vita sociale ad Edin ha influito, ma a Perth manca comunque quell multietnicita’ e frizzantezza tipiche delle citta’ universitarie. Gia’, citta’ noiosetta.

Prima di lasciare la mia casa nella capitale, mi sono goduto lunghe passeggite per Edimburgo. Mi ha sorpreso il notare come abbia riempito di ricordi mille piccoli angoli della citta’. Ecco cosi’ che un pub mi ha ricordato un incontro particolare, una viuzza mi riporta alla mente un saluto ad un amico sincero, ed un anonimo appartamento un party in cui mi sono infiltrato in una serata un po’ pazza. Come se abbia riempito con la mia vita una citta’ vuota al mio arrivo, in una romantica topografia delle emozioni.

Certo, ad Edimburgo ci torno praticamente ogni week end, fatto sta che a mio parere una citta’ la si viva non tanto nei fine settimana organizzati, ma soprattutto nella quotidianeita’: nella fila alla posta o in banca, nel dare indiczioni ai turisti o nell’incontrare casualmente un amico per strada, tutte quelle cose che ti fanno sentire “tua” la tua citta’.

Non so cosa scrivero’ in futuro, ne’ con quale cadenza. Ma il blog rimane aperto.

Bentornati...



Picture: "Pazienza & Ottimismo", memory from my former room.

Song: Linton Kwesi Johnson - Sonny's Lettah

25 maggio 2010

c'mon the hearts

Per dimenticare le ultime delusioni sportive, voglio proporvi una di quelle letture che ogni tanto mi fa piacere riprendere. Autore e protagonista della storia e’ Andy Teruzzi, fondatore dei Lombardia Hearts, un piccolo fans club della mia squadra di Edimburgo, nato non so come ma stracolmo di passione e di agganci nella terra che amano, la Scozia. Andy, amico che mi fa sempre piacere incontrare ogni qualvolta sbarca oltremanica, e’ anche un personale esempio: a lui mi lega ammirazione per aver saputo creare dei legami forti con gli scozzesi, dai quali ha saputo ricevere gentilezza ed ospitalita’ (qualita’ che erroneamente si pensa regalino a chiunque).

La storia narrata e’ quella della finale di Scottish Cup 2006 tra gli Hearts ed il Gretna, squadra di Second Division incredibilmente approdata in finale. Il rcconto e’ stato rubato da UK Football, please, fanzine on line che consiglio vivamente a chi e’ appassionato di calcio britannico e di storie genuine lontane anni luce dalla nostra Calciopoli.

Buona lettura.

E' venerdì 12 Maggio 2006. E' il gran giorno della partenza per la mia Bonnie Scotland per seguire un evento abbastanza raro: una Finale di Coppa con i miei HEART OF MIDLOTHIAN protagonisti! Da Bergamo partiamo in 12, anche se ci dividiamo in due gruppi. In 4 andiamo direttamente ad Edinburgh e lì rimarremo per tutto il week-end (tranne naturalmente il sabato), mentre gli altri si fermano a Glasgow, ospiti di amici comuni. Il tranquillo viaggetto in macchina da Prestwick alla Capitale è denso di aspettative e di grande emozione. Arriviamo perfettamente in orario al randez-vous con i nostri amici e ci dirigiamo in un ristorante indiano, proprio nei pressi del nostro Tynecastle Park. Qui ceniamo in compagnia del solito gruppo (tra cui 3 hibbies che tentano di gufare alla grande!) e passiamo un paio d'ore fantastiche.......ma il bello della serata deve ancora arrivare. Finita la cena, una camminata di due minuti e siamo catapultati nel "The Diggers" uno dei più conosciuti pub frequentato dai Jambos e nostro quartier generale ! Appena entriamo, veniamo "assaliti" da vecchi e nuovi amici, che fanno a turno per pagarci da bere e, soprattutto, comprare le nostre t-shirts fatte fare per l'occasione ! Il nostro Big Rab viene incoronato Re delle vendite, con più di 20 magliette ! Qui incontriamo tifosi giunti da ogni parte del Mondo per assistere alla Finale: Canada, Usa, Australia, Sud Africa, Belgio e via discorrendo! E' una serata magica che vorremmo non finisse mai ! Il Presidente del Broxburn Hearts SC (tra l'altro mai incontrato prima), saputo che saremmo andati al Diggers quella sera, ha preparato 2 magliette commemorative con la SFA Cup da un lato e la scritta "Lombardia Hearts" dall'altra!! Assolutamente inaspettato e fantastico ! A mezzanotte la campanella ci ricorda che è ora di abbandonare il pub, anche se a malincuore.......Sabato mattina e siamo in fibrillazione! Prendiamo un taxi per il centro, qui consumiamo un'abbondante colazione in un minuscolo cafè e ci dirigiamo verso la stazione di Waverley.
Ad attenderci ci sono svariate migliaia di Jambos e decine di treni speciali che partono a distanza di 20 minuti, destinazione Glasgow. L'atmosfera si fà incandescente ed i cori si alzano alti.......Arrivati a Queen Station, ci riuniamo con i nostri amici e ci dirigiamo verso il famoso Horseshoe Pub, vero tempio della Tartan Army, per assistere alla partita di Kirin Cup tra Giappone e Scotland e goderci le prime pinte della giornata. Our "Bonnie Scotland" strappa uno 0-0 ai padroni di casa, risultato che ci consente di conquistare il trofeo......sarà di buon auspicio !! Ci fiondiamo su di un altro treno e in mezz'ora siamo davanti ai cancelli di Hampden Park. Qui ritroviamo tutto il contingente del Lombardia Hearts e scattiamo una foto con il nostro striscione appena fuori lo stadio, poi ognuno si dirige ai propri posti e comincia lo spettacolo del calcio d'oltremanica! 40.000 tifosi Hearts e 8.000 tifosi Gretna ( piccolo centro di 2.000 anime proprio al confine con l'Inghilterra ) non smettono di cantare neanche un secondo per 120 minuti di adrenalina pura! Il goal di Rudy Skacel nel primo tempo ci illude di fare un sol boccone del piccolo Gretna (squadra vincitrice del campionato di second division), ma non abbiamo fatto i conti con l'orgoglio smisurato dei Borders e del loro allenatore Alexander che sfoggia un impeccabile Highland Dress nero e bianco! Il Gretna entra in campo determinatissimo nel secondo tempo e perviene al pareggio con un rigore parato dal nostro Gordon ma ribadito in rete da McGuffie al 76'. Nei supplementari non riusciamo a scardinare l'attenta difesa nerobianca e soprattutto un insuperabile Main. Si va ai rigori..
La tensione è palpabile negli occhi di tutti quelli che abbiamo accanto, io mi giro di spalle e non guardo i penalties, Big Rab riprende con la nostra videocamera, Pimpi prega a bassa voce........va sul dischetto il Capitano Steven Pressley.. Goal, loro segnano, tira Neilson Goal, loro segnano, è il turno di Skacel Rete, loro sbagliano, Pospisil Goal e loro sbagliano di nuovo consegnandoci la Coppa !! L'urlo dei 40.000 jambos invade il cielo di Hampden è un tripudio di bandiere, sciarpe e vessilli maroon. Ma la cosa più bella è l'applauso di tutto lo stadio al valoroso Gretna. Un tributo allo spirito indomito del popolo scozzese ed una lezione di cosa è il calcio lontano da Calciopoli e dagli scandali a cui siamo abituati a queste latitudini. Vedere i giocatori nerobianchi raccogliere e baciare le numerose sciarpe lanciate dai tifosi Hearts è una cosa che non scorderò mai!
Ci mettiamo una buona mezz'ora ad uscire da Hampden, ubriachi di gioia ed ormai senza voce, prendiamo al volo un autobus che ci scarica di fianco alla stazione. Entriamo in un pub a dissetarci, ma veniamo bruscamente interrotti da una rissa scoppiata per futili motivi, che naturalmente non ci vede coinvolti. L'aspetto brutto della città di Glasgow si fà notare ancora, decidiamo così di prendere il primo treno e tornare nella nostra Edinburgh. Alla stazione di Queen Station ci dobbiamo assorbire qualcosa come 2 ore di fila, ma la facciamo con gioia ! Alle 22 mangiamo finalmente qualcosa (un fish and chips avvolto nel giornale, meglio di niente!) e rincasiamo esausti ma felicissimi, con il sottofondo dei cori ancora nelle orecchie.
La domenica comincia molto bene, con una sontuosa colazione a casa di Jools (un classico delle nostre trasferte) a base di eggs, bacon, haggis, potatoes, mushrooms, bread, toasts e chi più ne ha, più ne metta! Lì veniamo raggiunti da una notizia grandiosa : Scott Wilson, lo speaker del Tynecastle, ci ha procurato i biglietti per assistere alla festa della conquista della Coppa. Ci sono 10.000 persone all'interno della stadio e più di 100.000 sulle strade di Edinburgh che scortano l'autobus dei nostri eroi dal palazzo comunale al quartiere di Gorgie, rifugio dei Jambos ! Le sorprese non sono ancora finite.. Scott Wilson si impossessa del microfono e annuncia la presenza di un contingente del Lombardia Hearts (con tanto di nomi, uno per uno!). Noi srotoliamo il nostro striscione e rispondiamo commossi all'applauso dei 10.000 del Tynie......una gioia indescrivibile! Il pomeriggio prosegue al Caledonian Sample Room per una meritata bevuta ed al nostro inarrivabile ristorante Mongolo, dove consumiamo una cena squisita ! Lunedì è il giorno del mesto ritorno a casa, non prima di aver incoronato Ialach (il cucciolo di Highland Cow di proprietà del nostro amico Johnny), mascotte ufficiale del LHSC!
Un altro grande weekend si è concluso ed un altro pezzo del mio cuore è rimasto nella terra delle Highlands, la mia terra.
C'MON THE HEARTS ! C'MON BONNIE SCOTLAND !




Link: UK football, pllease

Video: le immagini di Hearts - Gretna

13 maggio 2010

Me and My Younger Self (a.k.a. un anno ad Edimburgo)

My Younger Self (MYS): ma...sei tu...cioe’...sono io...insomma...

Me (M): scusa?

MYS: ma si, vedi: io sono te stesso. Non vedi che siamo uguali?

M: ma se non ho neanche bevuto...di solito da sobrio non parlo con me stesso. Fammi il piacere!

MYS: Ok, come te lo posso dimostrare? Mmh, vediamo...allora: da piccolo prima di lasciare la mamma per andare all’asilo piangevi sempre.

M: Lo fanno in tanti.

MYS: Ma tu avevi bisogno che una bambina ti venisse ad ccompagnare...ed avevi sempre una salvietta tipo Linus.

M: ...

MYS: Colpito?

M: Ma come cacchio...non lo sa nessuno. O sei mia mamma oppure hai ragione.

MYS: Ti diro’ di piu’. Quando avevi sette anni eri al campeggio, e...

M: Oooocchei hai ragione!!! Mi fido! Ora basta sputtanarmi pubblicamente...Piuttosto dimmi, cosa vuoi?

MYS: Vedi, chi va all’estero e tiene un blog come te, quando raggiunge il primo anniversario parla con se stesso per tirare le somme e/o scrive un post sulla sua esperienza.

M: Capisco...Quindi tu sei me esattamente un anno fa.

MYS: Proprio cosi’. Per te oggi e’ il 13 maggio 2010, un anno esatto dal tuo arrivo ad Edimburgo; per me invece e’ lo stesso giorno ma del 2009, il tempo per me si e’ fermato prima di partire per la Scozia, proprio stasera ho anzi l’aereo che tu presi un anno fa esatto. Ma dimmi di te ora, ti trovo benino...ma...sbaglio o hai piu’ chili e meno capelli?

M: Non ti consiglio di fare lo spiritoso, tra un anno esatto sarai qui nei miei panni.

MYS: Beh, l’aereo ce l’ho stasera, posso ancora cambiare idea. E’ anche per questo che voglio sentirti, come e’ andato il primo anno di permanenza all’estero?

M: Guarda, e’ stato un po’...beh, diciamo intenso, un anno che mi ha cambiato penso, anche se non ho raggiunto molto di quello che mi ero prefisso; ed anche se non so bene cosa fosse, speravo di trovarlo strada facendo. Sara’ per l’anniversario, ma ora sto mettendo un po’ insieme tutte le facce incontrate e le esperienze vissute. In altre parole: tirare le somme. Anche se non so da dove iniziare.

MYS: Inizia...dall’inizio. Come te la sei cavata?

M: Piu’ che egregiamente direi. Se ci ripenso mi sembra impossibile essermi catapultato in una citta’ nuova, senza nessuno che conoscessi, con solo una valigia ed un ostello prenotato per tre notti. Una vita da costruirmi poco a poco. Quanto era emozionante! La prima notte passata nel letto a castello in una stanza affollata di questo ostello...beh, non chiusi occhio. Il giorno dopo un bel sole illumino’ la prima mattinata edimburghese, presi qualcosa da mangiare in un negozietto indiano sul Royal Mile e feci la prima colazione sulle gradinate del Castello. Finita quella, internet point e via con la ricerca della casa.

MYS: Trovata?

M: Si’, e’ stato frenetico. I primissimi giorni giravo come una trottola a vedere case, non ero fermo un attimo. Avevo un mal di testa incredibile, vuoi il clima o lo stress. Alla fine dei tre giorni stavo cosi’ male che quando mi dissero che dovevo sloggiare perche’ l’ostello era tutto pieno andai in un albergo, il pomeriggio dopo mi chiamano dalla reception perche’ ero distrutto a letto ma dovevo liberare la camera, ma il giorno stesso trovai una stanza. La mia prima casa lontano da Casa!

MYS: E come era?

M: Bellissima, in condivisione con una giovane coppia neozelandese, che abitava a piano di sopra, ed al loro gatto. Che ricordi! I primi tempi passarono nel totale fancazzismo, in giro per la citta’ camminavo per ore, di sera uscivo anche da solo, per quanto soli si possa essere in un pub scozzese.

MYS: Ed i primi amici?

M: Alla scuola di inglese. Si creo’ un bellissimo gruppo, studiavamo durante la settimana, si usciva dopo le lezioni, il venerdi’ ci si ubriacava con i professori. Quante serate con gli spagnoli! E quante notti nell’appartamento spagnolo: giocavamo a carte e facevamo discorsi poco seri, tiravamo mattina bevendo coca e rum e mojito. Peccato averle perse quasi tutte quelle persone, ognuno ha poi seguito la propria strada. Ma i bei ricordi rimangono.

MYS: Te la sei goduta insomma. Ma poi i soldi saranno finiti e con loro la spensieratezza dei primi tempi. E poi?

M: Ricerca del lavoro: le mille application mandate per un lavoro nel mio campo, fino alla rassegnazione ed all’inizio dei casual jobs. Tante ore per una miseria, i giorni di sconforto quando i turni non arrivavano: che vita!

MYS: Perche’, ora che fai di bello?

M: Nulla di particolare, lavoro in un ristorante.

MYS: Ancora? Dopo un anno?

M: Gia’, e’ cosi’. Ma come ben sai – dovresti conoscermi bene – per inseguire cio’ che voglio o semplicemente vivere dove voglio si fa questo ed altro. Tuttavia un anno e non trovare altro e’ davvero preoccupante, ti do ragione. Piu’ che lamentarmi tuttavia mi rende ancora orgoglioso il fatto che sto seguendo il mio percorso, quello che ho scelto io, tutto da solo e senza nulla chiedere a nessuno. Sai, ovunque ho sempre incontrato persone che mi dicevano che secondo loro per star bene ed essere felici dove si vuole sarebbero disposte a qualunque sacrificio facendo ogni lavoro. La differenza era che in Italia a dirmi questo erano avvocati/ingegneri/dottori, qua invece a dirmelo sono tutti i laureati che ho trovato a fare i lavori piu’ umili.

MYS: Quindi...sei felice?

M: Beh, ho sempre avuto le idee poco chiare sulla felicita’, non lo ero quando ne avevo tutti i motivi. Anzi, ricordamelo proprio tu: perche’ te ne vuoi partire? Cosa provi ora che sei sulla soglia del grande cambiamento?

MYS: Che dire, al momento me la sto facendo sotto per quello che ho davanti. E nell’ultimo anno non ho fatto altro che lamentarmi e voler partire. Chi se l’aspettava che il desiderio aveva questa forza? Parto alla ricerca di me stesso, diciamo cosi’. Un po’ fa male perche’ non ho nulla di che lamentarmi, ma voglio solo vivere la mia vita e vedere cose nuove. Ne hai trovate?

M: A livello di sensazioni si, ma a livello di sentimenti e persone importanti e’ stato un mezzo buco nell’acqua. Le persone dell’inizio si sono rivelate di passaggio. Gli “amici” che ho conosciuto poi, mai troppo stretti, avevano comunque una vita loro. E’ bastato un lavoro che mi occupasse gran parte del week end per perderli. Insomma, mi sento ancora solo, ma era questo che cercavo. Piu’ o meno.

MYS: Cioe’, hai risolto i tuoi problemi e sconfitto i tuoi fantasmi? Ti sei chiarito le idee? Hai trovato la chiave?

M: Quante domande! Di idee su di me ne ho sempre poche, e ben confuse! Tuttavia, ho imparato a conoscermi meglio, quando si toglie la rete di salvataggio da sotto i piedi e sai di contare solo su di te, impari a vederti in situazioni differenti. Forse ho capito di piu’ non chi sono, ma cosa non sono. Lo capirai presto.

MYS: Altra cosa: voglio conoscere tanta gente, aprirmi la mente...

M: Questo si. Anche se le amicizie sono fugaci, ognuno lascia un po’ si se’ dentro chi lo sa cogliere.

MYS: Bello! Ma allora, mi consigli di prenderlo questo aereo?

M: Non dubitarne nemmenom un attimo, e’ quello che devi fare, rimpiangeresti il contrario.

MYS: Quindi hai ancora tanto da scrivere.

M: Ho a mala pena finito l’introduzione. E’ questo lo stimolante, ho ancora tanto da raggiungere e da scoprire. C’e’ chi dice che prima di un anno all’estero si e’ ancora turisti. Diciamo che in questi dodici mesi ho seminato tantissimo, ora voglio raccogliere. Ad esempio con gli scozzesi e’ davvero difficile legare, ma ho raggiunto la conclusione che per ora la cosa migliore che potessi fare e’ mostrarmi disponibile e rispettare. Ora aspetto che questi semi germoglino in qualcosa per cui valga la pena restare. Stesso discorso per il lavoro. Se non dovessi raccogliere, non voglio fossilizzarmi. Si rifa la valigia e si riparte. Il viaggio che ho intrapreso potrebbe non avere una meta ben definita; l’unica nazione e’ il Mondo.

MYS: Cavolo, se ci penso che sei li’ gia’ da un anno! Una mia paura e’ di annoiarmi di quello che trovero’ una volta finite le novita’. Ammettilo, Edimburgo dopo un anno non ha piu’ lo stesso fascino...

M: Piu’ che altro il fascino non e’ solo della citta’, ma quello dell’esperienza: la liberta’ di una storia che tu, e solo tu, puoi e sai scrivere. Anche quando pensi al passato, lo farai con altra prospettiva. In uno dei momenti di crisi che ho avuto (ce ne saranno, alcuni dureranno giorni, altri anche solo una manciata di minuti, come la pioggia che qui interrompe giornate di sole), vedevo tutto nero. Perche’ ero qui? Che sto facendo? Poi mi capito’ una serata favolosa, conobbi tanta gente nuova e mi sentivo sereno. Sulla via del ritorno, camminavo per i Princess Street Gardens con un amico irlandese. Era inverno e si gelava, e questo amico ad un certo punto mi ferma e mi fa osservare il castello di Edimburgo, visto dal basso della New Town. Era inverno, e le decorazioni mettevano in rilievo il castello e la Royal Mile, bianca per la neve caduta. Mi dice: “Guarda che spettacolo, talvolta ci si dimentica in che citta’ favolosa viviamo”. Ecco, anche dopo un anno la sensazione che provo e’ questa: una serata ti puo’ regalare, inaspettatamente, qualosa di nuovo, che siano persone, serate o emozioni. Ed anche il castello, sempre li’, tanto che qualche volta quando sei di fretta ti dimentichi di alzare la testa per guardarlo, a volte ti sorprende proprio.

MYS: Cavolo, mi sembra che nonostante le fragilita’ di questa vita, tu voglia tenere duro.

M: Sai, il simbolo della Scozia e’ il Cardo, un bellissimo fiore viola. E sai perche’? Il Cardo sembra cosi’ fragile, invece in Scozia cresce dappertutto. Nelle citta’, nelle campagne, persino nelle Highlands dove vento e pioggia e neve non sono proprio ottimali per i fiori. Sembra di non vederli piu’ in inverno, ma poi...rieccoli ogni primavera. Simboleggiano la forza degli Scots, capaci di adattarsi alle situazioni difficili e di superare gli ostacoli.

MYS: Wow, un fiore come simbolo di forza...

M: Gia’. Un fiore come simbolo di forza.

Picture: A thistle at the Holyrood Park. Edinburgh landscape on the background.

Song: Placebo - Every you, every me

2 maggio 2010

trip to the Highlands

Itinerario (3 giorni, 1000 km circa):

Giorno 1: Edimburgo – Stonehaven - Dunnottar Castle – Kildrummy Castle – Inverness

Giorno 2: Inverness - Loch Ness – Urquhart Castle – Eilean Donan Castle – Isola di Skye – Armadale Castle Gardens – Portree

Giorno 3: Portree – Fort Williams – Oban – Stirling – Edimburgo

Link: Visit Scotland

17 aprile 2010

somewhere in edinburgh

Mi sono innamorato di questa foto. Il suo autore e' un amico polacco che, a mio avviso, fotografa Edimburgo come pochi altri a livello amatoriale.



Alla domanda di dove l'avesse scattata, mi ha risposto con il titolo: "Somewhere. In Edinburgh".

Qui per vedere altre sue opere.


Picture: somewhere in edinburgh
Song: Noon - Satori

11 aprile 2010

il pesce imbottigliato

Suona il campanello in un tranquillo pomeriggio edimburghese, ed alla porta mi appare un ragazzo mai visto prima con valigie alle spalle.

Dico: “Hiya mate, can I help you?”

(Penso: “Chi e’ costui?”.)

Upstairs Neighbour: “Hi pal, I never met you before, I am your upstairs neighbour (UN)”.

Dico: “Nice to meet you”.

(Penso: “Questa sara’ bella”.)

UN: “I’m here to ask you a huge favour. Well, I am going home for the Easter holidays, I was wondering if you can take care of my fish while I’m away”.

Dico: “Well, I think I can”.

(Penso: “Non ho mai avuto animali, da piccolo ebbi tre pesci rossi, il piu’ longevo visse due settimane”.)

UN: “Cheers pal, it’s really just for few days, I’m going upstairs to take the bottle”.

Dico: “No problem, I’ll wait right here”.

(Penso: “Bottle? Ha ditto che va a prendere una bottiglia? Sara’ un modo scozzese per indicare una piccola vasca per i pesci?”.)

Passano cinque minuti, e riecco l’upstairs neighbour, con un’inquietante bottiglia contenente un minuscolo robo che si muove a fatica.

UN: “Here it is, it’s just a small fish in the bottle”.

Dico: “Ok cool; is it really living there?”.

(Penso: “Tutte a me capitano...”.)

UN: “Yes, but don’t worry, it’s just a small fish from Asia, used to live in here”

Dico: “What should I do, mate? Never had a fish before. Should I feed it and change the water?”.

UN: “Here’s some food, just feed it with a wee bit of food every day. Well, just feed it every two days. For the water, don’t worry, don’t need to change it”.

Dico: “Ok”.

(Penso: “Gia’ ha spazio a volonta’, non vorremo mica viziarlo con troppo cibo ed acqua pulita...che pretese!”.)

UN: “Cool dude, after Easter I’ll come to take it back”.

E fu cosi’ che Alekos si ritrovo’ con un pesce imbottigliato in casa. Messo sulla mensola di camera mia, sta povera bestiola mi fa una pena indescrivibile. Il pinnuto amico sta’ pressoche’ immobile tutto il tempo, talvolta lo trovo inquietantemente adagiato sul fondo della bottiglia.

Gia’ non mi capitano abbastanza stranezze. Il tavolo della cucina esplode da solo, ho una volpe (Alba) in giardino tutte le notti, ora ci mancava proprio un pesce agorafobico in una bottiglia di acqua schifosa, sprizzante felicita’ e gioia di vivere da tutte le branchie.

Povera bestia! I primi giorni ho seguito le indicazioni dell’upstairs neighbour, ma dopo una settimana non ho resistito. Ora gli do da mangiare tutti i giorni, e gli cambio l’acqua un paio di volte alla settimana, anche se le manovre nel lavandino mettono a serio repentaglio la sua incolumita’.

L’acqua, che dopo tre giorni in media diventa marrone, ora almeno e’ pulita, ed il pinnuto compagno di stanza mi ringrazia facendosi dei bei giretti negli 8 centimetri di diametro della sua spaziosa dimora, solo come un pesce imbottigliato.

Ora sto pensando a qualcosa di drastico. Voglio regalargli i giorni piu’ belli della sua vita riempendo la vasca da bagno rendendola un mega acquario. E se proprio mi girano, ci metto dentro qualche bella pesciolina modello teenager scozzese al venerdi’ sera, vale a dire ubriaca, svestita, e che gli sbatte la pinna sotto il naso.

E poi vediamo se vorra’ tornare dal quel delinquente dell’Uspstairs Neighbour!

5 aprile 2010

31 marzo 2010

Parliamo scozzese - LEZ. 2

Dopo il successo della prima lezione, eccoci tornati a...Parliamo Scozzese!, il corso on line che vi permettera’ di socializzare con gli abitanti del paese famoso per il kilt, le cornamuse, il mostro di LochNess, i laghetti di montagna, i castelli in cima alle colline, Braveheart, il golf, il whiskey e le Real Ales, le Highlands, le mucche pelose delle highlands, i moscherini carnivori delle highlands, la pecora clonata, l’haggis, il cioccolato fritto, le pecore nei verdi campi, la pioggia, la rivalita’ tra Celtic e Rangers...insomma, la Scozia!
Dopo l’infarinatura generale precedente vediamo di fare un passo avanti. Scrivero’ in neretto le parole scozzesi, in corsivo la traduzione inglese ed con i caratteri normali la traduzione italiana.
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PAROLE TIPICAMENTE SCOZZESI
Iniziamo con quelle parole tipiche di questa terra, le tipiche parole che vi fanno capire la provenienza degli Scots.

Wee = small, little = piccolo
Parola usatissima, sia per indicare piccole quantita’ che per rivolgersi affettuosamente a bambini o persone piccole di statura (keep goin, wee man! = avanti cosi’, piccoletto!)

Ta’ / Chears = Thank you / Welcome = grazie / prego
Fae / tae = from / to = da / a
Ad esempio, where you fae? (= where are you from?)
Mair / Maist = more / most = piu’ / il piu’
Kirk = church = chiesa
Loch = lake = lago
Auld = old = vecchio
Lad = boy = ragazzo
Lass / lassie = girl = ragazza
Bairn = baby = bambino piccolo
Quando un amico mi ha ditto che dovev andare a casa “to feed my wee bairn”, pensavo che dovesse dare da mangiare ad una razza di cane a me sconosciuta.
Fiver / tenner = banconota da cinque / dieci sterline
Ken = know = sapere
E’ questa una parola scozzesissima, che merit un capitolo a parte, un tranello che ha visto cadere generazioni di turisti. Tutti infatti, sentendolo per la prima volta, lo confondono con il verbo to can (= potere, saper fare) con conseguenze tragiche sul significato della conversazione.
Grazie a questo corso, potrete evitare il tranello, e quando parlerete con uno Scot e questo finira’ un discorso incomprensibile terminandolo con il tipico ye ken what ay min? (do you know what I mean? = capisci quel che voglio dire?), voi potrete lasciarlo a bocca aperta rispondendo con la menzogna I ken aye! (= of course I know! Certo che lo so!).
Usatissimo anche il dinnae ken (= I don’t know = non lo so).


LA “U” SCOZZESE
Alcune lettere in Scozia sembrano avere un suono tutto loro e diverso dall’inglese. La “U” ne e’ un esempio; per farvi capire il suo suono sono in difficolta’, ma se siete delle mie parti prendete ad esempio la u bergamasca o bresciana.
Le principali parole principali in cui troviamo la u scozzese, che indichero’ con il dittongo ou, sono:
toun = town = citta’
aroun = around = attorno
doun = down = giu’
nou = now = ora
guid = good = bene

Uno sciogli lingua recita: come with me doun around the toun (= come with me down around the town).


TAG QUESTION
Le difficili tag question sono delle strutture grammaticali della lingua inglese in cui un’affermazione viene trasformata in una domanda. Solitamente si usa il verbo della frase principale e lo si metto nella forma negativa.
Esempio: she likes apples, doesn’t she? She will eat that pie, won’t she?

La difficolta’ per chi studia l’inglese sta nel fatto che talvolta, soprattutto con i verbi modali, e’ facile fare confusione. Nello scozzese ho notato che questa regola viene bellamente scavalcata semplicemente aggiungendo semplici “preposizioni”, proprio come in italiano.
Esempio: she likes apple, eh? She will eat that pie, huh?

FRASI D’USO COMUNE
Usando quanto appena imparato, vediamo ora alcune delle applicazioni utili traducendo frasi nella vita di tutti i giorni. Le propongo nella solita forma italiano / inglese / scozzese.
1) Dammi cinque sterline, tu piccolo tirchio!
Give me five pounds, you little stingy boy!
Gie’s a fiver, you wee scrounger!
2) Vai in chiesa spesso, amico? Si, certo.
Do you often go to church, man? Yes, of course.
Ye gae tae kirk much, pal? Aye.
3) Cosa fai stasera? Non lo so.
What are you doing tonight? I don’t know.
Fit ye daein tonite? Dinnae ken.
4) Vado a farmi un giro in macchina in citta’, signore.
I am going driving around the town, sir.
A'm gaein cruising aroond toun, min.
5) Sei sempre ubriaco, vero?
You’re always drunk, don’t you?
You’re always steamin, huh?
6) Guarda la mia nuova ragazza, e’ uno spettacolo, vero?
Meet my new girl, she’s amazing, isn’t she?
Meet my lassie, she’s banter, eh?

Per questa lezione e’ tutto!

Vi lascio con questa simpatica biondina americana, che un giorno ebbe l’idea di girare un filmato sull’accento di Glasgow. Il primo signore intervistato non le ha dato una grande mano.

22 marzo 2010

follie calcistico-scozzesi

In questo vecchio post parlai di una storia ai limiti dell’assurdo, su come la passione per il calcio abbia segnato in negativo (?) la vita di un ragazzo scozzese. Alcuni si sono chiesti se la storia fosse vera, anche perche’ il protagonista era un amico di un amico. Tra parentesi, qualche settimana fa ho conosciuto di persona il protagonista della vicenda, un ragazzo assolutamente fulminato, parlando con il quale si puo’ capire che nella sua vita realta’ e follia si confondono al di la' di ogni logica.

In ogni modo, altri due episodi vissuti di recente mi hanno fatto capire di come il calcio (e le rivalita’ cittadine) sia sentito dagli abitanti di Edimburgo, nonostante un campionato di basso profilo tecnico.

Una doverosa premessa. Le due squadre di Edin sono:

the Heart of Midlothian, comunemente chiamati Hearts, il cui colore sociale e’ il maroon (granata) ed i cui tifosi sono chiamati Maroons o Jumbos;

Hibernian, biancoverde e’ il suo colore e Hibees o Hibs i suoi tifosi.

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1) Hibs funeral party

due settimane fa sono andato a vedere una partita di rugby amatoriale con Andy; in macchina, il buon Andy mi chiede se possiamo passare al pub a far visita al suo amico che ha appena perso la madre. Il funerale era in mattinata ma Andy non ci e’ potuto andare, per questo voleva passare al pub, dove la sua famiglia si trovava al termine della funzione.

Giunti in questo pub nella periferia edimburghese, mi colpisce il fatto di come il pub sia soprattutto luogo di aggregazione: tavolate intere con parenti a parlare della famiglia, con la rigorosa pinta in mano.

Una cosa cattura la mia attenzione: tutte le persone invitate al funerale avevano addosso qualcosa di verde. Chi un cappello, chi una giacca, soprattutto cravatte verdi. Chiedo il motivo ad un parente della defunta e la risposta mi lascia si stucco. La povera vecchina era infatti un’accanita tifosa Hibee, di quelle che fino alla fine non risparmiava battute e frecciate ai tifosi avversari e che non si perdeva una partita degli Hibernian. La sua ultima volonta’ e’ stata che...al suo funerale ognuno indossasse qualcosa di verde. Mi dicono anche che la bara era verde.

Sfortunatamente non ho conosciuto questa donna, ma me la immagino come una terribile vecchietta che dall’alto dei Cieli stava morendo dal ridere vedendo i tifosi di Hearts, Rangers e Celtic vestire qualcosa di verde in suo onore.

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2) Jumbo demolition job

Lo stadio dell’Hibernian si chiama Ester Road, prende il nome dalla maggiore strada nelle sue vicinanze. Onestamente, e’ uno degli impianti piu’ brutti che abbia mai visto (e sono stato anche allo Zini di Cremona). Anonimi spalti squadrati, quattro tribune in corrispondenza dei lati del rettangolo di gioco, senza unione in corrispondenza dei corners. Una volta ci ho lavorato, anche visto dall’interno l’Easter Road, che viene chiamato the Leith San Siro (presumo per ironia), e’ piuttosto...dodgy.

In ogni modo, la societa’ sta facendo dei lavori di ampliamento, per cui hanno dovuto demolire una delle sue tribune. A capo dei lavori di demolizione, alla guida della ruspa principale, troviamo Louise, ragazza 28enne...accanita tifosa Jumbo (ed abbonata alle partite degli Hearts, come da generazioni la sua famiglia), la quale, mentre demoliva l’odiato stadio, e’ stata sentita dal resto del cantiere cantare l’inno degli Hearts.

Ecco come Louise ha commentato il lavoro piu’ bello della sua vita: “Non vedevo l’ora di fare questo lavoro quando me l’hanno offerto, e’ stato emozionante! A casa ho avuto decine di amici e parenti che mi hanno chiesto di scattare foto delle rovine dello stadio!”.

Qui un link per leggere l’articolo in inglese.

Insomma, noi giovani italiani abbiamo avuto la fortuna di vedere l’Italia vincere i mondiali, cosa che capita una volta nella vita a chi e’ fortunato. Dopo questo, riuscite ad immaginare gioia piu’ forte di demolire lo stadio della squadra odiata cantando il vostro inno?

Related video: Italia vs Scozia