Dopo sette mesi di permanenza in terra scozzese, eccoci giunti al capitol in cui mi metto sulla cattedra e cerco di darvi qualche consiglio su come parlare un perfetto scozzese! Lingua strana lo scozzese, scicuramente piu’ dura e rude rispetto all’inglese studiato a scuola, ma sicuramente simpatico e...coinvolgente.
Pronti? Iniziamo dunque con qualche consiglio generale.
1- Parlate a velocita’ elevate. In mezzo ad una conversazione, immaginate di dover andare al piu’ presto in bagno a fare la pipi’, come se dovesse tagliarla corta con il vostro interlocutore.
2- Uso del fuck. Gli scozzesi ne abusano, in media dicono un fuck / fucking ogni cinque parole. Tale parola puo’ essere usata sia come esclamazione (What da fuck!) che come avverbio (Silentplease! Areyou still fucking talking?) che come aggettivo (I’m going to the fucking stadium).
3- L’uso prolungato del fuck ha come controindicazione il fatto che, quando la userete sistematicamente, sentirete il bisogno di qualcosa di piu’ volgare. Entreranno allora in vigore alcuni rafforzativi (come Get da fuck!, Fuckin Hell, Bloody fucking) di cui parlero’ nella prossima lezione.
4- Quando dovete rispondere SI’, mai dire YES. Qui in Scozia si dice Aye! Si pronuncia “ai”, e la a iniziale e’ piu’ lunga tanto piu’ il si’ e’ convinto (Did you do your homework? Aye!).
5- Se il vostro SI’ e’ veramente (ma veramente) convinto, potete unire le regole 2 e 4 rispondendo Fuck aye!
6- Quando fate un favore ed il vostro interlocutore vi ringrazia, mai dire You are welcome! Il vero scozzese risponde Nae bother! (leggi: ni’ boder), che corrisponde al nostro "Nessun disturbo".
7- Se invece il favour lo ricevete, non rispondete Thank you. Farete miglior figura rispondendo Cheers!
8- Ad inizio conversazione, dimenticate il How are you? Usate invece Hou fit doin’? o, se avete maggior confidenza, What’s the craic?
Alri modi per tradurre How are you?, usati spesso ma molto piu' rudi, sono: Hou ar ye? , Hou's aw wi ye? o meglio ancora Hou's it guan?
9- In ambiente internazionale, in cui fate molte conoscenze, il classico Where are you from? si trasforma in Where you fae?
10- Lo scozzese da’ pero’ il suo meglio nelle forme negative. No diventa Nea (leggi ni’), don't diventa dinnae (leggi dinne), can’t diventa cannae (leggi chenne) e did’t diventa didnae (leggi didni). Esempi: How are you today? Nae bad! I cannae come to the library tomorrow. Did you have dinner yesterday? No, I didnea.
Per ora e’ tutto, in attesa della seconda lezione, esercitate l’orecchio ascoltando la versione scozzese di Star Trek.
- Cambio la tris, metto i carroarmatini, ed attacco la Kamkacia dall’Alaska.
stupore e sgomento generale
- Sei uno stronzo!
- Vorrei i tre dadi rossi per l’attacco, grazie.
suspance
movimento di polso:6-3-1
- Mi difendero’ fino alla fine
movimento di polso:5-2
- Bene, un carroarmatino a testa.
- Ma che dici: 6 batte 5 e 3 batte 2! Via le tue due armate, prego.
- Il mio 2 e' in bilico, vorrei ritirare...
- Ma vaff...Ho vinto, il mio obiettivo era Distruggi le armate gialle, ma dato che nessuno le aveva (o che sono gia’ state eliminate da qualcun altro), con la Kamkacia ho 24 territori.
A partire da questo sabato, e per i prossimi tre sabati, ad Edimburgo c'e' in programma l'Autumn Test 2009 della nazionale scozzese di Rugby. Kick off alle ore 14:30.
Gare di assoluto prestigio: Scozia contro Fiji, Australia ed Argentina.
Se come me volete respirare l'aria del Murrayfield a prezzi popolari, contattatemi con i soliti mezzi di comunicazione (sms, mail, piccioni viggiatori...).
Biglietti a partire da 10 pounds, con sconti del 50% per studenti.
Io cerchero' di fare come a Dundee, dove mi spacciai per studente con la Carta Regionale dei Servizi.
Pur non essendoci alcun dubbio sul fatto che il sesso sia un'attività molto più piacevole che guardare le partite di calcio, niente pareggi 0-0, niente trappola del fuorigioco, niente arbitraggi scandalosi, niente spiacevoli risultati dagli altri campi, e sei al caldo, i sentimenti che genera il sesso non sono nulla in confronto a quelli di una vittoria di un campionato all'ultimo minuto che ti capita una sola volta nella vita.
Questa frase dello scrittore e tifoso dell'Arsenal Nick Hornby (che condivido alla grande) e' un bel riassunto della filosofia del suo libro Fever Pitch, arrivato in Italia col titolo Febbre a 90 (da cui l'omonimo film). Talvolta pero' la realta' supera ogni immaginzione, e ci dimostra come due passioni, il calcio e l'alcool, spesso possano precludere seriamente ogni altra passione, come la vita sentimentale appunto. La storia che vi sto per raccontare, assolutamente vera, ne e' un esempio.
Alaisdar e' un ragazzo scozzese di Aberdeen ma che vive a Glasgow, dove conduce una vita normale, tra ufficio, casa e pub. Le lunghe giornate passano tutte uguali, con gli intermezzi delle partite del suo Aberdeen (che segue ovunque) e delle gare della nazionale scozzese. Ad un certo punto nella vita di Alaisdar fa il suo ingresso la ragazza dei sogni, dalla tipica fisionomia scozzese: bionda, occhi chiari e seno abbondante. Ma soprattutto, nonostante il suo odio per il calcio, la bella scozzesina sembra accettare tutti i difetti e le passioni del suo amato.
La vita di Alaisdar con lei e' meravigliosa, sente che la sua vita e' meno vuota, indi per cui decide di mettere la testa a posto e di sposarla. Le preparazioni per il matrimonio proseguono benone, Alaisdar piace addirittura alla famiglia della compagna, nonostante il padre di lei sia protestante e quindi accanito tifoso dei Gers. Data delle nozze fissata, ma la nostra scozzesina ha qualche dubbio, convince quindi il nostro Alaisdar a seguirla in uno di quei ritiri pre-matrimoniali dove ti preparano ad affrontare la vita di coppia: un bel week end nelle Highlands all'insegna di romanticismo e consapevolezza della vita che verra'.
I due prenotano il viaggetto, ma pochi giorni dopo sorge un problema. In quel week end Alaisdar si ricorda infatti he c'e' in programma la partita Estonia - Scozia, gara di qualificazione ai mondiali di storica inutilita', in quanto le due squadre avevano da tempo abbandonato le speranze di qualificarsi alla fase finale dei mondiali. Alaisdar decide cosi' di fare il bravo promesso sposo, fino a quando gli amici del pub gli mettono pressione, convincendolo in fine a seguirli nella grande trasferta estone.
"Scusa Amore, lo so che avevamo gia' prenotato il tutto, ma in quel periodo il mio capo mi ha obbligato ad andare a Londra per una serie di congressi. Mi spiace tanto ma e' una grande opportunita' per la mi carriera. Cazzo, c'era anche la partita della Scozia che dovro' perdermi". "Non preoccuparti mio Alaisdar, se lo fai per il tuo (nostro) futuro ti capisco". Questa, piu' o meno, la scusa del nostro eroe alla sua amata.
Altro problema. Alaisdar ha il terrore dell'aereo, quindi in volo per l'Estonia decide di ammazzare l'ansia con del sano alcool. La comitiva di tifosi arriva a Tallin, giusto una puntata al pub del centro e poi via diretti allo stadio! Sceso dal pulman, sfiga vuole che la primissima cosa che il ragazzo scozzese si trova davanti e' la telecamera della BBC Scotland. Risultato: le immagini di Alaisdar, in kilt e a torso nudo nonostante il freddo glaciale (ed in condizioni pietose), vengono catapultate per tutto l'etere scozzese.
Nessuna parola al mondo descriverebbe la faccia della futura sposa di Alaisdar, che al pub con le sue amiche vede alla tele il suo ragazzo urlare qualcosa di incomprensibile all'intervistatore.
Parte la telefonata: "Allora tesoro, come va a Londra?". "Tutto bene grazie - riesce a sbiascicare uno spaesato Alaisdar - scusa per il casino ma sono in centro citta'. Ti chiamo domani, ok?".
La partita finisce, gli amici scozzesi ritornano a Glasgow con Alaisdar ancora una volta ubriaco. Terminati i controlli, il nostro eroe si ritrova in sala d'aspetto quando si vede davanti a se la sua fidanzata. Alaisdar non capisce bene cosa stia succedendo, ma con a fianco i suoi amici con la maglietta della Scozia, sara' difficile spiegare che e' appena tornato da Londra.
Ma le parole non servono. La sua fidanzata si toglie l'anello di fidanzamento e lo scaglia addosso al suo (ormai ex) sposo, provocandogli un profondo taglio all'arcata sopraciliare. Sara' quella l'ultima volta che i due si videro.
Leggenda vuole che anni dopo la nostra protagonista si sia maritata con un ragazzo che odia lo sport, mentre il nostro Alaisdar rimane solo, con ancora una visibile cicatrice ed una storia che racconta con orgoglio a tutti gli sconosciuti nei peggiori pub di tutta la Scozia.
Clip 1: Febbre a 90 - la scena del gol
Clip 2: Febbre a 90 - il calcio significa troppo per me
Ieri sono stato ad Aberdeen per un'intervista di lavoro, ed alla fine (era il secondo colloquio) mi hanno fatto la proposta.
Aberdeen e' una di quelle citta' che mi mettono tristezza. La chiamano la silver city in quanto edifici e monumenti sono costruiti con un particolare granito contenente cristalli che, quando illuminati dal sole, luccicano creando uno splendido effetto.
Ad Aberdeen ci sono stato due volte, una a Luglio e l'altra appunto ieri, ed in entrambe le occasioni diluviava. L'effetto luccicante rimane nel mio immaginario: grigi gli edifici, grigio il cielo. Risulta chiaro che silver city e' soltanto un eufemismo: gray city, l'avrei chiamata io.
Dopo il colloqio sono andato a farmi un giro in centro, per sondare cio' che provavo in vista di un possibile trasferimento. Tanta gente che ti urta con gli ombrelli, via principale anonima, con centri commerciali e negozi al posto di edifici storici. Se mi traferissi li', non vedrei l'ora di andarmene, ne sono certo, o verosimilmente ci vivrei lamentandomi di tutto, sindromandomi.
Se il lavoro fosse stato ad Edimburgo, l'avrei accettato al volo.
Puo' davvero essere una citta' in cui vivo da sei mesi scarsi essere la discriminante di una scelta cosi' importante? Dopo tutto qui non ho legami sentimentali, non ho un lavoro degno di chiamarsi tale ed i veri (o presunti tali) amici si contano sulle dita di una mano.
Il viaggio in treno (3 ore circa) di ritorno mi immerge in questi ed altri ragionamenti, fino all'arrivo alla stazione di Edin, dove mi accoglie l'incredibile caldo clima di questo autunno.
Fuori dalla stazione c'e' il solito barbone che saluto sempre, con i capelli rasta attorcigliati in modo da formare un unico (orrendo) dreadlock.
Salgo sul bus e vedo una conoscente con valigie pronta a trasferirsi; mi racconta dei suoi problemi con il contratto, ma ha trovato un nuovo appartamento nella mia area.
Cambio bus ed incontro la signora non vedente che una volta incontrai per caso, quando mi chiese di aiutarla ad accompagnarla al Tesco. In quell'occasione, dopo 10 minuti la vidi ancora li' al Tesco ferma all'ingresso, mentre quegli imbecilli dei cassieri erano presi dalle lunghe code senza accorgersi di lei; allora rientrai al Tesco e la aiutai a fare la spesa. Quando la rivedo sul bus stavolta, mi avvicino per salutarla, ma la piu' bella sensazione me la da' il suo cane guida, che la prima volta era diffidente quando lo accarezzavo, mentre stavolta e' venuto da me leccandomi la mano, come per dirmi: "Ti riconosco!".
Scendo dal secondo bus ed entro nel supermercatino sotto casa. Alla cassa c'e' Niki, il logorroico cassiere scozzese che attacca bottone con tutti come se li conoscesse da una vita. Gli passo i miei prodotti, lui batte qualcosa sulla cassa e poi mi dice la solita battuta: "Computer says NO", imitando un classico sketch del programma televisivo Little Britain. La prima volta risi, ora saremo alla centesima e l'effetto delle battute ripetute fino alla nausea si fa sentire.
Piccoli incontri che mi fanno sempre piu' sentire parte di questa citta', o quantomeno che rendono meno estranei alcuni dei suoi personaggi.
Nulla in confronto a vecchi amici incontrati nella camminata della tua citta' natale, nulla in confronto ai signori anziani amici di tuo nonno che puoi incontrare nel bar italiano giocando a briscola e parlando il tuo dialetto, ma questo rimane il meglio che finora mi sono saputo ritagliare. Questo rimane quello che per ora distingue Edimburgo da Aberdeen.
Nessun dubbio: mai cambierei quello che Edimburgo puo' diventare con quello che Aberdeen mai sara'. Edimburgo e' la citta' che ho scelto io, Aberdeen sarebbe una citta' che ha scelto me.
Mi fidavo di te, caro vecchio Milan, ed ecco perche' ho deciso di vedere la partita contro il grande Real Madrid nel pub the Globe, ritrovo spagnolo qui ad Edimburgo.
Mi fidavo di te, caro vecchio Milan, ed ecco perche' nella tana spagnola ci sono andato con la tua maglia, sicuro di essere l'unica macchia di colore in mezzo alle camicie bianche madridiste.
Mi fidavo di te, caro vecchio Milan, anche perche' la partita appena finita aveva cosi' tante somiglianza con la mia situazione attuale. E come scrissi in un post agli esordi del mio blog, amo il calcio perche' e' una eterna similitudine con la vita.
C'e' Dida, che ripropone le sue vecchie papere ancor oggi, il quale mi ricorda che i miei problemi passati si sono riproposti pesantemente nel presente. Ma tu, vecchio Milan, sei stato piu' forte.
C'e' Kaka', che vederlo con un altra maglia fa male, cosi' come quando volgo lo sguardo alla mia vita in Italia ed a cio' che non c'e' piu', qualcosa, ammetto, fa molto male.
C'e' Andreino da Brescia, che sembra accarezzare il pallone come io accarezzo i sentimenti, ma che quando la situazione si fa pesante mette via il fioretto e tira fuori la sciabola, ricordandomi che i coglioni ce li ho, e che quando e' giusto vanno tirati fuori.
C'e' Pippo Inzaghi, che e' il calciatore piu' scarso del mondo a detta di molti, ma che quando segna hai solo voglia di corrergli incontro e stringerlo forte, cosi' come io qui sto correndo incontro a tutto quello che capita sulla mia strada. E non importa se e' vecchio e che e' da dieci anni che lo inneggio. Come scrissi di recente, le cose che mi danno gioia sono sempre le stesse.
C'e' un ragazzino venuto dal Brasile con tante stelline, che quando segna fa il simbolo del cuore, che tanto ricorda il mio cuore di Edimburgo.
E poi ci sei tu, caro vecchio Milan, che hai trovato la forza di chiudere un capitolo felice della tua gloriosa storia e con pochi soldi e tante incertezze ti rilanci verso il futuro e le mille sorprese che questo ti risevera'.
Ci sei tu, caro vecchio Milan, e per questo non me ne frega niente che tutti mi daranno del pirla, ma anzi grido che questo post lo scrissi prima della partita.
Mi fidavo di te, caro vecchio Milan...e sempre mi fidero'...
Tempo di festa in villar Alekos, per un party perfetto, che molti ricorderanno a lungo. Che qualcosa di strano fosse nell'aria era facile intuirlo: ho mandato infatti messaggi aperti a tutti i miei conoscenti, invitandoli a portare altri amici.
Poco prima del party saliva l'agitazione: non avevo proprio idea di quante persone sarebbero venute.
Ad un certo punto la mia padrona di casa, ribattezzata signorina Rottermaier, si e' messa a fare la conta: 32 persone in salotto. Tenendo presente che la cucina era sempre affollata (bacco), cosi' come il giardinetto (tabacco), non sbaglio quando affermo che si sono toccate punte di 50 persone in casa.
Dopo un inizio scialbo la festa decolla, fino a quando non si e' seguita piu' una logica. Verso le 2 altra gente continuava ad arrivare, io conoscevo si e no la meta' delle persone presenti, cose strane si vedevano a destra ed a manca.
E come sempre, mi guardo attorno.
C'e' la tipica coppietta Erasmus, con lui che e' venuto a trovare lei, e sprizzano gioia da tutti i pori.
C'e' il gruppo di ragazze spagnole, sempre allegre ed alticce, che sembrano saltate fuori da un cartone animato. Una di esse continua a correre nel corridoio, dicendomi che e' il suo sogno vivere in una casa cosi' grande.
Ci sono i ragazzi spagnoli, che continuano a ridere, soprattutto gli andalusi. Con loro ci si trova bene, ma alla lunga snoiano: troppe risate, unite a poca maturita', alla fine sanno di falsita'.
C'e' il foltissimo gruppo di inglesi, a prima vista impacciati ma che alla fine sono sempre tra i migliori, seppur visibilmente diversi dalla parte "latina" della festa. Bevono come pochi, le loro conversazioni sono molto diverse dalle altre, ma grazie a loro si puo' parlare inglese in un paese anglofono.
C'e' anche, e mai manca, qualche irlandese. I rappresentanti di un paese che in cosi' tanti affascina erano una ragazza del Donegal ed un ragazzo di Galway.
C'e' anche una ragazza spagnola che prima della festa vidi una volta sola: in quell'occasione nel parlare mi disse che era celiaca. Allora io me ne ricordai, e mentre a tutti offrivo da mangiare un piatto di pasta, solo per lei ho preparato un piatto di pasta senza glutine. Ha passato meta' della serata a ringraziarmi, dicendo che e' per questo che adora gli italiani: a quanto pare sappiamo ascoltare e rispettare.
In mezzo a tutte le facce di passaggio c'e' pero' anche quella di un carissimo amico, uno con cui ho condiviso qualcosa di importante. E' l'Ing. Beppe, con il quale ho passato gli anni dell'universita' e le (poche) notti a studiare e le (molte) notti a cazzeggiare.
Insieme a lui e' venuta ospite da me anche la sua ragazza, che vorrei ancora ringraziare per le prelibatezze che ci ha cucinato.
Ma c'e' anche chi soffre o che comunque poco si diverte.
C'e' chi ci prova con tutte le ragazze, pur avendo nel paese di origine una fidanzata. Tristezza infinita.
C'e' poi, riconoscibilissimo, il servo della gleba, che regala i suoi piu' puri sentimenti ad una ragazza il piu' delle volte sbagliata. Mai si azzarderebbe a toccarla per mischiarsi a tutti i ragazzi comuni, i suoi amici gli dicono che sara' solo sofferenza ma lui non cambia: lo sa bene che stara' male ma deve sbatterci la testa da solo.
Ci sono poi io, che scompaio e riappaio per poi addormentarmi sul divano tra qualche cadavere. Ed insonne realizzo il pieno fallimento dei miei propositi di cambiare atteggiamento qui ad Edimburgo. Vedo tutto nello stesso modo e cio' che provo non e' cambiato di una virgola.
E come di recente mi ha ricordato una persona alla quale sono legato da una stima mai confessata...you can run but you can't hide.
- Significa avere coraggio, avere dignità. Significa credere nell'umanità. Significa amare senza permettere a un amore di diventare un'àncora. Significa lottare. E vincere. Guarda, più o meno quel che dice Kypling in quella poesia intitolata Se.?xml:namespace>
se vi sentite baciati sulla fronte da qualche dio, se vi siete accorti che esiste una condizine umana ed una possibilità di realismo inquieto nel viverla, se sapete leggere quello che i giornali non scrivono, se non vi intendete come me di musica ma non per questo ascoltate i critici, ma anche se non avete mai pensato niente di tutto ciò perchè il vostro QI non arriva a 70...fatevi coraggio, il mondo è vostro, la situazione è eccellente, Alekos è con voi
disclaimer
Ladies and gentlemen, welcome to the disclaimer.
This American apple pie institution (known as parental discretion) will cleanse any sense of innuendo or sarcasm from the posts that might actually make you think, and will also insult your intelligence at the same time.
So, protect your family. This blog contains explicit depictions of things which are real. These real things are commonly known as life. So, if it sounds sarcastic, don't take it seriously. If it sounds dangerous, do not try this at home or at all. And if it offends you, just don't read it.