1 febbraio 2012

angry Scottish rabbit

Se vi piace l’outdoor e state programmando una gita in Scozia, vi segnalo una bellissima legge chiamata Freedom to Roam (ufficialmente Land Reform Act 2003), secondo la quale avete diritto a fare attivita’ ricreative in ogni foresta o territorio, sia pubblico che privato. Ovviamente, c’e’ un codice di regole civili da rispettare (Scottish Outdoor Access Code). Quindi, se qualche contadino locale si rivolge a voi particolarmente arrabbiato perche’ siete nel suo terreno (e magari approfittando che siete straniero), potete citare il Freedom to Roam.

Sul rispetto dell’ambiente, tuttavia, non si sgarra.

Girovagando per le foreste scozzesi vi potra’ infatti succedere di incappare in un simpaticissimo coniglietto, a cui la protezione dell’ambiente sta molto a cuore. Il peloso animaletto si arrabbia molto se danneggiate gli alberi per accendere un fuoco. Se vi nota, infatti, il simpatico quanto ambiguo coniglietto ha sempre a portata di mano un simpaticissimo bastoncino, pronto per infilarvelo proprio li’...dove non vi batte il sole.


Link: Don't Mess with Nature

8 gennaio 2012

Hogmanay 2012

30 dicembre: Torchlight Procession
31 dicembre: New Year's Eve
1 gennaio: the Loony Dook
2 gennaio: Hibernian - Hearts 1-3



Song: Auld Lang Syne
Link: the Loony Dook

4 novembre 2011

l'e-mail del venerdi' pomeriggio in ufficio

Tv e giornali in UK stanno trasmettendo sempre piu' spesso notizie sulla situazione politica italiana. Ormai anche in ufficio devo combattere contro l'idea di grande barzelletta che ci hanno affibbiato.
Capita poi che, nel clima euforico da ufficio al venerdi' pomeriggio, il Capo ti mandi questa mail.




3 agosto 2011

22 luglio 2011

working in the Highlands

A grande richiesta dei miei lettori, eccovi le foto scattate da me durante i miei girovagare per le Highlands tra inverno 2010 e primavera 2011.

Mi considero molto fortunato nel poter lavorare all’aria aperta, soprattutto perche’ i luoghi che visitiamo sono assolutamente incontaminati in quanto aree private, ben lungi dale rotte turistiche.

Gli animali che posso vedere sono assolutamente incredibili: cervi, gatti selvatici, grouse, salmoni nei laghi, per non parlare di pecore e mucche delle Highlands (quelle con la frangia lunga che le copre gli occhi).

Ad essere del tutto onesto, piu’ di una volta mi lamentavo nell’essere in giro. Camminare per chilometri con pesanti zaini, sotto ogni tempo atmosferico, con freddo e fango sempre addosso, spesso mi facevano mancare la scrivania in ufficio. Capita poi pero’ che, una volta a casa, mi riguardo le foto e rimango stupefatto, quasi non mi sembra vero di essere davvero stato in certi territori.

Ma ora bando alle ciancie, eccovi le foto. E la prossima volta che sarete in coda su una grigia tangenziale, o affollati in una puzzolente metropolitana, pensate un po’ anche a me, che ho la sfortuna di lavorare in questi paesaggi (e mandatemi le vostre maledizioni)!!!

Enjoy!






Slideshow: working in the Highlands

29 giugno 2011

due anni in Scozia

Fa quasi paura dirlo. A volte lo dico sottovoce per non ammetterlo, perche' mi sembra strano, perche' era difficile pronosticarlo all'inizio dell'avventura. La verita', comunque, e' che sono in Scozia da oramai due anni.

Emozioni contrastanti nel giorno del mio secondo anniversario oltremanica, tipico giorno in cui si tirano bilanci, ci si guarda indietro per vedere cosa e' cambiato nell'ultimo anno, e si guarda al prossimo anno, con la classica lista (classicamente mai scritta sul serio) di dove si vuole essere al prossimo anniversario.

Cosa e' successo nel mio secondo anno scozzese? Tanto, veramente tanto. Quello che in molti dicono, si e' realizzato: il primo anno e' stato veramente il periodo della semina, ed il secondo quello del raccolto.

Innanzitutto ho trovato un bel lavoro. Ad essere onesto, dopo tutti quei mesi passati in cucine e sale di ristoranti, qualcosa iniziava a traballare. La sensazione di non fare nulla di positivo per me, tornare a casa troppo stanco per inviare CV e cercare un altro lavoro, le interminabili notti a pulire cucine e lensazione di essere stuck, che nulla cambi, nulla all'orizzonte. E sempre con l'acqua alla gola a livello di soldi: gia', perche' anche lavorando piu' di 40 ore a settimana, percependo peco piu' del national minimum wage davvero non si riesce a mettere via nulla.

Ho pensato seriamente di trasferirmi, giusto per smuovere le acque e giocarmi altre carte, ma alla fine sono sempre rimasto nella mia Edimburgo.

E poi...ecco un lavoro! Dopo una lunga serie di colloqui, finlmente si firma il primo contratto. Un lavoro per cui ho studiato, in cui ho lavorato in passato e in un settore che volevo fortemente: quello delle energie rinnovabili.
Il lavoro si e' rivelato bellissimo, mi da modo di viaggiare tantissimo nelle Highlands, e lavorare all'aria aperta per boschi, laghi e foreste incontaminate fa davvero la differenza.

E poi...una ragazza. Una ragazza splendida, venuta da lontano, che mi ha fatto riscoprire la gioia di avere qualcuno di importante lontano dalle persone a me importanti.

La cosa piu' negativa e' stata lasciare Edimburgo. Il lavoro si trova a Perth, e non avendo un mezzo di trasporto ho dovuto trasferirmi. Tuttavia, il rapporto con questa nuova citta' non e' mai decollato (ma forse non le ho mai veramente dato la possibilita' di decollare). Perth e' molto bella, per carita', parchi e piacevoli passeggiate in centro e sul lungo fiume non mancano, ma bella solo da visitare. Da viverci...noiosissima.

Non che sia piccolissima, ma e' morta. La tipica citta' dove si viene a vivere quando si mette su famiglia. Poche attivita' culturali, vita notturna caratterizzata da old men pubs o da ammiccanti night clubs dove la gioventu' locale si ammazza d'alcool.

Beh, questi pochi paragrafi descrivono in modo molto succinto un secondo anno che in realta' e' stato molto emozionante.

Ed il terzo anno...non si preannuncia da meno!

Gia', perche' la ragazza splendida e venuta da lontano mi ha spezzato il cuore, spingendomi a svoltare pagina, perche' Perth e' davvero la citta' meno adatta per me, perche' mi sono comprato una macchina, perche' Edimburgo e' davvero la citta' piu' adatta per me e ci torno a vivere...presto.

Anzi, prestissimo.

Picture: sunset in the Highlands (at the end of a workday)

Song:
Junior Tshaka - des humains

23 marzo 2011

Edinburgh and beyond

Quasi dieci mesi sono ormai passati dal mio ultimo post su questo blog.

Tanti avvenimenti che mi hanno tenuto impegnato sono accaduti dallo scorso maggio 2010 (ritorni a casa in Italia, un nuovo lavoro, nuove conoscenze, l’addio a Edimburgo), che tuttavia non possono giustificare un tanto lungo silenzio.

Onestamente, non sapevo che direzione fare prendere al mio blog. Durante il primo anno in Scozia mi sono divertito a raccontare le novita’ nella mia vita e le mie avventure nella citta’ in cui mi trasferii, una volta finite quelle non sapevo davvero cosa scrivere. L’alternativa era quella di intraprendere una narrativa piu’ personale in contrapposizione con i miei primi propositi. Con mia grande sorpresa, non me la sono sentita di denudarmi piu’ di troppo e non ho rotto quella corazza che mi tratteneva dal postare i miei sentimenti piu’ intimi. Finite le storie pseudo divertenti dei miei primi mesi scozzesi, cosi’ come i racconti della mia Edimburgo, sono sprofondato in un lungo letargo.

Ed allora, perche’ tornare a scrivere? Bella domanda. Sicuramente il motivo principale e’ l’affetto per questo blog e per tutto quello che mi ha dato. Mi ha fatto conoscere persone, mi ha fatto sfogare, ridere ed incavolare, ma soprattutto ha fatto sedimentare parecchie emozioni che scritte e rilette e commentate appaiono sotto una luce diversa. Gia’, non volevo che questo blog si spegnesse come tanti altri senza neanche un post di commiato. In piu’, qualche mail di persone che mi chiedevano che fine avessi fatto mi ha fatto tornare la voglia di dare un signale.

La mia avventura in Scozia, signori, continua, e The Heart of Alekos non e’ finito.

Scrivo Scozia e non Edimburgo perche’, purtroppo, Edimburgo non e’ piu’ la mia residenza.

Ora vivo a Perth, capologuo del Perthshire, contea centrale della Scozia incastonata tra l’industrializzata Central Belt (la striscia tra Edinburgh e Glasgow) a sud e le selvaggie Highlands a nord. Una volta capitale della Scozia, Perth ha un bel centro storico, grandi parchi, eleganti ponti sul fiume Tay, ed una campagna mozzafiato tutt’intorno. Tuttavia, non e’ e non sara’ mai la mia citta’. Tutto chiuso dopo le 17.30, poche amicizie, poco da fare. Certo mantenere la vita vita sociale ad Edin ha influito, ma a Perth manca comunque quell multietnicita’ e frizzantezza tipiche delle citta’ universitarie. Gia’, citta’ noiosetta.

Prima di lasciare la mia casa nella capitale, mi sono goduto lunghe passeggite per Edimburgo. Mi ha sorpreso il notare come abbia riempito di ricordi mille piccoli angoli della citta’. Ecco cosi’ che un pub mi ha ricordato un incontro particolare, una viuzza mi riporta alla mente un saluto ad un amico sincero, ed un anonimo appartamento un party in cui mi sono infiltrato in una serata un po’ pazza. Come se abbia riempito con la mia vita una citta’ vuota al mio arrivo, in una romantica topografia delle emozioni.

Certo, ad Edimburgo ci torno praticamente ogni week end, fatto sta che a mio parere una citta’ la si viva non tanto nei fine settimana organizzati, ma soprattutto nella quotidianeita’: nella fila alla posta o in banca, nel dare indiczioni ai turisti o nell’incontrare casualmente un amico per strada, tutte quelle cose che ti fanno sentire “tua” la tua citta’.

Non so cosa scrivero’ in futuro, ne’ con quale cadenza. Ma il blog rimane aperto.

Bentornati...



Picture: "Pazienza & Ottimismo", memory from my former room.

Song: Linton Kwesi Johnson - Sonny's Lettah

25 maggio 2010

c'mon the hearts

Per dimenticare le ultime delusioni sportive, voglio proporvi una di quelle letture che ogni tanto mi fa piacere riprendere. Autore e protagonista della storia e’ Andy Teruzzi, fondatore dei Lombardia Hearts, un piccolo fans club della mia squadra di Edimburgo, nato non so come ma stracolmo di passione e di agganci nella terra che amano, la Scozia. Andy, amico che mi fa sempre piacere incontrare ogni qualvolta sbarca oltremanica, e’ anche un personale esempio: a lui mi lega ammirazione per aver saputo creare dei legami forti con gli scozzesi, dai quali ha saputo ricevere gentilezza ed ospitalita’ (qualita’ che erroneamente si pensa regalino a chiunque).

La storia narrata e’ quella della finale di Scottish Cup 2006 tra gli Hearts ed il Gretna, squadra di Second Division incredibilmente approdata in finale. Il rcconto e’ stato rubato da UK Football, please, fanzine on line che consiglio vivamente a chi e’ appassionato di calcio britannico e di storie genuine lontane anni luce dalla nostra Calciopoli.

Buona lettura.

E' venerdì 12 Maggio 2006. E' il gran giorno della partenza per la mia Bonnie Scotland per seguire un evento abbastanza raro: una Finale di Coppa con i miei HEART OF MIDLOTHIAN protagonisti! Da Bergamo partiamo in 12, anche se ci dividiamo in due gruppi. In 4 andiamo direttamente ad Edinburgh e lì rimarremo per tutto il week-end (tranne naturalmente il sabato), mentre gli altri si fermano a Glasgow, ospiti di amici comuni. Il tranquillo viaggetto in macchina da Prestwick alla Capitale è denso di aspettative e di grande emozione. Arriviamo perfettamente in orario al randez-vous con i nostri amici e ci dirigiamo in un ristorante indiano, proprio nei pressi del nostro Tynecastle Park. Qui ceniamo in compagnia del solito gruppo (tra cui 3 hibbies che tentano di gufare alla grande!) e passiamo un paio d'ore fantastiche.......ma il bello della serata deve ancora arrivare. Finita la cena, una camminata di due minuti e siamo catapultati nel "The Diggers" uno dei più conosciuti pub frequentato dai Jambos e nostro quartier generale ! Appena entriamo, veniamo "assaliti" da vecchi e nuovi amici, che fanno a turno per pagarci da bere e, soprattutto, comprare le nostre t-shirts fatte fare per l'occasione ! Il nostro Big Rab viene incoronato Re delle vendite, con più di 20 magliette ! Qui incontriamo tifosi giunti da ogni parte del Mondo per assistere alla Finale: Canada, Usa, Australia, Sud Africa, Belgio e via discorrendo! E' una serata magica che vorremmo non finisse mai ! Il Presidente del Broxburn Hearts SC (tra l'altro mai incontrato prima), saputo che saremmo andati al Diggers quella sera, ha preparato 2 magliette commemorative con la SFA Cup da un lato e la scritta "Lombardia Hearts" dall'altra!! Assolutamente inaspettato e fantastico ! A mezzanotte la campanella ci ricorda che è ora di abbandonare il pub, anche se a malincuore.......Sabato mattina e siamo in fibrillazione! Prendiamo un taxi per il centro, qui consumiamo un'abbondante colazione in un minuscolo cafè e ci dirigiamo verso la stazione di Waverley.
Ad attenderci ci sono svariate migliaia di Jambos e decine di treni speciali che partono a distanza di 20 minuti, destinazione Glasgow. L'atmosfera si fà incandescente ed i cori si alzano alti.......Arrivati a Queen Station, ci riuniamo con i nostri amici e ci dirigiamo verso il famoso Horseshoe Pub, vero tempio della Tartan Army, per assistere alla partita di Kirin Cup tra Giappone e Scotland e goderci le prime pinte della giornata. Our "Bonnie Scotland" strappa uno 0-0 ai padroni di casa, risultato che ci consente di conquistare il trofeo......sarà di buon auspicio !! Ci fiondiamo su di un altro treno e in mezz'ora siamo davanti ai cancelli di Hampden Park. Qui ritroviamo tutto il contingente del Lombardia Hearts e scattiamo una foto con il nostro striscione appena fuori lo stadio, poi ognuno si dirige ai propri posti e comincia lo spettacolo del calcio d'oltremanica! 40.000 tifosi Hearts e 8.000 tifosi Gretna ( piccolo centro di 2.000 anime proprio al confine con l'Inghilterra ) non smettono di cantare neanche un secondo per 120 minuti di adrenalina pura! Il goal di Rudy Skacel nel primo tempo ci illude di fare un sol boccone del piccolo Gretna (squadra vincitrice del campionato di second division), ma non abbiamo fatto i conti con l'orgoglio smisurato dei Borders e del loro allenatore Alexander che sfoggia un impeccabile Highland Dress nero e bianco! Il Gretna entra in campo determinatissimo nel secondo tempo e perviene al pareggio con un rigore parato dal nostro Gordon ma ribadito in rete da McGuffie al 76'. Nei supplementari non riusciamo a scardinare l'attenta difesa nerobianca e soprattutto un insuperabile Main. Si va ai rigori..
La tensione è palpabile negli occhi di tutti quelli che abbiamo accanto, io mi giro di spalle e non guardo i penalties, Big Rab riprende con la nostra videocamera, Pimpi prega a bassa voce........va sul dischetto il Capitano Steven Pressley.. Goal, loro segnano, tira Neilson Goal, loro segnano, è il turno di Skacel Rete, loro sbagliano, Pospisil Goal e loro sbagliano di nuovo consegnandoci la Coppa !! L'urlo dei 40.000 jambos invade il cielo di Hampden è un tripudio di bandiere, sciarpe e vessilli maroon. Ma la cosa più bella è l'applauso di tutto lo stadio al valoroso Gretna. Un tributo allo spirito indomito del popolo scozzese ed una lezione di cosa è il calcio lontano da Calciopoli e dagli scandali a cui siamo abituati a queste latitudini. Vedere i giocatori nerobianchi raccogliere e baciare le numerose sciarpe lanciate dai tifosi Hearts è una cosa che non scorderò mai!
Ci mettiamo una buona mezz'ora ad uscire da Hampden, ubriachi di gioia ed ormai senza voce, prendiamo al volo un autobus che ci scarica di fianco alla stazione. Entriamo in un pub a dissetarci, ma veniamo bruscamente interrotti da una rissa scoppiata per futili motivi, che naturalmente non ci vede coinvolti. L'aspetto brutto della città di Glasgow si fà notare ancora, decidiamo così di prendere il primo treno e tornare nella nostra Edinburgh. Alla stazione di Queen Station ci dobbiamo assorbire qualcosa come 2 ore di fila, ma la facciamo con gioia ! Alle 22 mangiamo finalmente qualcosa (un fish and chips avvolto nel giornale, meglio di niente!) e rincasiamo esausti ma felicissimi, con il sottofondo dei cori ancora nelle orecchie.
La domenica comincia molto bene, con una sontuosa colazione a casa di Jools (un classico delle nostre trasferte) a base di eggs, bacon, haggis, potatoes, mushrooms, bread, toasts e chi più ne ha, più ne metta! Lì veniamo raggiunti da una notizia grandiosa : Scott Wilson, lo speaker del Tynecastle, ci ha procurato i biglietti per assistere alla festa della conquista della Coppa. Ci sono 10.000 persone all'interno della stadio e più di 100.000 sulle strade di Edinburgh che scortano l'autobus dei nostri eroi dal palazzo comunale al quartiere di Gorgie, rifugio dei Jambos ! Le sorprese non sono ancora finite.. Scott Wilson si impossessa del microfono e annuncia la presenza di un contingente del Lombardia Hearts (con tanto di nomi, uno per uno!). Noi srotoliamo il nostro striscione e rispondiamo commossi all'applauso dei 10.000 del Tynie......una gioia indescrivibile! Il pomeriggio prosegue al Caledonian Sample Room per una meritata bevuta ed al nostro inarrivabile ristorante Mongolo, dove consumiamo una cena squisita ! Lunedì è il giorno del mesto ritorno a casa, non prima di aver incoronato Ialach (il cucciolo di Highland Cow di proprietà del nostro amico Johnny), mascotte ufficiale del LHSC!
Un altro grande weekend si è concluso ed un altro pezzo del mio cuore è rimasto nella terra delle Highlands, la mia terra.
C'MON THE HEARTS ! C'MON BONNIE SCOTLAND !




Link: UK football, pllease

Video: le immagini di Hearts - Gretna