Gli esami nella vita non finiscono mai, disse qualcuno piu’ famoso di me, e con questo spirito ho ripreso in mano carta e penna e sono tornato sui banchi di scuola: mi sono iscritto ad un corso di...Scrittura Creativa!
In fondo sto vivendo questa esperienza scozzese come un’altra opportunita’ capitatami (o meglio, fortemente voluta ed ottenuta) nella mia vita, quindi il tempo e’ propizio per seguire finalmente le mie passioni.
E tra le mie piu’ intime passioni nulla supera...la scrittura.
I temi in classe all’epoca del Liceo erano per me un inferno, come infernale immagino fosse per la mia professoressa doverli correggere. Mancavo di originalita’, scrivevo le piu’ grandi banalita’, ed i miei voti raggiungevano ben poche volte la sufficienza. Presumo che temi come le problematiche giovanili o il commento a delle poesie non mi hanno mai solleticato l’immaginazione.
E poi la svolta. Un mio amico lavorava per un quotidiano locale della mia provincia, quindi decisi di chiedere al redattore sportivo se potessi collaborare durante il week-end, giusto per unire scrittura e sport (seconda mia passione). Detto fatto, eccomi a commentare partite giovanili o di calcio dilettantistico, con la cronaca rigorosamente fatta al telefono parlando con i dirigenti delle squadre. Poi capito’ che il giornalista di una squadra militante nel campionato di Eccellenza si assento’ per una domenica, il redattore decise di darmi fiducia mandandomi per la prima volta a fare l’inviato al campo. Mi preparai tutta settimana, e l’articolo che scrissi al termine della partita fu davvero carino. Tanto carino che dalla stagione successiva mi trovai a fare l’inviato al campo tutte le domeniche. L’ambiente all’interno della piccola redazione della mia citta’ rimane tutt’ora una delle esperienze lavorative piu’ belle della mia vita: si lavorava, si scherzava, ci si aiutava nella scrittura, poi le correzioni, l’impaginatura...eccetera eccetera.
Successivamente collaborai anche per un altro quotidiano (dove vendevo pressappoco lo stesso articolo a due giornali diversi) ma soprattutto per una splendida rivista sportiva, nata dall’idea di un collega ma purtroppo naufragata per problemi economici.
Poi la pausa. Presa la laurea in Ingegneria, lascio il giornale e mi dedico ad una professione mai troppo amata ne’ tantomeno studiata con passione.
Ma la scrittura rimane. Scrivo sul blog della mia
squadra di calcio ed apro addirittura una rivista personale, la memorabile
Gazzetta delle Quade, distribuita gratuitamente ai mie amici.
Da qui si arriva al mio attuale blog, ma questa e’ storia recente.
La scrittura rimane dentro di me, cresce piano ed esplode quando mi rendo conto che non riesco a non descrivere tutte le emozioni e gli stimoli che sto vivendo qui ad Edimburgo. Diciamo che ogni persona o esperienza che mi capita...si becca sulla nuca una mia scrittura. Alcune cose le pubblico sul blog, altre molto piu’ intime le pubblico invece su spazi nella rete dove risulto anonimo. Senza parlare poi di cio’ che scrivo sulla carta igienica quando sono in bagno, o sulla carta del prosciutto in fila al supermercato...
Proprio ora e’ tarda notte, e vicino a me sta scrivendo la ragazza greca del mio coinquilino inglese. Mi dice che le e’ venuta in mente una cosa da aggiungere al suo essay, e fino a quando non la mette per iscritto non riuscira’ ad addormentarsi. La mia scrittrice preferita sosteneva che una poesia e’ uno starnuto di Dio: inutile trattenerlo, meglio liberarsene subito scrivendolo.
La speranza di pubblicare qualcosa non mi ha mai sfiorato la testa, per ora preferisco rimanere nel mio dilettantismo, regalando cio’ che descrivo alle persone che voglio. Cio’ non toglie che e’ nata l’esigenza in me di approfondire questo mondo e magari di migliorare.
Ecco allora il mio corso! Sono entusiasta perche’ penso sia la prima volta nella mia vita in cui studio qualcosa che mi piace davvero. Basta equazioni differenziali, basta meccanica razionale o tecnica delle costruzioni, basta vincoli ed iperstatiche. Finalmente studio la scelta delle parole, come trasmettere i sentimenti, come inventare personaggi e come descriverli in base ai loro dialoghi. Questi i contenuti del mio corso di Creative Writing.
Il corso, che svolgo presso lo
Stevenson College, e’ secondo la modalita’
open learnig: non ci sono lezioni in aula, il college mi spedisce a casa le dispense d studiare e gli esercizi da svolgere, io rispedisco alla professoressa tramite mail le mie creazioni, che mi tornano con le correzioni e con un giudizio.
Il corso, tra parentesi, e' anche un eccellente modo per migliorare il mio inglese da un lato e per apprezzre meglio cio' che leggo dall'altro, aggiungo inoltre che lo sto frequentando gratuitamente grazie all’associazione
ILA Scotland, alla quale consiglio di rivolgersi se siete qui e volete proseguire gli studi.
La docente e’ una scrittrice americana, che tiene questo corso come secondo lavoro, ma che tuttavia lo fa con estrema passione. Le ho appena mandato due compiti, e giusto stamattina mi sono trovato in posta una busta con i due esecizi che ho aperto con incredibile bramosia: tante correzioni ma soprattutto tanti spunti di riflessione su come migliorare i punti deboli.
Non mi sono mai sentito tanto motivato da un feedback ricevuto su un mio lavoro.
Mi sono venuti in mente alcuni miei professori al Regio Politecnico di Milano. Spesso anche per loro l’insegnamento era una seconda professione, come si vedeva dal loro assenteismo in aula e dai compiti fatti correggere ai dottorandi. In aggiunta si lamentavano della riforma universitaria italiana, cosa che non ho mai capito: rimango dell’idea che se qualcuno ha la passione di insegnare qualcosa, di sicuro c’e’ anche chi ha la passione di apprenderla.
E quando si parla di passione, cari professori miei, non c’e’ riforma che tenga.
Song: Fido Guido - No ne stonne